#citazioni – da “Oceano mare” di Alessandro Baricco, Libro primo “Locanda Almayer”

oceano mare

“Il mare – vide il barone sui disegni dei geografi – era lontano. Ma soprattutto – vide nei suoi sogni – era terribile, esageratamente bello, terribilmente forte – disumano e nemico – meraviglioso. E poi era colori diversi, odori mai sentiti, suoni sconosciuti – era l’altro mondo. Guardava Elisewin e non riusciva a immaginare in che modo avrebbe potuto avvicinarsi a tutto quello senza scomparire, nel nulla, dispersa nell’aria dal turbamento, e dalla sorpresa. E poi capì. Non era difficile, in fondo. Era incredibile non averci pensato prima.
-Come arriveremo al mare?- gli chiese Padre Pluche.
-Sarà lui che verrà a prendervi.
Così partirono, una mattina di aprile, attraversarono campagne e colline e al tramonto del quinto giorno giunsero sulla riva di un fiume. Non c’era un paese, non c’erano case, niente. Ma sull’acqua oscillava, silenzioso, un piccolo vascello. Si chiamava Adel. Navigava, di solito, nelle acque dell’Oceano, portando ricchezze e miserie, avanti e indietro, tra il continente e le isole. A prua, portava una polena dai capelli che scivolavano fino ai piedi. Le vele avevano dentro tutti i venti del mondo lontano. La chiglia aveva spiato, per anni, il ventre del mare. In ogni angolo, odori sconosciuti raccontavano storie che le facce dei marinai portavano trascritte sulla pelle. Era un due alberi. Il barone di Carewell aveva voluto che risalisse, dal mare, il corso del fiume, fino a li.
-È un’idea folle- gli aveva scritto il capitano.
-Vi coprirò d’oro- aveva risposto il barone.
E adesso, come un fantasma sfuggito a qualsiasi ragionevole rotta, il due alberi di nome Ariel era lì. Sul piccolo pontile, a cui di solito ormeggiavano barchette dal nulla, il barone strinse a sè la figlia e le disse
-Addio.
Elisewin tacque. Si calò sul viso un velo di seta, fece scivolare nelle mani del padre un foglio, piegato e sigillato, si voltò e andò incontro agli uomini che l’avrebbero portata sul vascello. Era quasi notte, ormai. A volerlo, sarebbe potuto sembrare un sogno.
Così Elisewin scese verso il mare nel modo più dolce del mondo – solo la mentr di un padre poteva immaginarlo – portata dalla corrente, lungo la danza fatta di curve, pause ed esitazioni che il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l’unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi del male. Scesero giù, con quella lentezza decisa al millimetro, dalla sapienza materna della natura, infilandosi a poco a poco in un mondo di odori di cose di colori che giorno dopo giorno svelava, lentissimamente, la presenza lontana, e poi sempre più vicina, dell’enorme grembo che li aspettava. Cambiare l’aria, cambiavano le aurore, e i cieli, e le forme delle case, e gli uccelli, e i rumori, e le facce della gente, sulla riva, e le parole della gente, sulle loro bocche. Acqua che scivolava verso l’acqua, corteggiamento delicatissimo, le anse del fiume come una cantilena dell’anima. Un viaggio impercettibile. Nella mente di Elisewin, sensazioni a migliaia, ma leggere come piume in volo.

Ancora adesso, nelle terra di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno – un padre, un amore, qualcuno –  capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume – immaginarlo, inventarlo – e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno – un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Una strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.

tratto da Oceano mare di Alessandro Baricco
Libro primo Locanda Almayer

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