#gdli100libri primo libro: “Bel-Ami” di Guy de Maupassant

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Eccomi qui a parlarvi del primo romanzo letto con il gruppo di lettura “I 100 libri di Dorfles” (ve ne ho parlato qui). Si tratta di Bel-Ami di Guy de Maupassant. Pubblicato nel 1885, è il secondo romanzo realista dell’autore f rancese, pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista Gil Blas e poi in volume.

“Recuperato dalla cassiera il resto dei suoi cinque franchi, Georges Duroy uscì dal ristorante.
[…] Fuori, sul marciapiede, rimase per un attimo immobile, interroga dosi sul da farsi. Era il 28 giugno, e in tasta gli restavano esattamente tre franchi e quaranta per arrivare alla fine del mese. Il che significava due cene senza pranzare, o due pranzi senza cenare, come voleva.”

Bel-Ami racconta l’ascesa sociale del protagonista Georges Duroy, un uomo estremamente ambizioso, che da militare in congedo e impiegato delle Ferrovie del Nord trova nel giornalismo e nelle donne facoltose, la strada giusta per ottenere quel successo tanto sognato. Attraverso la storia di Georges, Maupassant dipinge la società francese dell’epoca, ricca di sotterfugi, manipolazioni e scandali.

“E nel miraggio confuso in cui si smarrivano le sue speranze, speranze di grandezza, di successo, di fama, di fortuna e d’amore, scorse all’improvviso, simili a quelle ghirlande di figure danzanti che si snodano nel cielo delle apoteosi, una processione di donne eleganti, ricche, potenti, che passavano sorridendo per sparire l’una dopo l’altra nel nebuloso sfondo dorato dei suoi sogni.”

Personalmente, non mi sono innamorata di questo romanzo. E’ mancato il “colpo di fulmine”. Ma questo non mi ha permesso di non apprezzarne la storia.
Alcuni capitoli li ho trovati abbastanza noiosi e ostici. Mi riferisco soprattutto alla prima parte del romanzo. Ogni tanto mi perdevo nei miei pensieri mentre gli occhi continuavano a leggere (elemento totalmente negativo direi). D’altronde la storia è talmente lontana dalla nostra epoca e il protagonista, così cinico e manipolatore (comunemente definito, per questo, un antieroe),  così lontano da me, da non essere riuscita a trovare un punto di incontro tra la sottoscritta, Chiara, e Bel-Ami.

“Du Roy divenne celebre negli ambienti politici. Sentiva crescere il suo prestigio dalla forza delle strette di mano e dall’ampiezza delle scappellate. La moglie da parte sua lo riempiva di stupore e di ammirazione con la sottigliezza dell’ingegno, l’accuratezza delle informazioni e il numero delle conoscenze.”

La parte che ho preferito in assoluto è stata la riflessione sulla morte fatta del poeta Norbert de Varenne (che trovate qui). Credo che sia uno dei passi più profondi dell’intero romanzo. Si tratta di una riflessione di un uomo che arrivato alla fine della sua vita si guarda indietro e si rende conto di tutto ciò che nella sua vita è mancato e di tutto ciò che, col senno di poi, avrebbe fatto diversamente. La gloria, la fama, i soldi, in pratica tutto ciò che Georges Duroy sta rincorrendo, non contano niente se poi ci si ritrova ad affrontare la vecchiaia da soli. Eppure all’uomo sembra non importare e continua a rincorrere il successo tramite sotterfugi e matrimoni calcolati.

“Georges pensava: «Se fossi stato veramente in gamba, ecco chi avrei dovuto sposare. Ed era anche possibile. Come mai non ci ho pensato? Come mi sono lasciato convincere q prendere l’altra? Che follia! Si agisce sempre troppo in fretta, non si riflette mai abbastanza.»
E l’invidia, l’invidia amara, gli cadeva nell’animo goccia a goccia, come un fiele che avvelenava tutte le sue gioie, rendeva odiosa la sua esistenza.”

