"Baarìa"

Come mi succede spesso, mi sono ritrovata a guardare questo film per caso su Sky. Mi è piaciuto e l’ho visto una seconda volta. Poi la terza, settimana scorsa. Non lo so perché certi film mi colpiscono e mi lasciano qualcosa. Baarìa mi ha lasciato sin da subito la sensazione di volgere lo sguardo al passato della mia famiglia. Una famiglia povera che ha vissuto in un paese senza l’asfalto, quando per guardare la televisione bisognava andare a casa del vicino e così ci si ritrovava dopo l’ennesima giornata di lavoro nei campi. Sì perché anche se non sono Siciliana ma Pugliese, le regioni del sud hanno qualcosa in comune. Sono terre in cui l’inverno non esiste. Dove il mare è sempre lì, a recitare il suo ruolo da sfondo silenzioso , limitandosi ad assistere alle miriadi di storie che accadono nelle sue vicinanze. Una storia d’amore estiva. Un bambino che ha paura dell’acqua. Un uomo che lavora duro per sostenere la propria famiglia. I sogni che volano veloci. E quelli che cadono giù, a pezzi.

Baarìa racconta la storia di una famiglia, di generazione in generazione, a partire dagli anni ’30. In particolare la narrazione ruota attorno a Peppino Torrenuova, ragazzino di Bagheria, piccolo paese della provincia di Palermo. Bagheria, appunto. Questo paese è fondamentale. Non solo è il palcoscenico naturale di questa storia, ma è prima di tutto una parola, un suono, da cui il regista, Giuseppe Tornatore, ha creato il titolo di questo film.

« “Baarìa” è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi… Baarìa è anche il nome di un paese siciliano dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Ma percorrendole avanti ed indietro per anni, puoi imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti. »
(Giuseppe Tornatore in un’intervista)

La storia è in realtà un intreccio magistrale: da una parte la vita di Peppino, dall’altra la vita della Sicilia e, di conseguenza dell’Italia. Baarìa quindi non è solo la storia di un uomo. E’ un’opera corale ed evocativa, che fa di Peppino Torrenuova il simbolo di una generazione. E’ la storia di un uomo che ancora ragazzino conosce una grande passione politica e che lotta in nome del Partito Comunista. E’ la storia semplice di un ragazzo che si innamora di una ragazza, Mannina, e che con lei condivide una vita intera. La storia di un uomo che assiste ai cambiamenti della propria terra e del proprio paese. Questo perché l’arco cronologico su cui si estende la storia è talmente ampio da aver permesso a Tornatore di affrontare e raccontare alcuni tra gli avvenimenti più importanti della storia moderna italiana. Il Regime Fascista. La guerra e lo sbarco degli alleati in Sicilia. La riforma agraria. L’arrivo della televisione e del cinema. La Sinistra Rivoluzionaria. Le elezioni. 

 

Amo questo film perché può essere tutto ciò che vogliamo. Un film storico. Un film drammatico. Una commedia. Per me è un film che racconta storie semplici. Storie che mi fanno pensare al mio passato. Un passato in cui io ancora non c’ero, ma che inevitabilmente fa parte di me.

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