“Quello che le mamme non dicono” di Chiara Cecilia Santamaria

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Mi viene quasi da ridere tanto appare fantascientifica la situazione. Tutto quello che riesco a proferire sono le parole:
“Ma che davvero? Oh, cazzo.”
Ho guardato lui, e la sua faccia diceva più o meno:
“Ma che davvero? Oh, cazzo.”
La seconda cosa che ho pensato è stata: devo ubriacarmi. Merda, non posso bere sono incinta. Sono incinta??? Ossantocielo. Anzi no: porcaputtana! Come faccio io con un bambino? Poracreatura. E quel vestitino verde di Zara quando me lo rimetto? Non posso più fare l’idiota, diventerò una… madre. O mio Dio. E’ troppo presto! Cavolo, quant’è presto.

E’ successo questo. Lunedì, presa dall’ansia all’idea di dover leggere Il processo di Franz Kafka o Prometto di sbagliare di Pedro Chagas Freitas ho deciso di fare qualcosa che non faccio mai: abbandonare – almeno momentaneamente – i due romanzi, per pescarne un altro dalla mia scatola dei libri da leggere. Il fortunato è stato Quello che le mamme non dicono di Chiara Cecilia Santamaria, che ho letteralmente divorato tra lunedì sera e martedì mattina. Perché? In effetti non lo so. Nel senso, per ora il tema della maternità non è che mi interessi o faccia parte della mia vita, ma adoro Chiara del blog MaCheDavvero? e dopo aver letto il suo primo romanzo Da qualche parte nel mondo non potevo non leggere il suo primo libro.

La prima regola che mi sono data era: se divento mamma, devo portarmi dietro me stessa per intero.

Quello che le mamme non dicono è un racconto ironico ma sincero su un tema che troppo spesso viene affrontato per stereotipi: la maternità. La vicenda di Chiara credo sia abbastanza nota ormai: a 27 anni è rimasta incinta senza averlo programmato, senza avere la minima idea di cosa volesse dire fare la mamma, senza sapere in che modo affrontare la nuova se stessa che inevitabilmente sarebbe arrivata insieme ad un bambino.

[…] Sentivo che la gestione della mia vita stava tornando tra le mie mani.
C’ero io. C’era lei. Ora c’era anche quella distanza necessaria a vedere la bellezza del sentimento che ci univa. Per me era impossibile amare una vita che si richiudeva su se stessa, che rimbalzava le sue motivazioni sulle pareti di una casa, immersa nella lentezza, che considerava tutto il resto – compresa la mia persona – un dettaglio trascurabile. Capivo che per rendere felice la Polpetta dovevo prima di tutto essere una persona felice, e se per esserlo dovevo mantenere dei margini di libertà, allora libertà e maternità avrebbero trovato necessariamente un equilibrio.
Smettevo finalmente di dibattermi per la mia vita come un’anguilla in un vaso. Poggiavo i piedi per terra. Camminavo finalmente avanti, invece che in cerchio. E scoprivo che solo riconquistando la me stessa che amavo, iniziavo a scoprire davvero l’amore per mia figlia.

In questo libro racconta il primo anno di vita della sua bambina, tra notti in bianco, sogni che sembrano non voler spiccare il volo, la ricerca di un equilibrio nella sua nuova vita e l’amore potente e totalizzante che solo un figlio sa far provare. Il libro nasce dal blog, quindi chi segue MaCheDavvero? troverà molti elementi e molte vicende in comune, ma trattati in maniera più profonda e seguendo un buon filo narrativo. E’ vero che questo libro è totalmente diverso dal suo primo romanzo (di cui trovate la mia recensione qui) ma d’altronde non può che essere così. Ho trovato Quello che le mamme non dicono un racconto onesto e sincero e assolutamente mi sento di consigliarlo a chiunque voglia guardare le cose da un’altra prospettiva.

Non sapevo come fosse desiderare un figlio, fantasticare su di lui, ridere di gioia alla vita di un test positivo, commuoversi durante un’ecografia. Però adesso sapevo com’era amare un figlio. Come se fosse stato sempre lì. Come se, senza che tu lo sapessi, la tua vita avesse sempre avuto uno spazio per lui.


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Quello che le mamme non dicono –  Chiara Cecilia Santamaria
BUR, 261 p.
Formato Kindle           € 6,99
Copertina Flessibile  € 8,42

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