“AL DI LA’ DEI SGNI”

La nostra cultura è ricca di grandi storie d’amore. Da Romeo e Giulietta, Meredith e Derek di Grey’s Anatomy, Paolo e Francesca, Florentino e Ferminia di L’amore ai tempi del colera, William e Kate, Tristano e Isotta e chi più ne ha più ne metta. 
Secondo me, una di queste storie d’amore di cui vale veramente la pena parlare è quella raccontata nel film Al di là dei sogni. Ho scoperto questo film quando ero molto piccola. Quando credevo che l’amore fosse solo quello che vedevo tutti i giorni tra mamma e papà. Un incastro di compiti e faccende, beccarli sul letto a sbaciucchiarsi e anche vederli litigare. Crescendo mi sono accorta che dietro a quello che vedevo c’era anche un altro mondo, un mondo nascosto ai figli, un mondo che scopri solo quando trovi anche tu l’amore.

“Quando ero giovane incontrai una ragazza stupenda su un lago.”

Inizia così il film Al di là dei sogni. Inizia con l’incontro dei due protagonisti. Annie e Chris si incontrano casualmente in un lago al confine con la Svizzera. I due si innamorano e si sposano. Hanno due figli, Ian e Marie. La loro è una vita felice. Godono a pieno di quella felicità e di quell’amore puro e semplice che ti fa risplendere. Ma dopo anni di gioie i due vengono colpiti da un lutto impensabile. Quale genitore penserebbe mai di sopravvivere ai suoi figli? Nei quattro anni successivi Chris è la roccia di Annie. E’ grazie a lui che la donna riesce a sopravvivere. O quantomeno ci prova. Fino a che non arriva il giorno in cui Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente. Annie rimane sola con il suo dolore. Sola con la sua vita, di cui non sa che farsene.

“Le ho detto “Ti amo Pulce”. Me lo ricorderò per sempre. Almeno gliel’ho detto.”

L’anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, uno spirito che poi si rivelerà essere suo figlio Ian. Chris è uno spirito che fluttua nella sua vecchia vita. Assiste al suo funerale, alle lacrime di sua moglie, alla sua immensa sofferenza, al suo perdersi, fino a sfaldarsi. Inizialmente Chris non può fare a meno di restare al fianco di Annie, la quale cade in depressione. 

Chris:”Gesù ma quando finirà?”
Albert:”Non ci sono regole Chris. Finirà quando lo vorrai tu.”
Chris: “E tu dov’eri?”
Albert:”In un altro posto. Credi che io sia frutto della tua immaginazione? E’ realtà. Lei è reale, tu sei reale, è tutto reale. E’ proprio questo il punto, se esiste un punto. La realtà finisce quando tu decidi di non farla più soffrire.”

Ma arriva il momento in cui capisce che deve lasciarla andare e va via. Chris si risveglia in un campo fiorito, in cima ad una valle ricca di mille colori luccicanti. I fiori diventano pittura tra le sue mani. Compare Katy, il cane dei suoi bambini, soppresso anni prima. Il sole sbuca tra le nuvole color miele. Il lago immenso è sotto di lui. Chris arriva ad un albero spoglio. E allora capisce. E ride. Il suo paradiso è il quadro dipinto da Annie per il loro “grande anniversario”, raffigurante la sua versione del posto in cui si erano conosciuti e in cui avrebbero voluto tornare per invecchiare insieme. Il suo paradiso era il posto che lui si era creato. Chris inizia ad esplorare quel posto magico. Il prato si sfalda sotto i suoi piedi. Cammina sull’acqua. Correi più veloce del vento. Perché il suo paradiso è il luogo che lui ha scelto ed è lui ha deciderne le regole.

Albert. “Il bel posticino l’hai scelto tu!”
Chris: “Io ?”
Albert: “Certo, è frutto dalla tua fantasia. Vedi, siamo tutti un pò insicuri all’inizio, quindi tendiamo a crearci un posto confortevole. Dipingiamo noi l’ambiente. Ma che io sappia tu sei stato l’unico che ha usato pittura vera.”
Chris: “Ci sono delle cose che Annie non aveva dipinto. Come quell’uccello!”
Albert: “Annie ti ha fornito lo spunto, un pò come tenersi ad un corrimano. Ora tu stai creando tutto un mondo tuo, dalla tua immaginazione, dai dipinti che più ami, da tutto ciò che vuoi.”
Chris: “Perché non si muove?”
Albert: “Si muoverà quando tu lo vorrai.”

Ed ecco che l’uccello prende a volare. E a cambiare colore. Perché il pittore del proprio paradiso è Chris. Riuscite a immaginarlo?
Chris ricorda che Annie aveva dipinto la casa dei loro sogni e la raggiunge. Ed è proprio qui che arriva il momento in cui non vede più pittura. Quello che lo circonda adesso è reale.
 

