“INNAMORARSI A PARIGI” DI ROSA VENTRELLA – IN LIBRERIA DAL 15 GENNAIO

Quando la redazione di RecensioniLibri.org mi ha proposto di leggere un libro inedito, non ho potuto che cogliere l’occasione. Ho addirittura accettato di leggerlo in versione digitale, che io personalmente odio.

Ci ho messo un pò per amare questa storia, probabilmente perché leggerla sullo schermo del mio iphone non mi ha aiutata a godermi il libro. Personalmente preferisco avere un libro di carta tra le mani, in modo da poterlo sentire veramente mio. Ma ad un certo punto, al di là di tutto, non ho potuto che arrendermi di fronte alla bellezza di questa storia e all’elemento che si nascondo dietro la trama: il destino.

Innamorarsi a Parigi è il secondo romanzo di Rosa Ventrella, pubblicato il 15 gennaio dalla Newton Compton. Si tratta di una storia ricca di ricordi, di colpi di scena, di sfondi meravigliosi e di quella malinconia tipica di chi è costretto a lasciarsi indietro qualcosa.

Il protagonista della storia è Giulio, un ragazzo italiano che si è trasferito in Francia con la propria famiglia quando era ancora un bambino. Siamo nella Parigi degli anni Trenta e il ragazzo, al suo debutto musicale al De Luxe, incontra una donna che cambierà il corso della sua vita. Si chiama Annette. In lei riconosce una ragazzina che aveva già incontrato, da bambino, al porto di Marsiglia. Ma di quella ragazzina sembra non esserne rimasto ormai nulla.

“Annina si era trasformata in Annette e si era beffata del destino, della vita, della fortuna che non avrebbero mai scommesso su di lei, quella mattina brumosa in uno squallido porto, ad attendere il nuovo corso dei nostri destini di bambini. Annina, aveva vinto la sua partita.”

Tra i due nasce qualcosa, ma il loro rapporto dovrà affrontare diversi ostacoli. La morte della madre, la presenza ingombrante del fratello, la fuga da Parigi. Eppure, nonostante giri immensi, sembra che il destino di Giulio sia già scritto. E Parigi sembra essere lo sfondo giusto per questo continuo perdersi e ritrovarsi.

“Era un sabato sera come tanti. Io e Nico a passeggiare a zig zag lungo Rue du Buci. Calava il crepuscolo e lentamente, a una a una, le luci della città si accendevano. Così, d’incanto, ogni casa, ogni negozio, ogni strada, perdeva le sembianze del giorno, e appariva nuova e desiderabile agli occhi di chi ci passava in mezzo. Le mille luci di Parigi ti avvolgevano come in un carosello gigantesco, e tu ci sguazzavi in mezzo. La sentivi frusciare tra le gambe, in mezzo agli inguini, e nella pancia, la morsa che la città ti procurava. Una specie di guizzo di felicità che ti sussurrava che tutto era possibile, che la vita ti turbinava intorno, che era bella. Dio, com’era bella, e meritava di essere vissuta.”
Di questo romanzo ho amato particolarmente il messaggio di fondo, ossia l’idea che qualunque cosa tu faccia, qualunque desiderio tu possa avere, è come se il sentiero che dovrà intraprendere la tua vita sia stato già scritto, probabilmente anche prima di te. Sarò fatalista, ma io credo fermamente che le cose accadono per un motivo preciso. Anche quelle brutte. E la vita, pazientemente, mi sta dando le prove che questa mia teoria è esatta. Rosa Ventrella ci parla del destino e di un incontro. Un incontro che cambierà la vita dei protagonisti e che nonostante tutto sembra essere quello giusto, forse l’unico.
“«Parlami di te Annette», e mentre la guardavo, era come sentirmi di nuovo vivo, come riaprire le ferite, per curarle finalmente.”

Domani sarà online l’intervista dell’autrice.

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