Sul perché dovreste leggere Isabel Allende

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La prima volta che presi tra le mani un libro di Isabel Allende avevo quattordici anni. Era l’estate del 2003, mia madre stava per dare alla luce la mia seconda sorella e io lavoravo in un piccolo negozio di prodotti tipici in ceramica e pietra leccese che si trovava nel centro storico di Otranto. La mia professoressa di Lettere del Liceo – colpevole della mia passione per la letteratura e per i libri – ci diede, come compito per le vacanze estive, quello di leggere almeno tre libri, meglio ancora se classici. Io, abbastanza diligente, lessi Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Il terzo libro arrivò da solo. Ero in una piccola libreria di Otranto, che oggi non esiste più. Mentre giravo tra gli scaffali alla ricerca di qualcosa che mi attirasse, mi capitò tra le mani Il mio paese inventato di Isabel Allende. Rimasi colpita dalla copertina del libro. C’era una Isabel giovane, appoggiata ad una staccionata di legno. Tra le mani stringeva un borsa scura. E quel titolo poi. L’idea che nascondeva. Il racconto che preannunciava. Me ne innamorai all’istante e me lo portai via prima che qualcun’altro lo adocchiasse. Da quel giorno è iniziata la mia ammirazione per questa donna e negli anni ho continuato a leggere i suoi libri e a scoprirla, senza mai rimanerne delusa.

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Questo blog ha ormai tre anni di vita ed è da tutto questo tempo che vi racconto di quanto io ami la Allende. Mi pare, quindi, che sia arrivato il momento di spiegarvi perché, secondo me, dovreste scoprire quest’autrice. Ci ho pensato a lungo e sono giunta alla conclusione che non vorrei annoiarvi con mille parole, ma vorrei semplicemente convincervi a guardare questa autrice e i suoi romanzi nel modo in cui li vedo – e li sento – io. Quindi, arrivando al nocciolo della questione: Chiara, perché adori così tanto questa autrice? Tralasciando il discorso dell’affinità a pelle con queste storie, che è alla base ma non può essere spiegata – e che non vorrei ridicolizzare nel tentativo di farlo – , ecco i motivi per cui adoro Isabel Allende.

#1. La Allende è una cantastorie. Credo abbia una capacità di raccontare che è innata. Ed è un talento che le ha cambiato la vita, salvandola da un destino che molto probabilmente non l’aveva mai convinta e da un futuro che non la entusiasmava. E’ diventata scrittrice quando ormai era una donna adulta, ma tutto è accaduto in maniera così naturale, esattamente come naturale è il suo modo di narrare. Ogni parola di ogni sua storia sembra venir fuori in maniera perfetta, regalando al lettore la cosa più bella: l’illusione di essere di fronte a qualcuno che narra una storia solo per te. I suoi romanzi non sembrano mai artificiosi o costruiti. Sembrano, al contrario, veri e reali. Leggere i suoi romanzi è per me un po’ come essere seduta con mia nonna di fronte al fuoco, in novembre, mentre lei mi racconta di quando era bambina, della guerra e dei miliardi di parenti che non ho mai conosciuto. Non metterei mai in dubbio i racconti di mia nonna, le cicatrici che porta sulla pelle, così come non esiterei un attimo a credere che uno chiunque dei personaggi della Allende sia realmente esistito, pur con tutte le sue stramberie.

#2. Tutti i personaggi femminili dei suoi romanzi, spesso protagoniste, sono donne forti e indipendenti, donne che lottano per un amore, per la giustizia, per la verità, per la patria. Spesso faccio fatica a guardare questi personaggi separandoli del tutto dalla Allende, la quale ha vissuto la sua vita proprio in questo modo. E più passa il tempo e più mi convinco che forse tutti questi personaggi altro non sono che sue proiezioni, parti di lei che non hanno mai visto la luce, perché malgrado tutto il nostro destino è uno solo e la nostra vita è unica. Ma se così non fosse? Se avessimo la possibilità di vivere altre vite? Ecco, quelle della Allende sarebbero state le vite delle sue protagoniste: Clara, Eliza, Aurora, Eva Luna, Inès, Maya, Irene, Alma, Zaritè. Tutte queste donne sono lei e tutte queste donne, seppur estremamente diverse tra di loro, hanno dei tratti comuni che le rendono figlie della stessa penna. Isabel Allende crede nelle donne, nei loro poteri, nella loro forza, nella loro capacità di rialzarsi.

