Intervista ad Aurora Stella

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La mia amica Valentina Camarda di The Bibliophile Girl mi ha chiesto di presentarvi questa scrittrice. Si tratta di Aurora Stella, autrice di Onirica e di E vissero? Fiabe Horror e dintorni. Le sue opere sono delle fiabe horror (genere che non rientra tra i miei preferiti) e sono contenta di dedicarle questo spazio perché credo sia entusiasmante dare spazio a chi ha il coraggio di realizzare un proprio sogno.

Cosa l’ha spinta a scrivere delle fiabe horror?

Innanzitutto vorrei ringraziarti per avermi intervistato. Per rispondere alla domanda, non c’è stato un evento in particolare che mi ha indotto a considerare il genere “fiaba horror”. Amo scrivere e l’idea è nata per caso e un po’ per sfida. Trovo poi che le fiabe, favole e quant’altro, abbiano un fascino intramontabile, di conseguenza ho cercato di misurarmi su un terreno facile e fertile. Talmente facile che per complicarmi l’esistenza ho pensato: e se cambiassi il finale? Questo perché non mi piace il limite che le storie impongono. Sono convinta che anche il nostro destino sia a “finale aperto” e non definito, perciò non vedo il motivo per cui un racconto debba avere soltanto una conclusione…

Come nasce la sua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è nata in concomitanza con quella per la lettura. Ho imparato a leggere e scrivere a cinque anni e da allora non ho più smesso. Ho ereditato tutto da mio padre, il quale, pur di comperarci i libri e saziare così la nostra fame di sapere, era capace di recarsi a piedi al posto di lavoro, risparmiando i soldi del tram. Soldi che puntualmente “investiva” sui libri. Pur non avendo difficoltà nelle relazioni sociali, i libri sono stati e continuano a essere i miei migliori amici. È grazie a loro che ho superato problemi oggettivi come la dislessia.

I suoi romanzi hanno avuto il successo che lei si aspettava?

Parlare di successo per un “emergente” mi sembra alquanto prematuro. Posso solo dire che considero già un traguardo il fatto di essere passata dalla condizione di “esordiente” a quella di “emergente”. Tra l’altro l’horror è un genere di nicchia e sfondare o semplicemente farsi conoscere non è affatto facile. Sembra quasi che uno scrittore italiano non possieda i numeri per competere con i colleghi stranieri. Ma che vuoi farci? Nemo profeta in patria…

C’è uno scrittore a cui si ispira?

Lo scrittore che maggiormente influenza i miei scritti è Jules Verne. Lo adoro, se potessi ne renderei obbligatoria la lettura. Amo, in generale, il genere avventuroso, (Kipling, Twain, Burroughs, ecc.). Per quel che riguarda l’horror, i classici come Poe, Lovecraft, Golding, Stoker e più avanti nel tempo King, sono stati per me fonte d’ispirazione.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Poco ma sicuro non mi fermerò al genere horror, ma da amante dell’avventura (nella lettura e nella vita) esplorerò altri generi iniziando da quello che, secondo me, è l’evoluzione del romanzo d’avventura: il fantasy. Sto iniziando due saghe fantasy (una con forte influenza horror, l’altra dispotica con tendenze fantascientifiche). In una parola non riesco a inscatolarmi in un unico genere…

Vi invito a cliccare qui per scaricare il pdf di E vissero? Fiabe Horror e dintorni, opera pubblicata agli inizi di gennaio.

Ringrazio Valentina per l’opportunità e Aurora per la sua gentilezza e faccio ad entrambe un grosso in bocca al lupo per il loro lavoro.

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