“Da qualche parte nel mondo”: il primo romanzo di Chiara Cecilia Santamaria

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Mentre Lara diventa un’ombra controluce e poi sparisce dentro un vicolo si chiede come una ragazza così distante dalla felicità sia per lui la prova che la felicità possa esistere davvero, da qualche parte nel mondo.

Quando leggo un romanzo tendo a pormi sempre la stessa domanda. Chi c’è dietro questa storia? Com’è nata e com’è stata costruita? Chi è, in realtà, il protagonista? E gli altri personaggi? Secondo quale processo sono nati nell’autore? E come ha permesso loro di attraversargli il cuore per poi uscirgli dalle dita? E quella luce che taglia l’aria, dove l’ha vista per davvero?Questa volta credo di poter intravedere almeno un pezzetto delle risposte a queste domande. E questo è possibile perché l’autrice del romanzo Da qualche parte nel mondo è una delle blogger più seguite d’Italia. Chiara Ceclia Santamaria del blog machedavvero.it è inevitabilmente presente nel suo primo romanzo e i suoi lettori questo non possono fare a meno di percepirlo. Questo libro è lei in ogni singola parola, scelta accuratamente per raccontare una storia che si è portata dentro per tanto tempo.

Aveva sentito un nuovo tumulto dentro, nel punto dove confinano fiducia e disillusione. Non riusciva a trattenerla nel punto giusto, quella linea sottile. Da quando suo padre se n’era andato, le sfuggiva continuamente dalle mani, facendole sentire male. Un dolore reale, fisico. Forse aveva un organo deputato alla felicità, di quelli che non ti accorgi di avere finché non si ammalano.

Da qualche parte nel mondo di Chiara Cecilia Santamaria è il suo primo romanzo, pubblicato il 17 settembre da Rizzoli. Non appena ho letto di questo libro (trovate qui una sezione del blog Ma Che Davvero? dedicata interamente ad esso) non ho potuto fare a meno di ordinarlo su Amazon, come vi ho raccontato qui. E sì, inizialmente avevo paura di essere delusa e in qualche momento, sono sincera, l’ho anche pensato. I blog creano questa illusione di conoscere chi c’è dall’altra parte dello schermo e poi Chiara è sempre così onesta, da avere la sensazione di conoscerla per davvero. Ecco perché avevo un’idea di quello che avrei trovato in questo romanzo e quest’idea, se da una parte è stata confermata, dall’altra è stata annientata, perché più sono andata avanti con la lettura e più sono rimasta a bocca aperta di fronte a questa storia e di fronte a ciò che di potente, e assolutamente vero, essa racconta.

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«Perché devi fare sempre così?» chiede Elena.
«Così come?»
«Come se avessi paura di tutte le cose belle che possono succedere.»

Definirei la storia raccontata in Da qualche parte nel mondo una storia di fiducia in se stessi. La protagonista indiscussa del romanzo si chiama Lara, ha una storia familiare turbolenta alle spalle (un padre che è sparito quando era una ragazzina e una madre prevaricatrice che crede di sapere qual’è il suo bene) che ha accentuato il suo carattere chiuso e diffidente. La sua vita in qualche modo cambia quando, sostenuta dagli amici Elena ed Elio, le uniche persone, forse, che credono davvero in lei, Lara decide di fidarsi di se stessa e del suo talento nella pittura e di trasferirsi da Roma a Londra, all’inseguimento di un sogno, o forse semplicemente di se stessa.

«Ricordati chi vuoi essere» sussurra, «comportati come la persona che vorresti essere.»
«Non lo so chi voglio essere.»
«Lo sai. E’ solo molto faticoso diventarlo, e adesso hai troppe cose per le mani. E’ giusto, va bene così.»

Credo che la chiave di lettura di questa storia sia proprio questa: la ricerca di se stessi, al di la di ciò che pensiamo di essere, di ciò che gli altri ci attribuiscono, al di là del nostro passato. Ho trovato illuminante una parola, una sola parola, che si trova a pagina 86: «Raggiungiti». Nonostante il dolore e il passato che pesano come un macigno, nonostante le imperfezioni e gli sbagli, è proprio quello che Lara cerca di fare. Lungo la storia la vediamo affannare e a tratti annegare, vinta dalle sue insicurezze, in un vortice di autodistruzione per la convinzione, assurda, di non essere abbastanza, perché troppo spesso il nostro peggior nemico siamo proprio noi stessi. Lara, in qualche modo, trova il modo di accettarsi, di leggere e mettere nella giusta prospettiva tutto ciò che le è successo, e capisce che il nostro passato e i nostri lati oscuri sono semplicemente parte di noi stessi. Senza di loro non sarebbe Lara.

Sa che ha messo in gioco tutto per avere quel momento, eppure crede che ne sia valsa la pena. Che tutto, in quell’incontro, nel modo in cui si è innamorata di Damiano, è accaduto per condurla fino a quel luogo, dove lei ha visto se stessa.

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Da qualche parte nel mondo è un viaggio alla ricerca di se stessi e di quel miraggio chiamato felicità. I lettori accompagnano Lara in questo viaggio, ma la verità è che non possono fare a meno di rivedersi in lei, ritrovando le proprie fragilità, le proprie emozioni. Emozioni che vengono raccontate con una densità di parole che non ho mai trovato in nessun altro autore, densità che va a contrapporsi con la narrazione fluente e suggestiva dei luoghi, Roma e Londra, che fanno da cornice a questa storia, come ad evidenziare che di fronte allo spettacolo del mondo che ci circonda, dentro di noi vive sempre un gran caos.

Assolutamente mi sento di consigliare la lettura di questa storia a tutti coloro che non hanno paura di guardarsi dentro, perché il rischio è di scoprirsi sempre diversi.


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Da qualche parte nel mondoChiara Cecilia Santamaria
Rizzoli, 427 p.
Formato Kindle    € 9,99
Copertina Rigida  € 15,30

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