Un tesoro su una bancarella: “L’amante di Lady Chatterley” di David Herbert Lawrence

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Il nostro tempo è essenzialmente tragico, quindi ci rifiutiamo di prenderlo tragicamente. Il cataclisma s’è abbattuto, siamo tra le rovine; cominciamo a ricostruire nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. E’ un lavoro piuttosto duro; la strada verso l’avvenire non è agevole: bisogna aggirare gli ostacoli o cercare di scavalcarli.
Per quanto grande il numero dei cieli che ci sono crollati sulla testa, dobbiamo pur vivere.
Tale, più o meno, era la situazione di Constance Chatterley. La guerra le aveva fatto crollare il cielo in testa. Ma aveva capito che bisognava vivere e imparare.

Ho comprato questo romanzo ad una bancarella dell’usato per solo € 1. Non sono un’amante di questo genere di acquisti, ma come potevo dire di no a quel prezzo? Sarebbe stato un delitto. E allora L’amante di Lady Chatterley è venuto a casa con me e ha pazientemente aspettato il suo turno.

Il tempo passava. E qualunque cosa accadesse, nulla accadeva in realtà, perché ella era mirabilmente separata da tutto. Connie e Clifford vivevano nelle loro idee e nei loro libri. Lei riceveva… c’era sempre gente in casa. Il tempo passava come su un orologio: sono le otto e mezzo invece delle sette e mezzo.

L’amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence è un romanzo erotico pubblicato nel 1928, ma subito messo al bando in tutta Europa. Addirittura, nel Regno Unito, dove è ambientata la storia, fu pubblicato solo nel 1960. Assurdo. Questo perché il romanzo fu accusato di oscenità sia per gli espliciti riferimenti sessuali, che per il racconto di una relazione tra una nobildonna e un uomo appartenente alla working class. Ma andiamo con calma. Di cosa parla il romanzo?, vi starete chiedendo.

Connie si rendeva tuttavia conto di una crescente agitazione. A causa del suo distacco da tutto, un’inquietudine strana si stava impadronendo di lei, simile a una follia: le contraeva le membra quando non avrebbe voluto; le scoteva la schiena, quando non aveva nessuna voglia di star ritta, ma avrebbe preferito riposare a proprio agio; fremeva in lei, nel suo corpo, fin nelle viscere, ovunque, finché sentiva che bisognava gettarsi n acqua e nuotare per allontanare; un’inquietudine folle. Le faceva battere il cuore violentemente senza motivo. E continuava a dimagrire.

La protagonista della storia è Constance Chatterley, una nobildonna sposata con Clifford Chatterley, un uomo appartenente alla bassa aristocrazia, il quale, durante la guerra, viene ferito gravemente e diventa paraplegico. Nel corso della narrazione Connie inizia a sentirsi sempre più infelice e lentamente si allontana dal marito, con il quale ha una relazione molto fredda  e statica. Inoltre, il suo desiderio di diventare madre, che non può realizzarsi per via dell’incidente subito dal marito, inizia a pesarle. Questa situazione per lei sempre più opprimente la porta a tradire il marito, prima con un l’irlandese Michaelis, scrittore amico di Clifford, e poi con il guardiacaccia della loro tenuta, Oliver Mellors. Di quest’ultimo, però, Lady Chatterley si innamora veramente, tanto da finire con l’avere un figlio da lui e tentare di avere il divorzio dal marito per poter vivere insieme. Il processo di crescita di Constance la porterà, quindi, ad allontanarsi definitivamente da un mondo, quello aristocratico, fatto di convenzioni e di apparenze, preferendo, ad una vita agiata, una vita in cui si sente felice e appagata.

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Povera Connie! Come gli anni passavano davanti al nulla della sua vita, era colta dalla paura. La vita intellettuale di Clifford e la sua sembravano diventare a poco a poco un puro niente. Il loro matrimonio, quella vita completa fondata su un’abitudine di intimità, quella vita di cui egli parlava…c’erano giorni in cui approva assolutamente vuota e vana. Erano parole, nient’altro che parole. La sola realtà era il nulla, e sopra di esso l’ipocrisia delle parole.

Questo romanzo mi ha incuriosita fin dall’inizio. Conoscevo vagamente la trama e i problemi che l’autore dovette affrontare, ma leggerlo mi ha fatto tutto un altro effetto. Ci sono dei passaggi abbastanza spinti per l’epoca e mentre leggevo cercavo di immaginare le reazioni che suscitò negli anni ’20 tra i suoi lettori. Oggi magari a noi può sembrare stupido, ma sapendone abbastanza di censura grazie ai miei studi universitari, non faccio fatica a cogliere i motivi che spinsero gli addetti ai lavori a intervenire. Perché Lady Chatterley non è solo una donna pensante, che esprime le sue opinioni su vari argomenti, ma è anche una donna che ad un certo punto si sente soffocare all’interno di una relazione che probabilmente non l’ha mai soddisfatta e, soprattutto, che ha il coraggio di cambiare radicalmente la sua vita.

Gli uomini erano quanto mai gentili con Constance Reed o con Lady Chatterley, ma non erano gentili verso il suo corpo. Egli invece non si interessava di Constance o di Lady Chatterley: si accontentava di accarezzarle dolcemente i lombi e le mammelle.

Gli elementi che all’epoca fecero scandalo credo che furono sostanzialmente due. Il primo fu l’elemento sessuale e, in sostanza, il fatto che la protagonista della storia, una rispettabile nobildonna, vivesse in maniera cosciente l’atto sessuale. Mi spiego. Per Lady Chatterley l’amore non è qualcosa di separato dal sesso e in qualche modo è il guardiacaccia a dare piacere a lei e non viceversa. Quindi la donna non è più strumento di piacere nelle mani dell’uomo, ma qui il discorso si inverte rispetto a quella che era la consuetudine. In qualche modo. Ed è curioso l’aver scoperto che la storia è ispirata al tradimento che lo stesso Lawrence subì da parte della moglie.

Fu una notte di passione sensuale, durante la quale Connie fu un poco spaventata e quasi restia; ma ancora una volta corsa da brividi di sensualità, diversi, più acuti e terribili di quelli della tenerezza, ma nello stesso tempo più desiderabili. Sebbene un po’ spaventata, non si oppose a nulla, e quella sensualità senza freno e senza ritegno la scosse fino alle radici, la spogliò degli ultimi veli, ne fece una donna nuova. Non era veramente amore. Non era voluttà. Era una sensualità acuta e ardente come fuoco, che le bruciava l’anima come un’esca.

Il secondo è l’elemento sociale, perché in qualche modo Lady Chatterley rappresenta un’ondata di rinnovamento di quella società statica. In questo romanzo Lawrence traccia un vero e proprio ritratto della società dell’epoca all’interno del quale inserisce un elemeno di ribellione. Se Lawrence rappresentata l’aristocrazia, rappresentata da Clifford, e la working class, rappresentata dal guardiacaccia Mellors, Lady Chatterley viene in qualche modo posta nel mezzo e rappresenta quell’onda di cambiamento che da lì a poco avrebbe investito l’Inghilterra, A suo modo, si può dire che Lawrence fu profetico da questo punto di vista.

Credo che L’amante di Lady Chatterley  sia una lettura molto piacevole per qualsiasi tipo di lettori. Personalmente, l’ho trovata geniale perché unisce due caratteristiche che cerco sempre in un libro ma che è difficile trovare insieme: che sia un classico e che sia coinvolgente.


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L’amante di Lady ChatterleyDavid Herbert Lawrence
Mondadori (1966),390 p.
Copertina Flessibile € 4,00

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