“NESSUNO SI SALVA DA SOLO” – DAL LIBRO DI MARGARET MAZZANTINI AL FILM DI SERGIO CASTELLITTO

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” – Vuoi un pò di vino?
Lei muove appena il mento, un gesto vago, infastidito. Assente. Dev’essere lontana, presente altrove, in qualche cosa che le sta a cuore e che naturalmente non può essere lui.”

Nessuno si salva da solo è un romanzo di Margaret Mazzantini, pubblicato nel 2011 dalla Mondadori. Qualche giorno fa ho deciso di rileggerlo dopo aver visto il film diretto da Sergio Castellitto, uscito nei cinema il 5 marzo 2015. Mi piaceva l’idea di rinfrescare la memoria per poter fare un’analisi più accurata di questa trasposizione cinematografica, soprattutto considerando che gli altri film tratti da romanzi della Mazzantini – mi riferisco a Non ti muovere e Venuto al mondo –  mi hanno veramente delusa.

Ma questa volta il film rispetta in tutto il romanzo.

La storia è quella della fine di un matrimonio e dell’incontro a cena tra Delia e Gaetano (i due protagonisti) per decidere – per la prima volta – come suddividere le vacanze estive dei figli Cosmo e Nico. Durante questa cena, si susseguono mille flashback di questa storia d’amore, rovinosamente finita, inghiottita dalla quotidianità, dagli impegni familiari, dai cambiamenti che pesano addosso insieme agli anni che passano.

“Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all’altezza dell’impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati bene bene nell’arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quell’esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea.”

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Parlare del romanzo della Mazzantini è, come sempre, un piacere.
Questa donna ha la capacità di parlare di argomenti a volte bruschi e cupi, in maniera sempre nuova, personale, moderna. Ogni parola sembra scelta con cura e assolutamente azzeccata, come quei flussi di pensiero che ci popolano il cervello e che non potrebbero essere diversi da quello che sono.

Parlare del film è, forse, un po’ più difficile.
Perché quando leggo un libro tendo a immaginare i personaggi e vederli poi in carne e ossa troppo spesso è una profonda delusione. Infatti, credo che l’unica pecca di questa trasposizione cinematografica sia proprio la scelta degli attori. Riccardo Scamarcio non mi è mai piaciuto – e mai mi piacerà. Jasmine Trinca, invece, proprio no, non ha il viso né il modo di fare della Delia che le parole della Mazzantini hanno creato nella mia testa.
La storia, però, viene raccontata bene, rimanendo fedele al romanzo e ai suoi toni. Credo, quindi, che questa sia l’unica volta (fino ad ora) in cui Castellitto ha fatto un buon lavoro partendo da una storia di sua moglie.

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Ma al di là di queste considerazioni, ciò che più mi colpisce dei libri e dei film è quando una storia mi porta a farmi delle domande, perché questo è l’unico modo per capire che in qualche modo mi è entrata dentro, come una seconda pelle. E Nessuno si salva da solo mi ha lasciato qualcosa, in entrambe le sue forme.

“Dov’è il segreto dell’amore eterno? Del viaggio che si rinnova?”

L’amore finisce per davvero?, mi chiedo. Perché? Non era amore vero? Solo l’amore vero è eterno? E tutti gli amori che finiscono, invece, sono amori di serie b? Sono meno importanti?

“Sono fermo al lato di una frana. Continuano a spiarsi così, come due affacciati a un buco. Con il timore di caderci dentro. Da dove è partita la crepa che ha aperto la zona in due? Possono provare a cercare intorno. Ma non c’è un vero epicentro. Si guardano, si sorridono.
– Forse ci siamo semplicemente stancati…
– Ci siamo sfilacciati.”

Purtroppo a queste domande non sono riuscita a dare una risposta. Perché tendo a credere che un sentimento vero e profondo non svanisca nel nulla. Posso, però, ammettere, che cambi e che non tutti sono disposti ad accettare questi cambiamenti. Perché l’amore è fatto anche – e in qualche modo – di compromessi. Credo, piuttosto, che in questo romanzo si parli anche di altro. Di come le occasioni mancate, gli anni, gli sbagli e i rimpianti, il tempo che passa, possano pesare su una persona in maniera irreparabile. Di come un amore parta da una persona, da noi stessi e non dall’insieme di due storie che si mischiano. Mi piace pensare che un amore nasca innanzitutto da ciò che abbiamo dentro, da ciò che siamo e da ciò che abbiamo fatto. Non si può colmare un vuoto appoggiandosi a qualcuno, perché il rischio è quello di replicare ciò che è successo a Delia e Gaetano. Sfilacciarsi, perdersi nel labirinto della vita, scoprirsi lontani e diversi, due persone che cercano di tenere insieme una storia che forse fin dall’inizio non era quella giusta.

Amare è sempre una scelta di coraggio. Perché significa mettersi in gioco, rischiare, mettersi a volte un po’ da parte.
Delia e Gaetano hanno giocato, incoscientemente. Ma hanno perso, rovinosamente.
Ora sono due persone spaventate, che cercano, in qualche modo, di tenere insieme l’amore per i propri figli.
E nonostante tutto tu lettore non puoi fare a meno di fare il tifo per loro e di sperare, in fondo, in un lieto fine.

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Nessuno si salva da soloMargaret Mazzantini
Mondadori, 189 p.
Copertina Rigida        € 16,15
Copertina Flessibile  € 11,05

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. L'angolino di Ale ha detto:

    Della Mazzantini ho letto solo “Venuto al mondo” ma ricordo di averlo trovato pesantissimo. Forse, prima o poi, darò un’altra chance a questa scrittrice.

    Mi piace

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