"Non vi lascerò orfani" – Daria Bignardi

Poco tempo fa vi ho parlato di L’acustica perfetta di Daria Bignardi. Questo libro mi ha colpito talmente tanto da non resistere quando ho trovato Non vi lascerò orfani, suo libro di esordio.
Purtroppo questa volta non sono rimasta ugualmente sorpresa. Come al solito mi aspettavo qualcosa di diverso. Con mia delusione mi sono trovata di fronte alla storia famigliare di Daria Bignardi. Premetto che non mi sento di bocciare totalmente questo romanzo, considerando che amo Isabel Allende e i racconti delle sue vicende famigliare. Ma chiaramente le due non sono neanche minimamente avvicinabili. Quello che di magico e unico ho trovato e trovo ancora nei racconti della Allende, non li ho trovati in questo libro.

Non vi lascerò orfani è stato scritto a pochi mesi dalla morte della madre della scrittrice. In particolare nasce da un articolo da lei scritto su Vanity Fair, su richiesta del direttore. Il riscontro da parte dei lettori è stato talmente positivo, da spingere la Bignardi a raccontare tutto in un libro. A raccontare di sua madre del loro rapporto profondo ma tormentato, un rapporto che solo il tempo e la maturità ha rimesso nella giusta prospettiva. A raccontare della sua famiglia, dai nonni ai bisnonni, gli zii, il padre morte vent’anni prima. A ricordare una vita e un’infanzia che sembrano cos’ lontane, la quotidianità nella casa paterna, le estati al mare, la scuola, i primi amori.
Credo che le parti migliori di questo romanzo, siano quelle in cui la scrittrice riflette sulla sua di vita e sui suoi figli. Cosa ne sarà di loro quando lei non ci sarà più? Saranno uniti come lei e sua sorella? Quali ricordi serberanno? Ho in particolar modo amato questo passaggio, che mi ha fatto pensare alle mie sorelle e ai ricordi condivisi che loro, che mi accompagneranno sempre:

“Non importa se adesso qualche volta litigate: quando sarete grandi capirete cosa vuol dire avere un fratello o una sorella. Ma bisogna dividere la quotidianità dell’infanzia per saperlo.”

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