“Il profeta” di Khalil Gibran

51qgbov-al-_sx323_bo1204203200_Capita di leggere un libro che aspetti da tempo e poi, quando sfogli l’ultima pagina, ti assalgono le domande. Cosa mi ha lasciato questo libro? O meglio, mi ha insegnato qualcosa? E se sì, cosa? Tempo fa mi ritrovai a guardare un documentario in tv su Khalil Gibran e da lì è nato il mio desiderio di leggere Il Profeta.  Non so se avevo delle aspettative particolari. Forse ero semplicemente “curiosa”. Forse mi aspettavo una storia. Ma credo di ricevuto qualcosa in più. Il Profeta non narra una storia. C’è però un protagonista. Si tratta di Yusif El Fakhri, un uomo che all’età di trent’anni si ritira dalla civiltà per andare a vivere come un eremita in un paese isolato nelle vicinanze della Val Kedeesha, a nord del Libano. ” La gente dei villaggi vicini udì varie storie che riguardavano Yusif; alcuni raccontavano ch’egli era di nobile e di ricca famiglia, e che amava una donna che lo tradiva e che lo indusse a vivere una vita solitaria, mentre altri dicevano che era un poeta che aveva abbandonato la città rumorosa e si era ritirato in quel luogo per annotare i propri pensieri e comporre la propria ispirazione; e molti erano sicuri ch’egli fosse un mistico pago del mondo spirituale, benché la maggioranza della gente insistesse a dire ch’era pazzo.”
Si tratta di una raccolta di pensieri in forma prosastica, strutturato a domande e risposte. Gli argomenti sono i più disparati: l’amore, il matrimonio, i figli, il donare, il mangiare e il bere, il lavoro, la gioia e il dolore, le case,  gli abiti, il comprare e il vendere, la colpa e il castigo, le leggi, la libertà, la ragione e la passione, il dolore, la conoscenza di sé, l’insegnamento, l’amicizia, il conversare, il tempo, il bene e il male, la preghiera, il piacere, la bellezza, la religione, la morte. Per ogni argomento c’è un personaggio che fa una domanda al Profeta, il quale risponde per metafore e analogie.
Vorrei riportare tanti piccoli stralci tratti da questo libro.  Stralci che mi hanno fatto riflettere. Pensieri e riflessioni che in realtà credo facciano parte di noi da sempre. Sono talmente tanti che lascerei ben poco alla vostra immaginazione. Ma questo stralcio proprio non posso fare a meno di donarvelo.
“E una donna che aveva al petto un bambino disse:Parlaci dei Figli.Ed egli rispose:I vostri figli non sono i vostri figli.Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,E benché stiano con voi non vi appartengono.Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,Perché essi hanno i propri pensieri.Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.”


51qgbov-al-_sx323_bo1204203200_Il profeta – Kahlil Gibran
Feltrinelli, 90 p.
Formato Kindle € 3,99
Copertina Rigida € 4,50
Copertina Flessibile € 5,53

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3 pensieri su ““Il profeta” di Khalil Gibran

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