#oscar2016: “Revenant – Redivivo”

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Inizio questo post dicendovi che io amo Leonardo DiCaprio. Lo seguo da quando mio padre (poverino) accompagnò me e qualche mia amica a guardare Titanic. Da quel giorno sono entrata in fissa. Credo che il suo poster sia stato l’unico che mia madre mi abbia mai permesso di appendere alle pareti della mia camera. Negli anni l’ho seguito assiduamente, guardando tutti i suoi film (e quando dico tutti, intendo proprio tutti tutti).

Nell’edizione del 2016, Revenant ha vinto ben tre premi Oscar: Leonardo DiCaprio si è aggiudicato l’Oscar come miglior attore protagonista, Alejandro Gonzalez Inàrritu per la miglior regia e Emmanuel Lubezki per la miglior fotografia. Credo che siano tutti strameritati. Ho deciso di guardare il film con ritardo perché, viste le scene violente, avevo paura che al cinema mi sarei impressionata troppo e non avevo nessuna intenzione di spendere € 8 per poi stare tutto il tempo con le mani davanti agli occhi. E avevo ragione. Perché Revenant è tanto stupefacente quanto crudo.

E’ tratto da una storia vera, cosa che mi affascina non poco. E’ ambientato nel Nord Dakota del inizio ‘800 e racconta di Hugh Glass (interpretato dal Leonardo DiCaprio), il quale è stato assunto come guida per una battuta di caccia per la ricerca di pelli e pellicce. Con lui c’è il figlio Hawk, avuto dalla moglie, una donna Pawnee (cioè una tribù di Nativi Americani) morta anni prima durante un attacco dei soldati Americani nel villaggio in cui abitavano. Ovviamente Glass ha un rapporto profondo con il figlio, al quale è molto legato in quanto è tutto ciò che gli resta e nel corso della battuta di caccia fa di tutto per difenderlo. Quando vengono attaccati da un gruppo di indiani Arikara, del gruppo si salvano solo una decina di uomini, i quali decidono di tornare al villaggio a piedi attraversando la foresta e patendo il freddo delle montagne, anziché discendendo per il fiume, per cercare di scampare ad altri attacchi degli indiani. Durante il cammino Glass viene attaccato da un orso  grizzly e in seguito a questo episodio riporta numerose ferite, tanto che i compagni e il capitano della missione lo credono in punto di morte. La compagnia decide di separarsi, lasciando Glass con il figlio e due uomini, i quali hanno il compito di curarlo fino alla fine dei suoi giorni per poi dargli una degna sepoltura, percependo per questo una paga più alta. Fitzgeland (interpretato da Tom Hardy), uno dei due uomini, in realtà è spietato e inganna il suo compagno, uccidendo Hawk e seppellendo vivo Glass in una fossa improvvisata, per poter tornare presto al sicuro al villaggio. Glass, che ha visto uccidere il figlio, riesce a tirarsi fuori dalla fossa e a sopravvivere, spinto dal desiderio di vendetta.

Ho trovato questo film estremamente bello. Pur nella crudeltà di molte scene, ha una poesia fuori dal comune. Gli elementi che mi hanno colpita sono diversi.
Innanzitutto fondamentale è la musica, la quale è in perfetta sintonia con la natura, grande coprotagonista di questo film. Sembra assurdo, ma si percepisce il vento addosso, il profumo della neve e il freddo che entra dentro le ossa.
Straordinario è Leonardo DiCaprio, del quale lo spettatore ne percepisce la sofferenza fisica ed emotiva. Mi ha molto colpita il fatto che in molte scene Glass non parla per niente, sia per colpa del dolore fisico che per colpa della solitudine. Lo spettatore, quindi, sente solo i suoi sospiri, la sua tosse incessante (dovuta non ad una finzione, ma alla bronchite che DiCaprio ha contratto veramente girando il film in quel clima freddo) e i suoi lamenti. Pur non parlando, la sua capacità espressiva è fuori dal comune. In particolar modo mi ha colpita profondamente, fino a farmi commuovere, lo sguardo finale di Glass. Una volta avuta la sua vendetta, l’uomo si trascina sulla neve perso in una visione della moglie morta, la quale lo ha guidato fino lì. Ed è in quel momento che guarda profondamente, prima la moglie e poi lo spettatore, ed è in quello sguardo finale che risiede il motivo per cui DiCaprio ha vinto l’Oscar. In quello sguardo c’è tutto il senso di questo film. Sofferenza fisica, dolore della perdita, amore assoluto, voglia di perdersi in quella visione e arrendersi al dolore, ma anche la forza di continuare a vivere la vita. Grazie a quello sguardo lo spettatore ha ancora di più la sensazione di trovarsi lì, su quella neve, di fronte a Glass e quasi crede che porgendogli la mano, potrà in qualche modo aiutarlo a decidere di vivere. Personalmente ho trovato questa scena una delle più toccanti che io abbia mai visto. E credo anche che l’interpretazione personale che ogni spettatore attribuisce a quello sguardo, sia poi la chiave di lettura del finale di questo film.
Credo, però, che sia molto importante dire che tutti gli attori che hanno partecipato a questo film sono stati sensazionali. Estremamente bravo è anche Tom Hardy, il quale interpreta Fitzgerald. Non solo è credibile nel ruolo del cattivo di turno, ma ha recitato con una tale intensità che io onestamente gli avrei assegnato l’Oscar come miglior attore non protagonista. Se lo meritava veramente.
Infine, fondamentali sono state anche le scelte della regia. Girare un film come questo in maniera più naturale possibile, seguendo la luce del giorno e mettendo gli attori nelle stesse situazioni difficili ed estreme in cui si trovavano i personaggi del copione, credo che sia stata la ragione per cui questo film risulta così tanto veritiero. Tu spettatore hai la sensazione di essere lì, in quelle montagne e faresti di tutto per aiutare Glass. Credo che non esista sensazione più bella e coinvolgente per chi sta di fronte lo schermo.

Onestamente credo che questo film vada visto. E se siete impressionabili come me, tranquilli, ne varrà assolutamente la pena.

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2 pensieri su “#oscar2016: “Revenant – Redivivo”

  1. Francesca ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con quello che hai scritto, anche io ho dovuto coprirmi gli occhi in qualche scena ma ne è valsa la pena! È una di quelle storie che ti toccano l’anima e ti coinvolgono davvero.. e poi Leo e i suoi occhioni ne valgono sempre la pena!

    Mi piace

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