IL BOSCO DI MESTRE CARPENEDO

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E’ strano accorgersi di come si possa cambiare opinione con il passare degli anni. Quando ero una ragazzina sognavo di vivere in una città assordante, talmente piena da non avere tempo e modo di pensare. Mentre oggi mi sorprendo a cercare quella natura da cui sono scappata. Un luogo in cui perdersi, in cui sentirsi se stessi, in cui riempire gli occhi di immagini mozzafiato.
Il Bosco di Mestre
Il giorno di Pasqua io e Antonio siamo stati al bosco di Mestre Carpenedo. Essendo da soli anche in occasione di questa festività (come se Natale e Capodanno non ci fossero bastati), avendo perso il grande pranzo in famiglia, la corsa per aprire le uova di cioccolato, la passeggiata sul lungomare eccetera eccetera eccetera, abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo. Una di quelle cose che dici “dobbiamo andare là” e poi immancabilmente non fai. Per tanti motivi stupidi.

 

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Ci siamo imbattuti un pò casualmente in questo bosco. Ne abbiamo preso conoscenza “per sentito dire”. Quindi, non sapevamo cosa aspettarci.
Una volta arrivati, abbiamo trovato all’ingresso uno stand dove un’addetta ci ha dato tutte le informazioni necessarie riguardo ai percorsi che avremmo trovato e un opuscolo informativo, grazie al quale ho scoperto diverse cose. Innanzitutto,  l’esistenza di questa Associazione che si chiamaAssociazione Bosco di Mestre, nata il 18 luglio 2001. Si tratta di un’associazione apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro, in cui le cariche associative sono gratuite. Si avvale in particolar modo dell’attività di volontariato (prestata in modo personale, spontaneo e gratuito) dei soci delle organizzazioni aderenti. L’obiettivo è semplice: creare e salvaguardare questo bosco urbano. Bosco costituito da diverse aree. In particolare abbiamo, il Bosco dell’Osellino, il Bosco di Campalto ed Aree Querini, che comprendono il Bosco Ottolenghi e il Bosco di Zaher e il Bosco di Carpenedo (a cui si riferisce il mio post fotografico). Queste sono tutte aree destinare a comunicare tra loro tramite corridoi verdi.
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In particolare, il Bosco di Carpenedo, con i suoi 7,5 ettari di estensione, è nato in seguito all’opposizione, da parte della popolazione e di movimenti ecologisti, al progetto di costruzione del nuovo ospedale di Mestre proprio in questa zona. All’epoca il bosco era piuttosto malandato. La vegetazione era ricresciuta dopo la grande guerra, ma gli alberi erano talmente fitti da rischiare di soffocarsi reciprocamente. Ad oggi, grazie ad interventi di manutenzione, il bosco di Carpenedo rappresenta un eccellente esemplare di quelli che erano gli ambienti agrari della pianura padana.
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Dire che sono rimasta incantata da questo posto è dire poco.
Anche se è così diverso da ciò a cui sono abituata. Le pinete fitte. Il rumore del mare in sottofondo. Le pigne sparse per terra.
Eppure i fiori sono uguali. E anche i rumori, esclusi quelli del mare. I cinguetti degli uccelli. Qualche grillo. Quel silenzio innaturale che a tratti fa paura. Come se potesse accadere qualsiasi cosa.
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Mi sono subito tornate alle mente tutte le Pasquette festeggiate da bambina in campeggio, con la mia tuta e le mie scarpe da ginnastica logore. Quelle messe da parte per andare nella terra, nella sabbia bagnata, senza paura di rovinarle. Immancabilmente tornavo a casa con dei fili d’erba nei capelli. Ne ricordo ancora il profumo. E la consistenza.
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Mi fa ancora effetto pensare a quanto sia cambiata la mia vita nell’ultimo anno. Sto vivendo in una terra così diversa dalla mia. Una terra che sto imparando a conoscere. Piano piano. Una terra che mi ha dato l’opportunità di iniziare a costruite la mia vita. La nostra vita. E luoghi come questi, luoghi come il Bosco di Carpenedo, mi fanno sentire più vicina a casa e mi fanno capire che ciò che voglio, è potermi perdere in un cielo azzurro. dovunque io mi trovi. Anche qui.

Fotografie di Antonio Bruno Photography.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ciao, ho letto l’articolo, il mio ragazzo è di vicino Mestre ed io non sapevo neanche dell’esistenza di questo posto!Io sono sempre alla ricerca di nuovi posti da esplorare soprattutto quando salgo in Veneto e sono con il mio ragazzo. Complimenti anche per le foto, meravigliose davvero! Se ti va passa a dare un’occhiata anche al mio blog =) Ciaooo, Dalma !

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    1. chiaranicolazzo ha detto:

      Grazie mille! Ho scoperto, in realtà, che molte persone di qui non lo conoscono o non ci sono mai state ed è un vero peccato!
      Farò di certo un salto sul tuo blog!

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