“L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcìa Màrquez

_MG_0813

Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d’urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. 

Ho letto per la prima volta L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Màrquez circa dieci anni fa. Erano gli anni del liceo e con il mio professore di letteratura spagnola stavo studiando quest’autore, di cui mi sono subito innamorata. Quando Marquez è venuto a mancare (ne ho parlato qui), mi sono ripromessa di rileggere questo romanzo e riassaporarlo. E quindi eccomi qui, giunta per la seconda volta alla fine di un bellissimo viaggio all’interno di un amore contrastato e represso, che ancora una volta mi ha lasciato un sorriso sulle labbra.

Gli bastò un interrogatorio insidioso, prima a lui e poi alla madre, per constatare un’ennesima volta che i sintomi dell’amore sono gli stessi del colera.

L’amore ai tempi del colera, pubblicato nel 1985 in lingua spagnola, ebbe subito un grande successo. Si tratta di un romanzo in cui viene raccontata la storia d’amore, messa in pausa per oltre mezzo secolo, tra Fermina Daza e Florentino Ariza. I due si innamorano giovanissimi  e iniziano a scambiarsi lettere d’amore, programmando la loro vita insieme. Ma il padre di Fermina vorrebbe che la figlia sposasse un uomo con una certa posizione sociale e fa di tutto affinché la ragazza cambi idea su Florentino Ariza, il quale non può garantirle il futuro da lui sognato. Così «Fermina Daza aveva respinto Florentino Ariza in uno sprazzo di maturità, che aveva subito pagato con una crisi  di pietà, ma non aveva mai dubitato che la sua decisione non fosse stata giusta.» Conobbe il dottor Juvenal Urbino, membro di spicco della comunità e appartenente a una famiglia borghese e finì col sposarlo, ritrovandosi a dover costruire un amore in una vita prestatagli dal marito. Florentino Ariza soffre per questa decisione ma decide di dedicare la propria esistenza nel raggiungimento di un unico obiettivo: costruirsi una posizione sociale che gli permetta di meritarsi l’amore di Fermina. Così i due trascorrono due vite separate e diverse, incrociandosi continuamente ma senza mai incontrarsi, fino al momento in cui il dottor Urbino muore e Florentino, dopo mezzo secolo di attesa, ha finalmente l’occasione di vivere il suo grande amore.

Florentino Ariza, invece, non aveva smesso di pensare a lei per un solo istante una volta che Fermina Daza l’aveva respinto senza appello dopo certi amori lunghi e contrastati, ed erano trascorsi da allora cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni.

_MG_0828

Sono felice di aver riletto questo romanzo perché, ad un età diversa, forse sono riuscita a capirlo meglio. Posso oggi dire che i motivi per cui ho adorato e continuo ad amare L’amore ai tempi del colera sono sostanzialmente due.

Innanzitutto, adoro il modo di raccontare di Gabriel Garcìa Marquez, il quale è considerato uno dei maggiori esponenti del realismo magico – movimento artistico-letterario a cui viene anche ascritta Isabel Allende, che, a questo punto non a caso, è la mia autrice preferita. La caratteristica principale del realismo magico è di mischiare elementi magici e sovrannaturali con un crudo realismo, in cui forte è la tradizione popolare ma anche il contesto storico in cui la storia è ambientata. In questo caso, Màrquez racconta una storia d’amore – che, inutile negarlo, è il tema più antico del mondo – come se stesse raccontando una fiaba, mischiando personaggi e momenti della vita, ma con una fluidità e una naturalezza che prendono per mano il lettore e lo accompagnano lungo questo viaggio.

E poi amo questa storia d’amore, anzi le storie d’amore protagoniste del romanzo. Perché se da una parte in primo piano abbiamo l’amore represso tra Florentino e Fermina, un amore risoluto e silenzioso, che ha la pazienza di aspettare per poi scoppiare verso la fine della vita, dall’altra c’è l’amore coniugale tra Fermina e Juvenal Urbino, un amore addomesticato, fatto di momenti indimenticabili, tappe della vita da ricordare, ma anche di tante piccole ferite e incomprensioni,  di figli e case e ricordi che si accumulano insieme agli anni che lasciano, inesorabili, i segni sul corpo e negli occhi. Onestamente non so dire quale, tra questi due amori, sia il più vero, perché con il tempo sto imparando che l’amore ha talmente tante sfaccettature e tanti modi di esistere, tutti così profondamente diversi ma ugualmente giusti, da non avere il diritto né il modo di giudicare. Non so se un confronto tra queste due storie d’amore era negli intenti dell’autore, ma questo è ciò che ho colto nella seconda rilettura del romanzo e che mi ha veramente molto colpita.

_MG_0816

Avevano appena festeggiato le nozze d’oro e non sapevano passare neppure un istante l’una senza l’altro, o senza pensare l’una all’altro, e più rincrudiva la vecchiaia e meno lo sapevano. Nè lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull’amore o sulla comodità, ma non se l’erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta.

Mi piace pensare che questa storia sia stata una storia vera, in una qualche parte del mondo, e che Màrquez si sia fatto portavoce di questi amori e di questa terra che lui stesso amava profondamente. Forse questa mia idea è nata grazie alla trasposizione cinematografica del romanzo che io ho trovato stupenda, cosa che succede di rado, perché spesso i film travisano il romanzo e i suoi personaggi. In questo caso, invece, per me è stato come riconoscere i volti e i luoghi di questa storia. Storia che vi consiglio assolutamente di leggere.

 «L’unica cosa per cui mi dispiace morire è che non sia per amore.»


_MG_0817L’amore ai tempi del coleraGabriel Garcìa Màrquez
Mondadori, 392 p.
Formato Kindle         € 6,99
Copertina Rigida       € 6,30
Copertina Flessibile  € 9,35

Annunci

5 pensieri su ““L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcìa Màrquez

  1. athenabruna ha detto:

    L’amore ai tempi del colera è uno dei miei romanzi preferiti. L’ho letto ad inizio del 2012 e me lo ricordo benissimo, come Jane Eyre. Amo quel genere di atmosfera sud americana, il realismo magico per l’appunto. Lo consiglio, soprattutto a coloro che non hanno apprezzato Cent’anni di solitudine.

    Mi piace

  2. Athenae Noctua ha detto:

    Anch’io ho adorato questo libro, che è poi quello che mi ha colpita e affascinata di più fra quelli di Gabo che ho letto finora: trovo che superi persino Cent’anni di solitudine. Semplicemente irresistibile!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...