#citazioni – da “D’amore e ombra” di Isabel Allende

“Senza pensarci, Francisco l’attrasse a sè e le cercò le labbra. Fu un bacio casto, tiepido, lieve, tuttavia ebbe l’effetto di una scossa tellurica nei loro sensi. Entrambi percepirono la pelle dell’altro prima mai così precisa e vicina, la pressione delle loro mani, l’intimità di un contatto anelato gin dagli inizi del tempo. Li invase un calore palpitante nelle ossa, nelle vene, nell’anima, qualcosa che non conoscevano o che avevano del tutto scordato, perché la memoria della carne è fragile. Tutto scomparve intorno ed ebbero coscienza solo delle labbra unite che prendevano e ricevevano. A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso è inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l’unico bacio che avrebbero potuto ricordare fino alla fine dei loro giorni e fra tutte le carezze l’unica che a tvb lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie. Seppero che anni dopo avrebbero ancora potuto evocare con precisione il contatto umido e caldo delle labbra, l’odore del l’erba fresca e la tormentata sensazione nei loro spiriti. Quel bacio durò il tempo di un sospiro. Quando Francisco aprì gli occhi, la giovane era in piedi stagliata contro il precipizio con le braccia incrociate sul petto. Entrambi respiravano agitati, ardenti, sospeso nel proprio spIo, nel proprio tempo. Lui non si mosse, toccato da un’emozione nuova e totale nel confronto di quella donna, ormai per sempre legata al suo destino. Gli sembrò di udire un lievissimo singhiozzo  capì la lotta feroce nel cuore di Irene, amore, lealtà, dubbi. Esitò fra il desiderio di abbracciarla e il timore di far pressione sul suo animo. Trascorsero così lunghi istanti di silenzio. Irene si girò e avvicinandosi con lentezza gli si inginocchiò accanto. La serro per la vita è aspirò il profumo della sua camicetta e il lieve, profondo sentore del suo corpo.
– Gustavo mi ha attesa per tutta la vita. Mi sposerò con lui.
-Non ci credo – sussurrò Francisco.
La tensione si rilassò a poco a poco. Lei prese fra le mani la scura testa dell’amico e lo guardò. Sorrisero sollevati, divertiti, tremanti, sicuri che non avrebbero intrapreso un’avventura fugace perché erano fatti per spartire l’esistenza nella sua pienezza e cominciare insieme l’audacia di amarsi per sempre. L’ardore di quel bacio non li abbandonò mai per molti giorni e riempì di fantasmi delicati le loro notti, lasciando il ricordo sulla pelle, come una bruciatura. La gioia di quell’incontro li rapiva, facendoli lievitare per strada, li spingeva a ridere senza motivo apparente, li risvegliava concitati nel mezzo di un sonno. Si toccavano le labbra con la punta delle dita ed evocavano esattamente la forma della bocca dell’altro. Irene pensava a Gustavo e alle nuove verità apprese da poco. Sospettava che come ogni ufficiale delle Forze Armate prendesse parte all’esercizio del potere, una vita segreta con lei mai spartita. C’erano due individui diversi in quel corpo atletico così noto. Per la prima volta ebbe paura di lui e desiderò che non ritornasse mai.”

tratto da D’amore e ombra di Isabel Allende

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