“IL PIANO INFINITO” DI ISABEL ALLENDE

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Andavano per le vie dell’ovest senza fretta e senza meta precisa, mutando rotta secondo il capriccio di un istante, al segnale premonitore di uno stormo d’uccelli, alla tentazione di un nome ignoto. I Reeves interrompevano il loro erratico peregrinare ove li cogliesse la stanchezza o incontrassero qualcuno disposto ad acquistare la loro impalpabile mercanzia. Vendevano speranza. Così percorsero il deserto nell’una e nell’altra direzione, valicarono le montagne e una mattina videro apparire il giorno su una spiaggia del Pacifico.

Ormai lo sapete bene che Isabel Allende è la mia scrittrice preferita. Ha la capacità di incantarmi con le sue storie in un modo che pochi sanno fare. Ho letto quasi tutti i suoi libri. Questo mi era inspiegabilmente sfuggito e allora ho subito riparato.

Non furono tempi buoni per me. La mia vita è stata un succedersi di ostacoli, ma adesso, a cinquant’anni, quando guardo indietro e tiro le somme degli sforzi e delle disgrazie, credo che quel periodo sia stato il peggiore perché qualcosa cambiò nel mio animo e io non fui più lo stesso. Penso che, prima o poi, l’ingenuità si perda. Forse è bene, perché non si può andare per il mondo come un ingenuo, con la pelle scoperta e senza difese.

Il piano infinito di Isabel Allende è stato pubblicato nel 1991 e, come tutti i suoi romanzi, è tratto da pezzi di vita vera. In questo caso, quella che ci viene raccontata è la storia del secondo marito della Allende, William C. Gordon, che nel romanzo diventa Gregory Reeves. La sua vita si rivela un susseguirsi di ostacoli e di avventure. Dall’infanzia vissuta come un girovago alla giovinezza nel quartiere spagnolo di Las Angeles, fino ai matrimoni e ai divorzi, la guerra in Vietnam, la corsa al successo – e al denaro – e l’inevitabile fallimento. I personaggi di questa storia sono personaggi passionali, pieni di pregi e di difetti, ricchi di un’identità forte e unica e vittime di un destino spesso già definito.

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Era cresciuto come le erbacce nel cortine di casa sua, senza acqua né giardiniere, tra i deliri metafisici del padre, i silenzi inalterabili di sua madre, il rancore tenace della sorella e la violenza del quartiere, subendo aggressioni per il colore della pelle e le stranezze della sua famiglia, sempre diviso tra gli impulsi di un cuore sentimentale e quella febbre combattiva, quell’energia selvaggia che gli faceva ardere il sangue e perdere la testa. Qualcosa lo spingeva alla compassione e qualcos’altro lo scatenava nella sfrenatezza. Viveva prigioniero in una perenne indecisione tra queste forze opposte che lo dividevano in due metà inconciliabili, artigli che lo laceravano dentro, separandolo dagli altri. Si sentiva condannato alla solitudine.

Come sempre la Allende ammalia con la sua capacità di raccontare, regalando al lettore la sensazione di star ascoltando una storia antica, che giunge da lontano. Questo è proprio ciò che amo di questa scrittrice. Leggere i suoi romanzi, per me, è come avere la sensazione di essere di fronte a lei che mi sta racconta, dolcemente, una storia. Storia che, per quanto assurda, non potrebbe mai essere diversa.

Guarda quanto ho camminato per arrivare fin qui e verificare che non esiste un piano infinito, solo il gran tafferuglio della vita, ti dissi. Forse ognuno porta dentro di sé un piano, ma è una mappa confusa ed è difficile decifrarla, per questo ci agitiamo tanto e a volte ci perdiamo, hai replicato…

Inizialmente non capivo dove volesse andare a parare questa storia. Ma arrivata alle ultime pagine ho capito. Il quadro si è ricomposto e tutto ha acquisito un senso. Di certo questo non è il mio romanzo preferito, ma di certo ha un significato potente e vero: la vita si rivela essere un amabile caos, nel quale noi cerchiamo di districarci, convinti di quello che pensiamo di volere e sottovalutando ciò a cui siamo inevitabilmente destinati. Per me è questo ciò che la Allende vuole dirci con Il piano infinito e io, da brava fatalista, non posso che essere d’accordo con lei.

La sera in cui ci siamo conosciuti mi chiedesti di raccontarti la mia vita. E’ lunga, ti ho avvertito. Non importa, ho molto tempo, hai detto, senza sapere in che pasticcio ti  mettevi con questo piano infinito.


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Il piano infinitoIsabel Allende
Feltrinelli, 326 p.
Copertina flessibile € 7,65

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