Chris: “Ma quello è reale! E dov’è la pittura?”
Albert: “Non ti serve più. Ora questo è il tuo mondo.”

Contemporaneamente, nella vita materiale, Annie cerca di sopravvivere. Cerca di tenere insieme i pezzi e per farlo continua a dipingere. Amo la scena in cui Annie continua il loro quadro, al cui fianco disegna un albero dai fiori lilla. Ed ecco che nel paradiso di Chris compare l’albero appena disegnato da Annie. E si capisce subito il perché. Il loro amore è talmente potente e il loro legame è così forte da riuscire in qualche modo a comunicare attraverso i suoi dipinti. Ma subito in Annie qualcosa cambia.
 

Quel legame che lei sente così forte le sembra inutile. E allora, spinta dal dolore, cancella il disegno con del solvente e, così com’era apparso, l’albero scompare, perdendo le sue foglie tra il vento.
Chris continua la scoperta di quel paradiso e un giorno un hostess, una ragazza orientale di nome Leona, prende il posto di Albert e gli fa da giuda, rivelandosi poi essere sua figlia Marie. La ragazza lo conduce nel suo paradiso.
 

Leona: “Finora hai dipinto un mondo tutto tuo. Questo è il mio. Nella nostra città sul fiume dobbiamo avere tutti una visione comune.”

I due salgono su una barca per dirigersi verso la città sul fiume. Nel tragitto i flashback sono frequenti. Chris vive nei suoi ricordi, o meglio nei loro ricordi. E allora capisce che quella donna è in realtà sua figlia. Il suo paradiso altro non è che un gioco che aveva nella sua cameretta. I due si abbracciano. Si sono finalmente ritrovati. E Chris impara a stare nella sua realtà, creata dalla sua mente.
Ma le cose continuano a non andare bene per Annie, tanto da spingerla a compiere un gesto estremo.

“La California è proprio il posto più strano al mondo. Praticamente ti spingono a farlo, così è tutto finito prima che l’analista decida di internarti. Legislazione attenta e premurosa. Il mio analista sospetta. Ancora una settimana e potrebbe internarmi. Per il mio bene, naturalmente. Avevo il marito e l’amore che mi spettavano, due bambini splendidi, privilegi che solo un folle può aspettarsi da qualcosa di arbitrario come la vita. E la verità è, molto semplicemente, che è finito. Resta quest’ultimo filo da spezzare. Non posso dirti addio. Tu sei morto e io ho perso l’occasione. Non posso dirti addio. Però sappi una cosa. Quale che sia la distanza che ci separa, io ti invio tutto il mio amore.”

Chris viene a sapere da Albert che Annie è morta. Si è uccisa. Chris non vede l’ora di rivederla, ma non capisce come stanno le cose realmente.

Albert: “Non la rivedrai mai più. E’ una suicida e i suicidi vanno in un altro posto.”
Chris: “Per che cosa volete punirla?”
Albert: “Non è una punizione.”
Chris: “Ha già sofferto abbastanza.”
Albert: “No, non esistono giudici o crimini, qui siamo tutti uguali. E’ questa la realtà, è così che vanno le cose.”
Chris: “E la realtà è che i suicidi vanno all’infermo? Nessun giudizio dicevi, eh!”
Albert: “Vuoi ribellarti? Puoi solo ignorarla o cercare di capirla. Quello che tu chiami inferno è per coloro che non sanno di essere morti, che non si rendono conto di ciò che hanno fatto e di quello che gli è capitato. Troppo presuntuosi, al punto da costruirsi intorno un mondo…”
Chris: “Presuntuosi? Questo non vale per Annie! capito?”
Albert: “No infatti no. Per i suicidi è diverso. Loro non vanno all’inferno per immoralità o egoismo, ci vanno per un motivo diverso. Noi tutti abbiamo un istinto, c’è un ordine naturale alla base del nostro viaggio. Annie ha violato quest’ordine e si rifiuta di affrontare la cosa. Non vuole rendersi conto e accattare quello che ha fatto e passerà l’eternità in questo stato.”
Chris: “Allora Annie è all’inferno?”
Albert: “Ognuno ha un diverso inferno, non è sempre fiamme e tormenti. Il vero inferno è una vita andata storta.”
Chris: “Sono la sua anima gemella. La ritroverò!”
Albert: “Tu non capisci come funziona qui!”
Chris: “Quello che è importante non è capire! Qui si tratta di non arrendersi!”

Aiutati da uno psichiatra, Chris e Albert scendono nell’inferno alla ricerca di Annie.
 

