Nella mia libreria #44

In collaborazione con Alpine Studio.

Novembre è iniziato con due nuovi arrivati nella mia libreria. Il primo è un grande classico che mi dico dovrei leggere da una vita: si tratta di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, romanzo che ho scelto personalmente come ultima lettura del 2017 per I 100 libri di Dorfles e che ho subito iniziato a leggere. Il secondo è Il viaggiatore insolito di Claudia Berton, frutto di una collaborazione con la casa editrice Alpine Studio, che parla di viaggi e di coraggio. Di seguito vi racconto i dettagli.


Orgoglio e pregiudizio
di Jane Austen

Casa editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 395 p.    
Copertina Flessibile: € 7,65

// TRAMA //
“Non aveva mai capito di amarlo tanto come ora, quando l’amore era vano” Jane Austen è una delle poche, autentiche grandi scrittrici che hanno saputo fare breccia nei cuori e nelle menti di tutti i lettori, senza eccezioni. Fra i suoi tanti capolavori, Orgoglio e pregiudizio (pubblicato nel 1813) è sicuramente il più popolare e amato: le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.

 

Il viaggiatore insolito
di Claudia Berton

Casa editrice: Alpine Studio
Lunghezza: 268 p.     
Copertina Flessibile: € 16,00

// TRAMA//
Dall’Egitto alla Mesopotamia, dalla Persia all’India: sono queste le mete dei viaggi di Arthur Kavanagh, giovane irlandese della seconda metà dell’Ottocento, nato da ricca famiglia, ma privo di braccia e di gambe. Grazie a una grande forza di volontà e grazie a ingegnosi quanto rudimentali congegni, riuscì a trascorrere una vita ricca e appassionata, caratterizzata da avventure vissute in un tempo e in regioni in cui le strade erano spesso inesistenti, dove bisognava viaggiare a cavallo per ore ed ore, e quando i viaggiatori erano spesso osteggiati dalle popolazioni indigene. Denaro e lettere di presentazioni gli permisero di essere ricevuto negli harem sfarzosi dei principi persiani e dagli ufficiali inglesi alla guida della Compagnia delle Indie Orientali. Mentre a vent’anni si trovava in India, dove cacciava tigri e probabilmente faceva la spia, venne raggiunto dalla notizia della morte del fratello maggiore e dovette far ritorno in Irlanda. Arthur fu un uomo di grande spessore, tempra morale e senso del dovere, che lo portarono anche a essere eletto in Parlamento, ma che mai gli impedirono di seguire i suoi istinti, talvolta lussuriosi, e le sue passioni più grandi.

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