Autori Emergenti: leggerli o non leggerli?

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Questo blog ha ormai tre anni e mezzo. Ciò vuol dire che vi ho parlato di una miriade di romanzi e anche che diversi autori emergenti mi hanno contattata proponendomi di leggere il loro libro. Sono sempre stata felice di dare una mano a chi prende un sogno tra le mani e cerca di realizzarlo. Ma purtroppo nel corso del tempo mi sono trovata in situazioni ben diverse da quelle che avevo immaginato. Raramente ho trovato nel mio interlocutore un persona intelligente e umile, qualcuno con cui valesse la pena star lì a scambiami idee, che considerasse la mia opinione qualcosa di più che il prezzo da pagare per vedere poi una recensione sul mio blog. Spesso mi sono trovata di fronte ad autori che, pur avendomi proposto libri illeggibili, ricchi di errori grammaticali e privi di una vera e propria trama, credevano di essere la rivelazione della letteratura italiana del ventunesimo secolo, snobbando ciò che io avevo da dire al riguardo. Ecco perché, soprattutto ultimamente, mi sono chiesta che senso abbia impiegare il mio tempo – per me ovviamente preziosissimo – in questo genere di cose. Cosa entra nelle mie tasche? Denaro assolutamente no. Ma rimane almeno una bella esperienza o un bel confronto? La maggior parte delle volte, neanche quello. Ecco perché mi sono finalmente decisa a girare un video – che vi lascio qui sotto – in cui spiego per bene perché ho iniziato a leggere autori emergenti, cosa penso di ricavarne e come vorrei che NON FOSSE questa esperienza. Il video nasce da questo presupposto: sono stanca di essere sfruttata da chi non ha interesse nella mia opinione, pur essendo stato lui/lei a contattarmi e non io a cercarlo/la. Buona visione!

Ps: sarei molto felice di conoscere le vostre opinioni al riguardo. Secondo voi mi pongo nel modo giusto? Capite il mio discorso? Lo condividete? Sbaglio in qualcosa? Scrivetemi qui sotto o  su YouTube!

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Lo scopo del mio blog è proprio quello di dare spazio a libri (e film) che hanno avuto meno successo di quanto meritassero, quindi condivido in pieno la tua filosofia di fare pubblicità ad autori snobbati dal grande pubblico e/o dalle grandi case editrici, o comunque che non hanno ancora un grosso seguito.
    Tuttavia, pur recensendo di continuo libri sconosciuti, ho sempre evitato con la massima cura di avere a che fare con i loro autori. Questo perché ho lavorato in una casa editrice, e quindi so bene quanto siano tendenzialmente egocentrici gli scrittori: come hai scritto tu, anche i più incapaci sono convinti di avere le mani d’oro, e quindi credono che la loro opera non debba subire né correzioni da parte chi lavora nella casa editrice né critiche da parte di chiunque.
    Di conseguenza, se mi fossi trovato nella tua situazione (uno scrittore che mi chiede di recensire il suo libro) io avrei rifiutato cortesemente, poi eventualmente se mi avesse incuriosito gli avrei dato un’occhiata senza informare l’autore, e soltanto se mi fosse piaciuto gli avrei alla fine dedicato un post.
    Ti capisco benissimo quando parli del lavoro e del tempo immani che ci sono dietro alla creazione di un articolo. E’ difficilissimo scriverne uno che attiri l’attenzione del lettore (e che la mantenga, cosa ancora più difficile), trovare una foto adatta e che colpisca lo sguardo, inventarsi un titolo anch’esso calzante e accattivante… insomma, sono tante le piccole e grandi cose a cui devi badare per creare un bel post, e ognuna di esse richiede tempo e impegno.
    Riguardo al fatto che non sei un critico letterario, a mio giudizio questo ha scarsissima importanza: come dicevi nel video, la capacità di saper giudicare tecnicamente un libro viene soprattutto dall’esperienza, e l’esperienza la può accumulare anche chi non è un critico di professione. Anzi, ti dirò che io mi fido più del giudizio dei lettori e dei bloggers rispetto a quello dei critici: spesso infatti questi ultimi sono influenzati da fattori che con la qualità del libro non hanno niente a che fare. E non alludo soltanto alla classica mazzetta, ma anche al fatto che tendono a badare più all’aspetto tecnico che a quello emotivo, oppure che tendono ad avere gli occhi a cuoricino per i libri contorti e intellettualoidi. Lo stesso vale per i critici cinematografici, ma questo è un blog soprattutto letterario (anche se ogni tanto qualche recensione di film ci scappa: bella quella di The Hateful Eight), e quindi evito di andare fuori tema. 🙂

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    1. Chiara Nicolazzo ha detto:

      Grazie mille per il mio supporto! Temevo di dire cose che non sarebbero state capite e/o condivise invece sto trovando molti di voi che la pensano come me! Io sono molto onesta, sincera e rispettosa e semplicemente dagli altri mi aspetto la stessa cosa. Tutto qui!

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      1. wwayne ha detto:

        Grazie a te per la risposta, e a presto! 🙂

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