COM’ERANO BELLE QUELLE MATTINE

Questi sono giorni di perdite. Perdite non così evidenti da essere ostentate. Ma così profonde da essere celate.
E’ difficile dare un’importanza alle persone che conosciamo. La nostra vita, in fondo, fa parte di una rete di vite che si intrecciano. Per me hanno più importanza quelle persone che hanno tracciato un solco nella mia di vita. Non importa quanto duratura sia stata la loro presenza. Ci sono persone che ti entrano dentro e ti insegnano qualcosa. Magari ti insegnano che sì, anche tu hai un voce, e hai il diritto di farla sentire esattamente come tutti gli altri. Magari ti insegnano ad avere fiducia nelle tue capacità, a fidarti del tuo istinto, di quello che senti dentro. Magari ti insegnano che nella vita ciò che è importante è fare quello che ti piace, quello che ti fa sentire vivo. Magari ti insegnano a non dare peso alle parole degli altri, perché sono così leggere e lievi da volare via al minimo soffio di vento.
 
Mi sembra di vederla mentre attraversa il ponte di fretta, per andare a pranzo o a cena. E mi sembra di sentirli, i suoi pensieri, pieni di mille cose da fare, pieni di mille progetti. Proprio lei, che non si fermava mai.
 
Penso a quegli angioletti dipinti a mano, con tanta cura. All’odore degli scatoloni chiusi. Il tintinnio delle campanelle di terracotta. Quei gelati mangiati in fretta, sempre gli stessi gusti, io e lei. Quelle mattine presto, d’estate, quando tutto il mondo sembrava dormire.
 
Com’erano belle quelle mattine.
 
 
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