“Quando sei nato non puoi più nasconderti” di Maria Pace Otteri

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E’ una guerra pacifica che il Terzo Mondo sta conducendo contro il mondo sviluppato, l’ingresso clandestino resta un non reato e per loro, dopo la morte, non c’è danno peggiore che quello di rimandarli in patria.

Quando sei nato non puoi più nasconderti di Maria Pace Otteri, pubblicato nel 2006 da Mondadori, è l’ultimo libro dell’edizione speciale #ioleggoperché rimasto nella mia libreria e ho deciso di leggerlo a cavallo tra il mese di agosto e di settembre, in una giornata di pioggia che annunciava l’autunno. Non sapevo cosa aspettarmi (preferisco non informarmi troppo sui libri che vado a leggere in modo da non rovinare il viaggio) e sì, all’inizio proprio non mi piaceva ma poi, dai, considerando gli ultimi eventi, l’ho trovato interessante.

Vorrei guardare dentro i sacchetti, scoprire che cosa ogni ha scelto di portare, sapere a quali pensieri si sono aggrappati durante il viaggio, che cosa hanno fatto la sera prima di partire, vorrei partecipare per osmosi alle loro impressioni appena sbarcati, conficcarmi nelle loro teste come una zecca e cercare di qual è la forza che presiede alla fuga cieca e inconsulta, per molti irreversibile e per altri vana, perché fra pochi giorni saranno rimpatriati. La partenza come presa d’incoscienza. Quando, in che momento, per quale illuminazione o oscuro culmine si decide di andarsene?

In Quando sei nato non puoi più nasconderti  Maria Pace Otteri racconta la storia di un popolo poco conosciuto, quello dei clandestini, composto da tutti coloro che, indipendentemente dalla loro identità e nazionalità – spesso tenute nascoste – lasciano casa e scappano alla ricerca di una vita migliore. Le storie che racconta la giornalista sono tutte diverse ma, in fondo, tutte un po’ uguali. Ci sono la guerra e la povertà, gli orrori, la prostituzione, viaggi interminabili, la voglia di ricominciare e quella di non accontentarsi. In questa cronaca, i nomi si mischiano insieme ai volti a cui appartengono, e le storie e le confessioni dei clandestini con cui Maria Pace Otteri è entrata in contatto, diventano l’emblema di un mondo in cui la giornalista cerca di scavare, rischiando di perdersi.

Ma saranno in grado di ricominciare una nuova vita? Come riusciranno a superare gli atroci traumi subiti? Avranno resistito alla contaminazione del male? E soprattutto, siamo proprio sicuri che, una vota riemersi, non prenda anche a loro il bisogno di essere felici?

Non amo particolarmente i libri come questo, che soprattutto all’inizio ho classificato come un testo giornalistico. Ho sempre snobbato volentieri i libri di attualità per lanciarmi su quelli che ti regalano un vero e proprio viaggio – lontano nel tempo e nello spazio, lontano da me. Ma dopo un primo impatto negativo, ho iniziato ad apprezzarlo. Dal momento in cui i volti e le storie sono diventati più specifici e profondi ho capito e riconosciuto l’intento che c’è dietro questo libro: non dimenticare e cercare, in qualche modo e per quanto possibile, di capire.

Nel loro tempo spezzato, frantumato, tutte le verità possono coabitare senza toccarsi, non sono contraddizioni o trasformazioni delle versioni precedenti, ma correzioni di uno stesso racconto, come le diverse versioni di un mito, ricerca di un appiglio, di un perno a cui agganciare le loro vite dai contorni labili, sempre sul punto di disfarsi, macchie liquide che inventano la propria forma man mano che colano.
Le giornate si inseguono orizzontali, una vasta pianura dove non sembra mai emergere il picco di una volontà o di un desiderio dominante, uno stato permanente di frammento, di rottura, d’interruzione, che le tiene invincibilmente aggrappate al presente, il tempo per eccellenza dell’avvenimento e del caso.
Non riesco a pensarli vecchi, né tantomeno morti, come se quel loro modo di vivere, incerto e disperso, eternamente in transito, li preservasse dal consumarsi, e quell’impasto di impotenza e tenacia che li spinge ad avanzare incauti sull’orlo della pianura, fosse un nocciolo indistruttibile di vitalità, una sorgente di energia perenne, un inesauribile desiderio di sciogliere i lacci dell’abitudine appena legati, insomma l’aspirazione di noi tutti a un’esistenza che sempre ricomincia, saltando da un inizio all’altro, in attesa che debutti la vita, quella vera.

Grazie a #ioleggoperché per questa edizione speciale


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Quando sei nato non puoi più nasconderti – Maria Pace Otteri
Mondadori, 150 p.
Copertina Flassibile € 8,80

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