#citazioni – da “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello

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Con niente avevo fatto circa undicimila lire! Non ne vedevo da un pezzo, e mi parvero in prima una gran somma. Ma poi, pensando alla mia vita d’un tempo, provai un grane avvilimento per me stesso. Eh che! Due anni di biblioteca, col contorno di tutte le altre sciagure, m’avevan dunque immiserito a tal segno il cuore?
Presi a mordermi col mio nuovo veleno, guardando il denaro lì sul letto:
«Và, uomo virtuoso, mansueto bibliotecario, và, ritorna a casa a placare con questo tesoro la vedova Pescatore. Ella crederà che tu l’abbia rubato e acquisterà subito per te una grandissima stima. O và piuttosto in America, come avevi prima deliberato, se questo non ti par premio degno alla tua grossa fatica. Ora potresti, così minuto. Undicimila lire! Che ricchezza!»
Raccolsi il denaro; lo buttai nel cassetto del comodino, e mi coricai. Ma non potei prender sonno. Che dovevo fare, insomma? Ritornare a Montecarlo, a restituir quella vincita straordinaria? o contentarmi di essa e godermela modestamente? ma come? avevo forse più animo e modo di godere, con quella famiglia che mi ero formata? Avrei vestito un po’ meno poveramente mia moglie, che non solo non si curava più di piacermi, ma pareva facesse anzi di tutto per riuscirmi incresciosa, rimanendo spettinata tutto il giorno, senza busto, in ciabatte, e con le vesti che le cascavano da tutte le parti. Riteneva forse che, per un marito come me, non valesse più la pena di farsi bella? Del resto, dopo il grave rischio corso nel parto, non s’era più ben rimessa in salute. Quanto all’animo, di giorno in giorno s’era fatta più aspra, non solo contro di me, ma contro tutti. E questo rancore e la mancanza d’un affetto vivo e vero s’eran messi come a nutrire in lei un’accidiosa pigrizia. Non s’era neppure affezionata alla bambina, la cui nascita insieme con quell’altra, morta in pochi giorni, era stata per lei una sconfitta di fronte al bel figlio maschio d’Oliva, nato circa un mese dopo, florido e senza stento, dopo una gravidanza felice. Tutti quei disguidi poi e quegli attriti che sorgono, quando il bisogno, come un gattaccio ispido e nero s’accovaccia su la cenere d’un focolare spento, avevano reso ormai odiosa a entrambi la convivenza. Con undicimila lire avrei potuto rimetter la pace in casa e far rinascere l’amore già iniquamente ucciso in sul nascere dalla vedova Pescatore? Follie! E dunque? Partire per l’America? Ma perché sarei andato a cercar tanto lontano la Fortuna, quand’essa pareva proprio che avesse voluto fermarmi qua, a Nizza, senza ch’io ci pensassi, davanti a quella bottega d’attrezzi di giuoco? Ora bisognava ch’io mi mostrassi degno di lei, dei suoi favori, se veramente, come sembrava, essa voleva accordarmeli. Via, via! O tutto o niente. In fin dè conti, sarei ritornato come ero prima. Che cosa erano mai undicimila lire?

tratto da Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello

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