Oscar 2015: “Birdman”, Julianne Moore e Eddie Redmayne

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Qualche giorno fa una ragazza ha commentato il mio post su La teoria del tutto e Unbroken chiedendomi se avessi visto anche Birdman.


Io, da ignorante, non sapevo neanche cosa fosse, almeno fino alla Cerimonia degli Oscar (dove, tra l’altro, Julianne Moore ha conquistato la statuetta vincendo il premio come Miglior Attrice Protagonista per Still Alice e Eddie Resmayne ha vinto come Miglior Attore Protagonista per La teoria del tutto). 

Quindi, spinta dalla curiosità ho guardato online Birdman non sapendo minimamente a cosa sarei andata incontro.  Sapevo solo che ha conquistato un bel pò di Oscar. In particolare ha vinto il premio come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Migliore Fotografia. Oggi so che è un film di Alejandro González Inàrritu e che è stato interpretato da Michael Keaton, Zach Galifianakis, Emma Stone e Edward Norton. So che il protagonista della storia è Riggan Thompson, una celebrità decaduta che cerca di far dimenticare il supereroe Birdman che l’ha reso famoso, mettendo in scena a Broadway uno spettacolo teatrale tratto dall’opera What We Talk About When We Talk About Love di Raymond Carver. In tutto questo gioca un ruolo importante la sua convinzione di aver buttato all’aria la sua carriera e la sua vita personale. Il film non mi ha entusiasmata ma devo dire che riprende un pò i temi trattati in I sette peccati di Hollywood di Oriana Fallaci che ho appena letto e questo ha contribuito a tenere abbastanza alta la mia attenzione (perché altrimenti non so come avrei fatto). Al di là di questo, sinceramente non so come abbia fatto a vincere così tanti premi. Certo, io non sono un’esperta, ma da spettatrice credo di poter affermare che il premio come Miglior Film avrebbe dovuto essere vinto da American Sniper o Still Alice, anche se quest’ultimo non era candidato.

[***Attenzione! Spoiler in arrivo! Qui viene svelato il finale!] Diciamo che il film mi è chiaro. La trama, d’altronde, non è che sia particolarmente complicata. Ma se c’è una cosa che proprio non ho capito è il finale. Cosa mi significa che Riggan esce fuori dal parapetto e poi scompare? Che fine ha fatto? Si è suicidato? E se così fosse, perché la figlia sorride? Io veramente non capisco. Se c’è qualcuno che può illuminarmi gliene sarei grata, perché sono veramente curiosa Nella mia mente alla fine lui si è buttato giù dalla finestra, ma non ne sono del tutto sicura. Vi prego, aiutatemi a risolvere questo mistero. 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. kisal ha detto:

    Il finale è aperto, mi pare non esista una versione ufficiale, quindi si può liberamente interpretare.
    Se si interpreta ogni scena paranormale come frutto della schizofrenia d Riggan (quando scaraventa le cose solo guardandole, permette che il faretto cada sulla testa dell’attore che lui sta guardando disgustato, vola sopra NY) possiamo interpretare anche il finale come un suo viaggio mentale.
    Ci fanno lo scherzetto di lui che si butta dal parapetto prima dello spettacolo, e vola su NY, poi scende sul marciapiede e pochi secondi dopo il taxista rincorre qualcuno dentro il teatro chiedendo di essere pagato… anche lì… come vederla? E se si fosse davvero buttato e fosse morto e la persona che deve pagare è un’altra? Tutto quel che viene dopo sarebbe un sogno.
    Secondo me c’è lo stesso intreccio nella scena dello sparo sulla scena.
    Non si spara al naso, in realtà colpisce la testa e l’espediente di mostrarcelo ancora vivo in ospedale serve solo perché appaia il socio/collega/avvocato che brandisce felicissimo il giornale dicendo che fortunatamente è arrivato un modo perché lo spettacolo non sia mai dimenticato, esattamente come Riggan ha sempre desiderato.
    Solo lui, però, è felice. La moglie ha un atteggiamento da funerale. Nonostante Riggan non si sia davvero ucciso, secondo quella scena, lei comunque guarda fuori dalla finestra priva di sollievo, come se effettivamente avesse perso una persona che ama e che aveva appena ritrovato.
    La figlia stessa arriva sul letto e porta dei fiori che normalmente si portano ad un morto.
    E poi lui si toglie la fasciatura e non ha niente….
    Mmhhh… insomma, durante tutta la scena ci viene da chiederci “Eh?”.
    Se contiamo anche il finale, come dici tu, siamo proprio in alto mare a volergli dare un senso compiuto.
    Per me lui è già morto sul palcoscenico, quel che viene dopo è un finale che sfrutta gli stessi espedienti usati in tutto il film.

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    1. chiaranicolazzo ha detto:

      Anche secondo me è morto sul palcoscenico, perché, ammettendo che si sia sparato al naso, uccidersi dopo che lo spettacolo ha avuto tanto successo (che era poi il suo motivo di ansia) è totalmente assurdo.
      Purtroppo non sono un’amante dei “finali aperti”. Io voglio sapere come finisce un film, anzi, fosse per me vorrei sapere anche cosa succede dopo.

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    2. kisal ha detto:

      Comprendo il problema… ci sono “forme” che preferiamo a prescindere da quello che ci viene raccontato. Magari trovi anche il finale suggestivo ma, perché ami conoscere i finali senza se e senza ma, questo non può piacerti per definizione.
      A me succede così quando mi trovo davanti alle storie troppo lontane dalla realtà. Il fatto che una storia non sia realistica mi impedisce di trovarci la bellezza che tutti gli altri magari ci scorgono dentro 🙂

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