AccioBooks: un nuovo modo di concepire i libri

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Si sa, le cose migliori accadono per caso. Della serie: mentre fai altro, arriva l’idea che ti cambia o quando meno te l’aspetti, arriva quella notizia che aspettavi da tanto e nella quale non speravi più. Stavolta è accaduto questo: una ragazza commenta una mia foto su Instagram e io scopro il suo profilo e da lì il suo meraviglioso progetto. La ragazza si chiama Gloria Pozzoli del book blog Ghi of Green Gables  e il suo progetto è AccioBooks, un portale di vendita e scambio di libri nuovi e usati. Ho iniziato a seguirla e mi ha affascinata sempre di più, tanto da decidere di contattarla per porle qualche domanda su di lei, su AccioBooks e sul suo modo di concepire i libri, così diverso dal mio.

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Ho scoperto AccioBooks per caso, gironzolando su Instagram, e mi ha molto incuriosita. Raccontami: come e quando è nato questo progetto?

L’idea di AccioBooks mi è venuta nella primavera del 2014. È stata un’idea che è apparsa nella mia testa all’improvviso e inaspettatamente. Era un’idea meravigliosa ma ovviamente insieme a lei ne sono arrivate mille altre, molto meno piacevoli: “è troppo difficile”, “non ne sai niente di siti web, come pensi di fare?” etc. Per fortuna ho deciso di dare ascolto alla mia ispirazione e non alle mie paure… ad ecco qui AccioBooks! Ho iniziato a lavorarci subito dopo con l’aiuto di un programmatore e il sito è andato on-line il 22 settembre 2014.

Qual’è la filosofia di AccioBooks e quanto lavoro c’è dietro?

Se dovessi riassumere la filosofia di AccioBooks in una parola sarebbe condivisione. Personalmente sento di essere stata letteralmente cresciuta dai libri, oltre che da loro salvata più volte; da un romanzo che mi offrisse un mondo alternativo in cui rifugiarmi, o da un saggio che mi mostrasse una via d’uscita o un nuovo modo di vedere le cose. Con questa premessa è chiaro che sento fortissimamente l’importanza enorme dei libri e la responsabilità di fare qualcosa perchè siano il più possibile condivisibili. Sento davvero che i libri salvano la vita, non per niente questo è il primo punto della filosofia di AccioBooks, e ciò che mi guida nel mio lavoro.

Per quanto rigurda il lavoro che c’è dietro: molto XD In questo ultimo anno è stato quasi il mio lavoro a tempo pieno. Attualmente AccioBooks è incubato presso un incubatore di start-up quindi la mole di lavoro è ancora maggiore.

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Quando è nata la tua passione per la lettura?

Da quello che ricordo la mia passione per la lettura è nata con me. Ho l’enorme fortuna di essere nata in una famiglia di lettori e di essere cresciuta in una casa strabordante di libri. Era scritto nel mio DNA 🙂 Il primo libro “vero” che ho letto fino alla fine è stato Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda, e ricordo perfettamente la sensazione bellissima che ho provato una volta girata l’ultima pagina. Da lì non mi sono più fermata, e il resto è storia 🙂

Per me lasciare andare un libro non è per niente semplice, tanto che onestamente tendo anche a non prestarli a nessuno. Cos’è per te un libro?

Capisco la difficoltà a lasciar andare i propri libri: visto che spesso leggendoli lasciamo al loro interno un pezzo di noi e della nostra storia, separarcene può essere molto difficile. Personalmente con il tempo ho incominciato a vedere i libri come dei messaggeri, sento che ogni libro che entra nella mia vita lo fa perchè ha un messaggio da portarmi. Per questo il secondo punto della filosofia di AccioBooks è che i libri devono essere lasciati liberi di viaggiare: devono poter portare il loro messaggio a più persone possibili, perchè è questa la loro ragione di esistere.
Un’altra cosa che può aiutarti a lasciar andare i tuoi libri e condividerli, passarli o scambiarli con altre persone è incominciare a entrare nell’ottica di una libreria in continua evoluzione, non più statica. Se un libro a te non è piaciuto, potrebbe invece cambiare la vita di qualcun altro, invece che rimanere imprigionato sulla tua libreria a fare la polvere 😉 Non è per questo che il libro è stato scritto e creato.
Fino a qualche mese fa la mia libreria era un’accozzaglia di libri che amavo e che non mi piacevano più, di libri nuovi e di libri che avevano magari 20 anni e più niente da darmi – ora è una libreria di soli preferiti, e sento che mi rappresenta davvero.

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Cos’ha in serbo il futuro per AccioBooks?

AccioBooks nei prossimi mesi verrà compretamente rivoluzionato: la parte di scambio e vendita rimarrà invariata ma diventerà anche un social reading, un luogo non solo per ottenere i libri che desideriamo, ma anche per parlarne e condividere le proprie letture con gli altri bookworms d’Italia. Insomma una home of the readers 🙂

Ringrazio di cuore Gloria per la sua disponibilità e la sua gentilezza. E’ bello vedere come i giovani siano capaci di guardare oltre, continuare a sognare e realizzare i propri desideri.

Per  maggiori informazioni visitate Ghi of Green Gables e Accio Books.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Piero ha detto:

    La cultura dello “sharing” sta crescendo in diversi settori. Non ricordo chi, giorni fa, in una conferenza sui trasporti preconizzava che entro 20 anni, nessuno possiederà più un auto se non in condivisione.
    Che avvenga nell’ambito culturale-letterario è semplicemente un’idea fantastica! D’altro canto la cultura in sé è vocata alla diffusione, allo scambio, all’osmosi. Altrimenti non sarebbe tale.
    Grazie infinite per l’interessante post. Ciao, Piero

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    1. Chiara Nicolazzo ha detto:

      Sono d’accordo con te ed è bellissimo. Ma per quanto riguarda i libri proprio non ci riesco. Creo un legame talmente profondo con l’oggetto che mi viene difficile lasciarlo andare. In fondo in quelle pagine trovo sempre un pezzo di me. Per questo apprezzo molto chi la vede in questo modo perché è come se fosse più libero. Credo spesso che sia un mio limite.

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      1. Piero ha detto:

        Non credo sia un limite. Semmai è un pregio. La capacità di creare una connessione con l’autore, con la trama, con i personaggi, è privilegio di poche anime che hanno radici profonde nella notte dei tempi.
        A quel punto essi diventano parti costituenti della propria esistenza. Pertanto, irrinunciabili. 😉

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