"Philadelphia"

Sì è vero, questo film è un pò “datato”. Ne sento parlare da anni, ma fino a qualche settimana fa non avevo ancora avuto occasione di vederlo. Beh, adesso capisco cos’ha di così speciale.

 

Viviamo in un epoca in cui il diverso viene troppo spesso messo da parte. Che poi questa parola. “Diverso”. Non mi piace per niente. E cosa significherebbe? Non lo so. Ma credo sia questa la parola attorno alla quale ruota l’intero film.

Per chi non l’avesse mai visto, Philadelphia racconta la storia di due avvocati, Andy e Joe. Il primo è un grande avvocato, con una carriera in ascesa. Il secondo lavora in televisione e sceglie sempre casi “minori”. Andy è omosessuale e vive con il suo compagno. Joe, invece, è sposato e ha una figlia. In sostanza, sono due uomini completamente diversi.

Andy è malato di Aids, malattia che nasconde nello Studio Legale per il quale lavora. Ma i suoi colleghi, ricordandosi di un caso analogo e a lui precedente, riconoscono i sintomi e lo licenziano, facendolo passare per “incompetente”. Andy sa di essere un ottimo avvocato e decide di fare causa allo Studio Legale. Semplicemente, non è giusto che lui sia stato licenziato solo a causa di una malattia. Dopo svariati tentativi incontra Joe, il quale, superati i dubbi iniziali, decide di rappresentarlo.

Siamo negli anni ’90. Anni in cui l’Aids raggiunse il suo culmine. Anni in cui c’erano tanti pregiudizi attorno a questa malattia. Anni in cui essere malato di Aids equivaleva a dire gay. Andy si ritrova a portare avanti una battaglia legale che lo accompagnerà negli ultimi giorni della sua vita. Una battaglia legale nella quale c’era molto da perdere. Perché Andy e Joe decidono di sfidare i pregiudizi della folla, non solo nei confronti della malattia, ma anche nei confronti degli omosessuali. Perché la parola “diverso” troppo spesso si tinge di connotazioni negative.

In realtà Andy è un uomo qualunque. E’ un uomo che ama il suo compagno, con cui condivide la propria vita. E’ un uomo che ama il suo lavoro e sa farlo bene. E’ un uomo che ama la sua famiglia, dalla quale riceve amore e sostegno. Una famiglia che non si vergogna di lui, anzi lo incoraggia e lo appoggia lungo questa battaglia. Battaglia che lui porta avanti anche quando le forze gli vengono meno. Battaglia che lo vede svenire in tribunale. Battaglia che finisce con la sua vittoria proprio quando, per uno stupido scherzo del destino, Andy viene ricoverato in fin di vita in ospedale, dove morirà il giorno seguente circondato da chi ha sempre creduto in lui e l’ha sempre amato.

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