LE PAROLE MUTE. DISARTICOLATE.

disarticolate

Succede. Raramente, ma succede.

Che la vita ti scoppi dentro come accade con la primavera. Che il giorno prima è inverno denso e quello dopo, boom, è primavera. Quando le foglie cadono leggere e il cielo si tinge di nero sopra un tappeto colorato.
Di sentirti ispirata. Come quando un vaso di fiori freschi ti guarda svegliarti con la luce sottile che entra dalla tapparella. Ti affacci un attimo e con un occhio scorgi una bella giornata. Una di quelle giornate profumate, che hanno un senso. Che ti danno un senso.
Di sentirti a casa, quando casa vuol dire tante cose, tutte uguali e un pò diverse. Un odore che non riuscirai mai a sentire altrove. Il tuo posto perfetto nell’incavo tra il suo braccio e la sua spalla. Quel pavimento in cui svegliarsi di notte e percorrerlo in punta dei piedi, a causa del freddo, cercando di non fare rumore.

Che esistono momenti in cui tutto sembra avere un senso. Il tuo sentirti imperfetta. Il tempo che fugge. Le parole mute. Disarticolate.

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