“IL GIOCO DI RIPPER” DI ISABEL ALLENDE

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E’ bello vedere una scrittrice che si mette alla prova con qualcosa di nuovo. Ed ecco qui Isabel Allende alle prese con un romanzo giallo. Chi l’avrebbe mai detto?

“Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte” lo avvertì Amanda Martìn e l’ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi. La donna era prigioniera da qualche parte nei diciottomila chilometri quadrati della Baia di San Francisco, avevano poche ore per trovarla ancora in vita e lui non sapeva da dove cominciare.”

Il gioco di Ripper è l’ultimo romanzo di Isabel Allende, pubblicato nel 2013. Ho corteggiato questo libro per un anno, finché non sono riuscita ad acquistarlo al mercatino dell’usato di Otranto pagandolo solo un paio di euro. Insomma: un affarone. In realtà non sapevo di cosa parlasse. Amo leggere un libro o guardare un film senza sapere di cosa tratta, in modo da non crearmi nessuna aspettativa. E poi, per dirla tutta, per me la Allende è una garanzia.

A differenza di La casa degli spiriti, questa volta siamo di fronte ad un giallo. Si tratta, cioè, di un genere totalmente diverso da ciò a cui l’autrice ci ha abituati. Eppure anche qui, tra suspense e omicidi e una San Francisco dei nostri giorni, si riesce a scorgere l’essenza della scrittrice. Anche qui, in qualche modo, c’è quel pizzico di magia e di Sudamerica che la contraddistingue. Come se fosse la sua firma invisibile.

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In questo romanzo la Allende ci racconta la storia di Amanda Martìn, una diciassettenne con la passione per le investigazioni. La sua passione è talmente radicata da vederla protagonista nel gioco di Ripper, un gioco di ruolo virtuale in cui, insieme ad altri ragazzi sparsi in tutto il mondo, investiga su omicidi fittizi ambientati nel XIX secolo. Quando una serie di omicidi insanguinano la città di San Francisco, come predetto dall’astrologa Celeste Roko, Amanda e i suoi amici decidono di indagare su questi casi reali, grazie alla collaborazione del nonno Blake Jackson, anche lui partecipante al gioco di Ripper, e del padre Bob Martin, ispettore capo della Sezione Omicidi della Polizia di San Francisco, dal quale riesce ad ottenere tutte le informazioni sugli omicidi. Per Amanda il gioco diventa reale quando si trova ad investigare sulla sparizione della madre, Indiana Jackson, a cui la ragazza è molto legata.

Devo ammetterlo. Questo libro, diverso da ciò per cui io personalmente amo la Allende, è stato un pò come un pugno in faccia. Così realistico e a tratti crudo, moderno e avvolgente, mi ha entusiasmata in un modo nuovo, diverso. E’ come se in questo romanzo ci fosse quella Isabel che vive in America da ormai tanti anni, ma che non riesce e non può dimenticare le sue origini. Perché sono le sue origini e la sua storia personale ad aver fatto di lei una grande scrittrice. E una grande scrittrice è anche con lei che sperimenta senza fallire.

“Il problema non era ottenere la risposta, ma formulare la domanda precisa.”

Video di Feltrinelli Editore.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chiara Nicolazzo ha detto:

    Sono di Otranto (Lecce) ma vivo a Mestre per lavoro!

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  2. librini ha detto:

    Ma sei da Mestre! Io da S. Stino, siamo vicine di casa, quasi!

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  3. librini ha detto:

    Anche io l’ho preso usato, ma è stato una sorpresa, non mi aspettavo un giallo, da lei.

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