#citazioni – da “Il sesso inutile” di Oriana Fallaci

Copia di IMG_9415

“Era estate quando il direttore del giornale mi domandò se volevo fare il giro per il mondo fermandomi soprattutto in Oriente. Naturalmente, spiegò, bisognava attendere che la stagione delle Grandi Piogge fosse finita: insomma, avrei dovuto partire in inverno.[…] Avrei dovuto fare, egli aggiunse, un reportage sulle donne. […]
Per quando mi è possibile, evito sempre di scrivere sulle donne o sui problemi che riguardano le donne. Non so perché, la cosa mi mette a disagio, mi appare ridicola. Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino metereologico. Il padreterno fabbricò uomini e donne perché stessero insieme, e dal momento che ciò può essere molto piacevole, checcé ne dicano certi deviazionisti, trattare le donne come se vivessero su un altro pianeta dove si riproducono per partenogenesi mi sembra privo di senso. Ciò che interessa agli uomini interessa le donne: io conosco uomini (assolutamente normali, badate) che leggono «Harper’s Bazar» e donne (assolutamente normali, badate) che leggono il “fondo” del «Times»: ma non per questo sono più cretini o cretine degli altri. […] In questo caso, poiché c’erano di mezzo le Grandi Piogge, mi guardai bene dall’arrabbiarmi. Risposi che ci avrei pensato.
E ci pensai. Ero disposta a rinunciare alle Grandi Piogge piuttosto che partire senza credere in quel reportage. Per molti mesi, infatti, sembrò proprio che vi rinunciassi. Poi accadde un episodio imprevisto. Una ragazza che conosco da tempo mi invitò  cena, e a metà della cena scoppiò a piangere dicendo che era molto infelice. Era una ragazza di molto successo: indipendente, bellina, con una casa dove può far quel che vuole, un mestiere dove riesce meglio degli uomini; insomma una di quelle ragazze di cui la gente dice che son fortunate ed hanno tutto ciò che una donna può chiedere. La gente, e io per prima, non sospettava davvero che essa potesse sentirsi infelice. E per consolarla le rammentai ciò che aveva. «Quanto sei scema» singhiozzò lei soffiandosi il naso. «Mi lamento proprio di quello che ho. Ti senti più felice all’idea di poter fare ciò che fanno gli uomini e diventi magari presidente della Repubblica? Dio, quando vorrei essere nata in uno di quei paesi dove le donne non contano nulla. Tanto, il nostro, è un sesso inutile.»
Il discorso mi turbò un poco. E come un tale che non si ricorda di avere le orecchie perché ogni mattina se le ritrova al suo posto, e solo quando gli viene l’otite si accorge che esistono, mi venne in mente che i problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto di essere donne. Non alludo solo a una certa differenza anatomica. Alludo ai tabù che accompagnano quella differenza anatomica e condizionano la vita delle donne nel mondo. Nei paesi musulmani, ad esempio, nessun uomo ha mai nascosto la faccia sotto un lenzuolo per uscir nelle strade. In Cina nessun uomo ha mai avuto i piedi fasciati e ridotti a sette centimetri di muscoli atrofizzati e di ossa rotte. In Giappone nessun uomo è mai stato lapidato perché la moglie ha scoperto che non era vergine. […] Però tutte queste cose accaddero e accadono ancora alle donne. Fu così che mi accordi che l’idea del mio direttore non fosse affatto balorda, e come sarebbe stato interessante avvicinare le donne degli altri paesi, e capire se sono più felici o infelici  della mia amica che si soffiava il naso in modo così sconsolante. Quando venne l’inverno e le Grandi Piogge finirono, risposi al mio direttore che ero pronta a partire.
[…] Ciò che segue è il racconto di quello che accadde dal momento in cui scendemmo a Karachi al momento in cui lasciammo New York: di quello che vidi, di quello che udii, e di quello che credo di aver capito.”

tratto da Il sesso inutile di Oriana Fallaci

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