“La Signora Dalloway in Bond Street e altri racconti” – Il mio primo approccio a Virginia Woolf

virginiawoolf

Virginia Woolf è qualcosa di totalmente nuovo per me. Chiaramente conoscevo le particolarità della sua narrativa, ma non avevo mai letto un suo libro. Ho quindi deciso di iniziare a conoscerla tramite una serie di racconti.

La Signora Dalloway in Bond Street e altri racconti raccoglie una serie di racconti di Virginia Woolf pubblicati tra il 1922 e il 1925 su delle riviste. La mia è una versione super economica della New Compton Editori (come potete vedere bene dalla foto costa solo € 1,90) che si trova da un pò in giro in vari negozi, non per ultimi i supermercati.
Virginia Woolf è considerata una delle maggiori esponenti della letteratura del XX secolo. In particolare il suo stile è caratterizzato dal flusso di coscienza, una tecnica narrativa che consiste nella rappresentazione di tutti i pensieri così come questi si presentano nella mente di un individuo. Una sorta di monologo interiore in cui i conflitti e i sentimenti più profondi fuoriescono liberamente. E questa caratteristica è una delle protagoniste incontrastate di questo libro (e forse di tutta la sua produzione).

“Ma in quella sala i pensieri erano pigiati insieme come pesci in una rete, lottavano, si raschiavano le scaglie l’uno con l’altro, adattavano i movimenti allo sforzo di fuggire… perché tutto il pensare non era che lo sforzo di far evadere il pensiero dalla mente del pensatore, oltre tutti gli ostacoli, il più completamente possibile: e ogni forma di società non è che il tentativo di afferrare e influenzare e costringere ciascun pensiero appena affiora, per obbligarlo a sottomettersi a un altro.”

I racconti presenti in questo libro sono i più disparati. Troviamo la descrizione di un college; una ragazza che si addormenta sotto un albero con un libro in mano; Mrs Dalloway che va ad acquistare un paio di guanti; una balia che si addormenta sotto a una coperta dove sono rappresentati degli animali, i quali prendono vita; un’anziana vedova alle prese con la sua eredità; la festa di Mrs Dalloway. Tutte queste situazioni, totalmente opposte l’una dall’altra, sono dei semplici pretesti della Woolf per far partire il flusso di coscienza. Si parte, dunque, dalla realtà, da un determinato momento, per riflettere su altro. Ogni racconto presenta, dunque, lo stesso schema narrativo. Si parte dalla descrizione del personaggio e della particolare situazione che sta vivendo per poi lasciare spazio ai pensieri e ritornare, infine, al presente.

Lo stile di questi racconti è, quindi, molto particolare. Ho dovuto essere veramente molto concentrata per non rischiare di perdermi tra i mille pensieri presenti in queste pagine. Lo stile introspettivo come quello della Woolf regala molto al lettore, ma può anche togliere qualcosa. Non vedo l’ora di leggere un suo romanzo per capire se la mia opinione in merito sarà confermata o smentita.

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2 pensieri su ““La Signora Dalloway in Bond Street e altri racconti” – Il mio primo approccio a Virginia Woolf

  1. SognidiRnR ha detto:

    È da molto che Voglio leggere altro di Virginia Woolf ma non trovo mai tempo: in base a quello che ho già letto, anche io penso che per poter seguire e apprezzare al meglio la sua scrittura ci vuole concentrazione nella lettura, altrimenti ci si perde tra i mille concetti che sovrappone nelle sue storie. Comunque vale sempre la pena leggere un suo romanzo 😉

    Mi piace

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