#citazioni – da “Se il sole muore” di Oriana Fallaci

_MG_0548-2

Ormai saturi di era spaziale, gonfi di ostilità pel futuro, amavamo ogni traccia di polvere. E, non è strano, papà, fu proprio da quella polvere che rifiorì il mio interesse per il domani.
Visitavamo le Missioni, ricordo, cioè le fortezze che i frati spagnoli costruirono nel Milleseicento per resistere agli attacchi degli Indiani, alle insidie della natura: quasi caserme intorno a una chiesa. Eravamo nella Missione di San Josè, e passeggiavamo tra le pietre consunte quando un pensiero mi sbalordì: quelle mura perdute nella gran prateria, quelle celle lontane migliaia di chilometri dall’Andalusia e dalla Castiglia, erano le colonie di allora, sulla Luna di allora. Si, papà, erano i rifugi blindati degli Slayton, i Titov, gli Shepard, i Gagarin di quattrocento anni fa, e le colonie che i Gagarin, gli Shepard, i Titov, gli Slayton avrebbero costruito sulla Luna sarebbero state come queste Missioni dei frati spagnoli: di plastica forse, di acciaio, di chissá quale lega, più brutte magari, più pagane, più tristi, ma press’a poco così. Arriveranno sulla Luna gli Slayton, i Titov, gli Shepard, i Gagarin, e all’inizio saranno soli come lo erano i frati: pieni di spavento, di sospetto, di speranza. Arriveranno sulla Luna gli Slayton, i Titov, gli Shepard, i Gagarin e, lontano milioni di miglia da casa, fabbricheranno i loro fortini, per spalancarne le porte a quelli di dopo, ai pionieri avvezzi al Gran Freddo e al Gran Caldo, spericolati, robusti, simili a loro. E quei pionieri riempiranno i fortini, li perfezioneranno, ci invecchieranno e ci moriranno, e allora altri giungeranno dal Cielo, altri meno spericolati, forse, meno robusti, meno avvezzi forse al Gran Freddo e al Gran Caldo ma ormai rassicurati dall’esperienza e ormai pronti per cominciare, per uscir fuori, per rendere le valli desolate non più desolate. E così, a poco a poco, essi vi trasferiranno la vita che cinquecento anni avanti non c’era, e i nostri difetti e le nostre virtù, e ad ondate sempre più numerose e più fitte sbarcherà nuova gente, la folla dei prudenti, dei mediocri, dei deboli, di coloro che non hanno nulla da perdere ma nemmeno nulla da vincere, la gente qualsiasi, qualla che non osa se i primi non osano, e vi si stabilirà, per sempre: finchè dimentica della Terra troverà normale star lì e, ormai lunari sulla Luna come oggi americani in America, i loro figli guarderanno le prome colonie dei Gagarin, gli Shepard, i Titov, gli Slayton, come io guardo in questa domenica del 1964 la Missione di San Josè.

tratto da Se il sole muore di Oriana Fallaci

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...