“La troveremo. Ma quando l’avrai trovata nulla potrà aiutarla a riconoscerti, ad abbattere il muro del suo diniego. E’ più forte del suo amore. Lo rinvigorisce, addirittura. Potrai dirle tutto ciò che desideri, compreso addio. Anche se in realtà non riuscirà a capirlo. E avrai la soddisfazione di non aver mollato. Questo dovrà bastarti.”

I tre partono su un’imbarcazione, lasciandosi alle spalle i colori brillanti del paradiso e addentrandosi in un mondo cupo e misterioso, pieno di pericoli, attraversando un fiume pieno di anime perse e un mare tempestoso.

“All’inferno esiste un solo pericolo reale: perdere la ragione.”

Arrivati davanti a Cerbero, il relitto di una nave che rappresenta la porta dell’Inferno, Chris riconosce in Albert suo figlio Ian e si sente costretto a proseguire da solo per evitare di metterlo in pericolo e di avere distrazioni in quella difficile ricerca. 
Chris continua il suo viaggio e sale fino al livello dell’Inferno popolato da facce che sbucano dal terreno. Riesce a trovare Annie, la quale si è costruita un mondo molto simile alla loro casa, ma in rovina. Un posto cupo, triste, tenebroso. Un posto in cui sentire tutta la tristezza del mondo. E’ in questo momento che lo psichiatra rivela di essere Albert, il vecchio professore con cui Chris aveva iniziato a fare il medico.

Albert: “Qui non è come il resto dell’inferno. Qui non hai nessuna difesa contro Annie Se perdere te stesso e la tua anima risucchiato nel più profondo dell’inferno potesse servire a salvarla io ti direi: “Non fermarti!”. Sarei lì a incoraggiarti. Hai trovato i tuoi figli adesso. Hanno bisogno di te. Due minuti. Un minuto di più e potresti smarrirti.”
Chris: “Come ci si può smarrire?”
Albert: “Nel momento in cui la sua realtà diventa tua non c’è più ritorno.”

Chris entra in casa spacciandosi per un vicino. Sa che se si dovesse soffermare per troppo tempo potrebbe perdersi nel suo mondo. Chris le racconta la sua storia. Le racconta la storia di sua moglie dopo la morte dei loro figli. I ricordi si fanno largo. I flashback raccontano la loro storia. E Annie è sul punto di riconoscerlo, ma poi si sente attaccata da lui e lo respinge. Chris si arrende. Capisce che Annie non può essere salvata.

“Mi dispiace piccola. Ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto quello che non potrò mai darti. Non ti comprerò mai un hamburger gigante a quattro piani. Niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te. Come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme al capolinea, sul lago del tuo dipinto. Quello era il nostro paradiso. Abbiamo molto da perdere. Libri, pisolini, baci, litigi. Oddio, ne abbiamo avuti di straordinari! E dei quali ti ringrazio. E grazie per ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli, per la prima volta che li ho visti. Per avermi fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza. Per come eri e come sei, per come ho sempre desiderato toccarti. Oddio, eri tutta la mia vita. E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te. Specialmente questa.”

Chris esce dalla casa per salutare Albert e dirgli che rientrerà in casa e si perderà con Annie. Il suo desiderio è quello di vivere con la moglie e non lasciarla sola. Ma grazie ai ricordi Chris colpisce il cuore di Annie, la quale lo riconosce proprio nel momento in cui Chris si sta perdendo e grazie alla sua forza, questa volta è lei a salvare entrambi.
In un batter d’occhio i due si trovano nel paradiso di Chris.

 
Qui i due vengono raggiunti dai figli. Finalmente tutto sembra tornare al suo posto. Dopo aver vissuti insieme, i due decidono di reincarnarsi per poter vivere di nuovo, innamorarsi di nuovo ed infine invecchiare insieme. Sapendo di ritrovare sempre i figli in paradiso in quel loro posto speciale. Sapendo che si sarebbero ritrovati sulla terra, come due calamite che si attirano a distanza. Così i due si reincarnano e si incontrano ancora bambini in un parco, facendo sbattere le loro barchette, per poi giocare insieme.

“Quando ero giovane incontrai una ragazza stupenda su un lago.”

Il film finisce esattamente allo stesso modo in cui era iniziato. Con un incontro casuale, tipico di chi non si conosce ma ha la sensazione di essersi trovato, di conoscersi da sempre. Come due anime gemelle. Non voglio parlare dell’al di là, di cosa penso io che ci sia dopo la morte, se esiste un paradiso e com’è fatto, quali sono le sue regole. Me lo chiedo molto raramente. Forse perché la morte non ha mai sfiorato la mia vita. E so di essere molto fortunata per questo. Voglio, piuttosto parlare dell’amore, quello talmente forte da superare ogni ostacolo. Il tempo che passa, i problemi, i difetti. Quel tipo di amore che supera anche l’ostacolo più grande: la morte. Secondo voi esiste? Secondo voi è reale? 

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...