#gdli100libri decimo libro: “Novecento” di Alessandro Baricco

Ancora una volta il decimo libro del #gdli100libri sarebbe per me stata una rilettura e, come nel caso di Il gattopardo, ho deciso di non rileggere il libro. Questa volta non perché non mi sia piaciuto, ma semplicemente perché avendolo letto solo a ottobre, ho preferito dedicare il mio tempo a nuove letture.

“Dicevano una cosa strana: dicevano: Novecento non è mai sceso da qui. E’ nato su questa nave, e da allora c’è rimasto. Sempre.Ventisette anni, senza mai mettere piede a terra. Detta così, c’aveva tutta l’aria di essere una palla colossale… Dicevano anche che suonava una musica che non esisteva.”

Novecento è un monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco e pubblicato da Feltrinelli nel 1994. Non solo fu messo in scena a teatro, ma nel 1998 ne fu anche tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano, diretto da Giuseppe Tornatore, film che io ho recentemente visto – per puro caso – e che mi è piaciuto veramente tanto. Direi che è uno di quei pochi, se non rari, casi in cui il film, in confronto al libro, non è per niente inguardabile.

La storia che viene raccontata in questo monologo è abbastanza bizzarra ma al tempo stesso affascinante. Ruota attorno a Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, un uomo abbandonato sul transatlantico Virginian quando era ancora in fasce e cresciuto sulla nave, dalla quale non è mai sceso. Qui, con grande sorpresa di tutto l’equipaggio – che l’ha visto crescere – Novecento impara a suonare il pianoforte, entrando a far parte della band della nave e diventando famoso per la sua straordinaria bravura. E la storia, infatti, viene raccontata dal trombettista, suo collega e grande amico.

“A voler essere precisi, Novecento non esisteva nemmeno, per il mondo: non c’era città, parrocchia, ospedale, galera, squadra di baseball che avesse scritto da qualche parte il suo nome. Non aveva patria, non aveva data di nascita, non aveva famiglia. Aveva otto anni: ma ufficialmente non era mai nato.”

La domanda che tutti si pongono, e che si pone anche il narratore, è perché Novecento non sia mai sceso dalla nave. La verità è che forse lui non ci aveva mai pensato al fatto che la sua vita potesse continuare anche al di fuori del Virginian perché tutto quello che lui conosceva era sempre stato lì, su quella nave. D’altronde per lui quella era “normalità”.  E quando il trombettista decide di tornare alla vita vera, nonostante i suoi tentativi di convincere Novecento a seguirlo, è costretto a salutare per sempre il suo amico. Semplicemente Novecento ha troppa paura di affrontare una vita della quale non conosce niente e un mondo forse troppo grande rispetto a ciò a cui era abituato.

“Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone alla volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.”

Ricordo di aver letto questo libro in un paio d’ore mentre, a ottobre, ero in macchina per andare a Genova. Nonostante io non ami leggere in macchina (perché mi sento male), con Novecento non ho potuto veramente farne a meno, perché è uni di quei libri che ti catturano fin dall’inizio e che, per quanto assurdi, si spacciano per veri. Chiunque di voi abbia letto questo monologo non esita neanche un momento a credere che Novecento sia esistito e che la sua storia sia vera. E in questo sta la bravura di Baricco – autore che io ho scoperto recentemente ma di cui purtroppo ancora non sono riuscita a leggere tutto – il quale riesce a trasportati lungo la trama delle sue storie, dando un volto e un colore alla voce dei suoi personaggi. Infatti, alla fine della narrazione Novecento acquista, agli occhi del lettore, delle fattezze umane. Addirittura sembra quasi di riuscire a sentire la sua musica.

Per acquistare “Novecento” cliccate qui.

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Novecento è uno dei libri che ho amato di più in assoluto e che mi sento di consigliare vivamente. Credo che al momento sia una delle scelte migliori del #gdli100libri.

Per leggere le opinioni degli altri partecipanti al gruppo di lettura cliccate i seguenti link:


Vi comunico che l’ottavo libro estratto da Giorgia (@ifeelbook) è Anna Karenina di Lev Tolstoj, la cui lettura impegnerà tutto il mese di giugno.


_MG_9903 copiaNovecento Alessandro Baricco
Feltrinelli, 62 p.
Formato Kindle           € 3,99
Copertina Flessibile  € 5,10

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