Bel-Ami è considerato il capolavoro assoluto di Guy de Maupassant, un romanzo in cui l’autore non giudica mai il protagonista e il suo comportamento, anzi finirà con l’affermare: «Bel-Ami sono io», come a creare un punto di contatto con Duroy, forse per quell’ambizione e quel fascino che hanno caratterizzato l’autore e che si percepisce lungo tutta la storia.

Di certo non consiglio questa lettura a chi intende leggere per “svagarsi”, ma a chi, come me, è talmente appassionato di libri da sapere che leggere alcuni romanzi contribuisce a mettere tutto nella giusta prospettiva.

Per leggere le opinioni degli altri partecipanti al gruppo di lettura cliccate i seguenti link:


Vi ricordo che “I 100 libri di Dorfles” è gestito da Giorgia (@ifellbook) via Instagram e che qui su Il mio mondo inventato verrete continuamente tenuti aggiornati sulle nostre letture.


Bel-Ami di Guy de Maupassant

Casa editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 384 p.     
Formato Kindle: € 2,99
Copertina Flessibile: € 7,23
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9 pensieri su “#gdli100libri primo libro: “Bel-Ami” di Guy de Maupassant

  1. kisal ha detto:

    Cavoli, analisi precisa e ben fatta!
    Quindi non sono l’unica ad aver trovato il romanzo ben scritto, ma da un punto di vista del tutto oggettivo, perché se mi soffermo su quel che mi ha fatto vivere, provare e quel che mi ha lasciato dentro… anche io qualche perplessità ce l’ho.
    Mi piace qualsiasi cosa sia fatta bene, e devo dire che tutti i particolari della vita di George sono brutalmente reali e concreti, per come vengono raccontati ed illustrati. C’è una realtà brutale, nella storia.
    Molti dicono che questo romanzo non è DuRoy, ma sono le sue donne. In effetti, pur essendo marginali rispetto a lui, abbiamo un immagine femminile con tante sfaccettature, che pur essendo tristi e a volte vergognose per il genere, sono tremendamente vere.
    Tra le tante cose, mi è rimasto ad esempio in mente la faccia di bronzo che George mostra quando, tanto pompato dalla sua iniziale ascesa, si presenta davanti ad una sua vecchia amante – a teatro – con la sua nuova fiamma. C’è una metamorfosi repentina, nel suo pensiero, che ho trovato spaventosa: prima lui si sente giustamente in colpa all’idea di far incontrare le due, specialmente dopo non aver dato nessuna spiegazione alla prima, e poi invece dà per ovvio che la prima si faccia gli affari suoi e dimentica completamente la cura che stava avendo nei suoi confronti. In poche parole decide che la gente deve abituarsi alle sue scelte e alle sue mancanze di rispetto, alle sue spiegazioni non date, considerandola una cosa ovvia e normale.
    E’ così brutale che non ho potuto non piantarmelo in testa, spesso mi chiedo come facciano certe persone… e in questo romanzo abbiamo una rappresentazione semplice e immediata.
    Possiamo anche avere imparato le buone maniere da mamma e papà [come in effetti è anche per George, che ha due genitori modesti e che di certo non porta con se in vetta quando diventa Qualcuno] ma se dentro non abbiamo il Quid necessario, dimenticheremo tutto…

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    • chiaranicolazzo ha detto:

      Precisa anche la tua analisi direi. Anch’io credo che le donne di questo romanzo siano in un certo senso co-protagonisti di Duroy in quanto strumenti nelle sue mani. Per me la cosa triste è il modo in cui queste donne si prestino consapevolmente a questi giochetti. E pensare che era realmente così e che in qualche modo ancora oggi è così, mi fa tanta tristezza.
      Personalmente preferisco i libri che mi lasciano qualcosa e non è stato certo il caso di questo romanzo. Forse è qualcosa che hanno in comune tutti i “classici” e quando leggo un classico che mi lascia qualcosa, beh allora è strepitoso.

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