#gdli100libri ventunesimo libro: “Lolita” di Vladimir Nabokov

Il #gdli100libri mi ha nuovamente messa di fronte ad una sfida. Questa, forse, è stata la più difficile di tutte. Perché qui non siamo di fronte ad un libro scritto male ma di fronte ad una storia per me troppo scandalosa. La sfida di questo mese si chiama Lolita di Vladimir Nabokov.

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

Lolita è un romanzo che mai avrei creduto di leggere e che, onestamente, non credo rileggerò mai e poi mai, né tantomeno lo consiglierò a qualcuno. Scritto dal russo Vladimir Nabokov, fu pubblicato nel 1955 e, raccontando di una relazione “amorosa” caratterizzata da pedofilia (e per alcuni anche da incesto), ovviamentee suscitò molto scandalo. Sono onesta e vi dico subito che io quello quello scandalo lo condivido appieno. Per chi, come me, non conosce bene la trama (io credevo di conoscerla, ma mi sono accorta che non ne sapevo assolutamente nulla) credo che sia opportuno riassumerla. Questo romanzo racconta di un professore di nome Humbert Humbert, il quale rimane folgorato da una ragazzina di dodici anni di nome Dolores. L’uomo ha, di per sé, un debole (chiamiamolo così) per le ragazzine di quell’età, ma Dolores lo colpisce particolarmente, tanto da decidere di sposare la madre (rimasta vedova) per poterle rimanere vicino. Quando la donna muore in seguito ad un incidente stradale, Humbert si prende cura della figliastra, iniziando con lei una relazione “amorosa”. Ed è qui che iniziano i miei problemi con questo romanzo.

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Innanzitutto io la definirei una relazione sessuale, ma pare che l’uomo sia infatuato di Dolores e questo già mi confonde parecchio. Come può un uomo di mezza età “innamorarsi” di una ragazzina di dodici anni e fare su di lei pensieri a sfondo sessuale? Siamo, ovviamente, di fronte ad una mente malata e niente è riuscito a farmi cambiare idea nel corso della lettura. OK, questo tipo di “malattie” esistono, non lo sto di certo negando. Ma perché scrivere un romanzo che tratta questo argomento? E per di più perché scriverlo dal punto di vista del protagonista, il quale si confida con il lettore e a tratti cerca anche di giustificare la sua perversione? C’è un messaggio implicito che non ho colto? Se sì, qual’è? Ecco, vedete, ho le idee parecchio chiare e definitive su questo romanzo. L’ho trovato scandaloso, ripugnante e ridicolo. Al di là di alcuni passaggi un po’ noiosi, devo dire che alla fine il romanzo non è scritto male, quindi il mio problema è esclusivamente “morale”. Mi dispiace dire questo perché mi sono approcciata a questa storia con la mente aperta e spinta da grande curiosità. E ho continuato a leggerlo con interesse perché speravo in una qualche forme di rivelazione che me lo facesse apprezzare, almeno un pò. Ma, ahimè, de gustibus. Non ci posso fare proprio nulla.

Per leggere tutte le opinioni dei partecipanti al gruppo di lettura potete cliccare qui.

Vi comunico che la prossima lettura del #gdli100libri è Lo straniero di Albert Camus, che avrà luogo dal  al 15 marzo.


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Casa editrice: Adelphi
Lunghezza: 395 p.  
Formato Kindle: € 4,99
Copertina Flessibile  € 9,35
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3 pensieri su “#gdli100libri ventunesimo libro: “Lolita” di Vladimir Nabokov

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