#gdli100libri ventisettesimo libro: “Diario” di Anne Frank

Spero di poterti confidare ogni cosa, come non ho mai fatto con nessuno, e spero che sarai per me un grande sostegno.

Inizia così uno di quei libri che ho sempre sottovalutato e relegato in un angolo, incapace forse, fino ad ora, di capirlo davvero. Il gruppo di lettura I 100 libri di Dorfles mi ha regalato l’occasione di dargli una seconda possibilità.

[…] verso le 3 è arrivato un poliziotto da mamma che gridava dalla porta signorina Margot Frank, allora mamma è scesa e quel poliziotto le ha dato una cartolina su cui c’era scritto che Margot Frank doveva presentarsi alle S.S.
Mamma era agitatissima ed è andata subito dal sig. Van Pels, che è venuto a casa nostra. A me hanno detto che la convocazione era per papà. Hanno chiuso la porta e nessuno poteva più entrare in casa nostra. Mamma e papà avevano già da tempo iniziato a organizzarsi, poi mamma mi ha detto che Margot non sarebbe partita e che il giorno dopo saremmo andati via tutti.

Diario di Anne Frank è una raccolta dei diari scritti da Anne Frank dal 1942 al 1944, cioè nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, durante il quale, in quanto ebrea, fu costretta a nascondersi insieme alla sua famiglia per sfuggire alla persecuzione degli ebrei. Fu pubblicato per la prima volta nel 1947 proprio grazie a Otto Frank, padre di Anna, unico sopravvissuto della famiglia dopo la scoperta del nascondiglio e la deportazione ad Auschwitz.

Le cose qui si fanno più misteriose, il sig. Kugler teme che entrino a cercare biciclette nascoste e vuole che la porta del nascondiglio venga camuffata e adesso ha sistemato tutto in modo che sembri uno scaffale per i libri, mentre in realtà è una porta, cioè lo scaffale è stato avvitato allo stipite e si può aprire come una porta, a guardarlo tuttavia (che parolona eh?) sembra che sia appeso al muro.

Per anni ho sottovalutato questo libro per colpa, credo, della mia esperienza scolastica, dove il 90% dei ragazzi italiani è “costretto” a leggerlo – o quantomeno a leggerne degli stralci. Lo trovavo noioso, inconcludente e inutile da leggere. Oggi, invece, forse a causa dell’età, ho divorato questo libro come se fosse uno dei più appassionanti che io abbia mai letto.

Mi piacerebbe poter andare in bicicletta, ballare, flirtare e chissà-che-altro; quanto vorrei essere di nuovo libera! Certe volte mi chiedo se qualcuno qui potrebbe capirmi, dimenticare la mia ingratitudine, o il fatto di essere o non essere Ebrei, e vedermi solo come una ragazzina che ha voglia di svagarsi e scatenarsi?

Diario di Anne Frank è molto più di una testimonianza sull’olocausto. In realtà è molte cose tutte insieme. E’ entrare nella testa di qualcun altro, ascoltare con le sue orecchie, vedere con i suoi occhi, sentire con il suo cuore. E’ avere la sensazione di essere lì, in quel rifugio, ad Amsterdam, insieme ad Anne per sussultare insieme a lei ad ogni rumore sospetto, inveire contro la madre, immaginare il proprio futuro di scrittrice, sospirare per il primo amore, cercare di capire tutto ciò che sta capitando intorno quando spesso è troppo grande e incomprensibile anche per gli adulti. Questo libro è il racconto di una fase della vita, quella dell’adolescenza, che funge da passaggio tra due momenti della vita, che spesso viene dimenticata troppo velocemente e nella quale è difficile immedesimarsi una volta diventati adulti. 

Chi si potrebbe mai immaginare qui dentro che nella testa di una ragazzina possano accadere tutte queste cose?

La cosa che mi ha stupida di Anne e dei suoi diari è la consapevolezza con la quale questa ragazzina racconta ciò che accade intorno a lei nonostante la sua giovinezza. E ciò che mi ha trasmesso è una forte incredulità. Perché mentre leggevo queste pagine spesso faticavo e mi stupivo a pensare che, cavolo, quelle erano parole vere, scritte da una persona veramente esistita e ora sepolta sotto terra a causa di una guerra insensata. E’ stato assurdo pensare che quello che stavo leggendo non era finzione, ma la realtà. E forse è  stata proprio quest’idea ad avermi fatto amare così tanto questo libro.

Siamo stati obbligati a ricordare che siamo nascosti, che siamo ebrei incatenati, incatenati a un luogo, privi di diritti, con mille doveri. Noi ebrei non possiamo dar retta ai nostri sentimenti, abbiamo il dovere di essere coraggiosi e forti, abbiamo il dovere di accettare tutti i disagi, senza lamentarci, abbiamo il dovere di fare ciò che è in nostro potere e aver fede in Dio.
Finirà prima o poi questa guerra tremenda, un giorno torneremo a essere uomini, e non solo ebrei!
Chi ci ha obbligato a questo? Chi ha fatto in modo che noi ebrei fossimo un’eccezione tra gli altri popoli? Chi ci ha costretti a soffrire a tal punto? E’ stato Dio a farci così, ma sarà Dio a riscattarci. Se sopporteremo tutta questa sofferenza e alla fine resteranno ancora degli ebrei, quel giorno gli ebrei da condannati che erano, diventeranno un esempio. Chissà, può darsi che un giorno la nostra fede insegnerà di nuovo il bene al mondo e a tutti i popoli, ed è per questo, solo per questo che anche noi dobbiamo soffrire. Non saremo mai semplicemente cittadini dei Paesi Bassi o inglesi o di qualsiasi altra nazionalità, noi saremo sempre anche ebrei, saremo obbligati a restare ebrei, ma vogliamo anche restarlo.
Forza! Dobbiamo essere consapevoli della nostra missione e non lamentarci, e una soluzione arriverà. Dio non ha mai lasciato a se stesso il nostro popolo; gli ebrei ci sono stati in tutte le epoche, in tutte le epoche gli ebrei hanno dovuto soffrire, ma attraverso tutte le epoche sono anche diventati forti, i deboli soccombono e i forti dureranno e non scompariranno mai.

Forse ora, a distanza di un bel po’ di tempo, capisco perché a scuola insistevano tanto per farci leggere questo libro. Capisco però anche che forse quelli dell’adolescenza non sono gli anni migliori per comprenderne l’intensità e la complessità. A tutti voi che, come me, avete sottovalutato o segretamente odiato questo libro per anni vi dico: dategli una seconda chance. Ne vale veramente la pena.

Comunicazione di servizio: il #gdli100libri è momentaneamente sospeso.


diario_7324_x1000Diario – Anne Frank

Casa editrice: Newton Compton
Lunghezza: 315 p. 
Formato Kindle: € 2,99
Copertina Flessibile: € 8,50
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