#3. La Allende ha un legame forte con la propria terra e questo elemento è presente in tutti i suoi romanzi. Tutte le sue storie sono ambientate in Cile, sua terra natia, o negli Stati Uniti, terra che l’ha accolta ormai adulta e che le ha regalato una seconda occasione di essere felice. Ed è proprio in questo suo legame con il Cile che io mi ritrovo molto, perché conoscere pregi e soprattutto i difetti della propria terra non vuol dire amarla di meno. Anzi forse vuol dire amarla di più. Nello stesso modo in cui si ama il proprio uomo, odiando i suoi difetti, i quali tuttavia lo rendono la tua persona. Isabel Allende mi ha fatto conoscere una parte del mondo che altrimenti non avrei mai conosciuto e che oggi mi attira molto. Il Cile è una terra ricca di tradizioni, ricca di misteri, ricca di storia. E tutto ciò è presente nei suoi romanzi. Dal colpo di stato di Pinochet alla dittatura, dalla piaga della schiavitù alla guerra del Pacifico, la Allende ci racconta un paese che occupa la fine del mondo e che spesso viene dimenticato. Un paese dal quale lei è stata costretta a scappare ma al quale è legata tramite un cordone ombelicale che probabilmente non si spezzerà mai. Allo stesso modo ci racconta gli Stati Uniti, attraverso la “febbre dell’oro” e la fondazione di San Francisco, il sud del Paese e i campi di “concentramento” in cui gli Americani rinchiusero i Giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Un Paese in continua evoluzione e ricco di contaminazioni che provengono da tutto il mondo. Un Paese in cui puoi essere chi vuoi essere regalandoti sempre nuove opportunità.

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#4. Un altro elemento che mi incuriosisce sempre molto è la capacità della Allende di definire tutti i suoi personaggi in modo preciso e dettagliato. Tutti i personaggi, anche i meno importanti, hanno una loro identità e non è raro ritrovarli più avanti, in altri libri, magari anche in altre vesti. La sensazione che provo in questi casi è che precedentemente questi personaggi non hanno avuto il giusto tempo e il giusto spazio per raccontarsi. Questa sua caratteristica mi da l’opportunità di immaginare infinite storie possibili a partire proprio dai personaggi secondari. Che poi questa cosa dell’immaginare al di là delle parole scritte, credo sia una la parte più bella.

#5. Ma ciò che rende  veramente uniche le storie della Allende è il legame, o forse dovrei dire la convivenza, tra realtà e magia. Le tradizioni, le leggende, il soprannaturale: questi sono tutti elementi che regalano un tocco di unicità a suoi romanzi. So che qualcuno tende a credere che, a causa di questi elementi, i suoi romanzi non siano in qualche modo credibili, ma io non lo penso affatto. Non avete, voi, delle credenze popolari? O di quelle tradizioni di paese che condizionano la vita della comunità? Ecco, è di questo che si tratta, io credo. E per quanto riguarda l’elemento “magico”, beh la Allende ha tutta una sua teoria al riguardo. Per lei ciò che noi chiamiamo con questo termine, altro non corrisponde se non a tutti i misteri della vita, tutti quegli eventi inspiegabili, tutte quelle domande a cui – ad oggi – non abbiamo trovato alcuna risposta. Mettendo la questione in questo modo, come possiamo darle torto? Ecco perché, dunque, la Allende oggi viene considerata uno degli esponenti di un movimento letterario – ma non solo – chiamato il realismo magico. Specifico che vi do questa informazione, ma ho i miei dubbi sul fatto che lei la condivida.

Potrei stare qui ancora a scrivere e a scrivere, ma credo che un certo tipo di sentire non può essere spiegato con le parole. Ci si può avvicinare, talmente tanto da sfiorarlo, ma non riuscirei mai a farvi mettere nei miei panni – e nel mio cuore – quando leggo i romanzi di Isabel Allende. Romanzi che ormai sono pezzi di vita. Romanzi che mi hanno regalato l’opportunità di vivere mille vite, tutte diverse, e di scoprire posti che i miei occhi probabilmente non vedranno mai. Romanzi che mi hanno insegnato a volermi bene, a non arrendermi, a godere di questa vita, a vivere anche le mie paure. Ecco cos’è per me la Allende. Una straordinaria scrittrice. E un porto sicuro in cui rifugiarmi quando fuori tutto va a rotoli.


Se questa autrice vi interessa, qui trovate tutte le mie recensioni dei romanzi di Isabel Allende. Io ovviamente ho già letto tutti i suoi libri (quando dico tutti, intendo proprio tutti), ma ultimamente li sto rileggendo in modo da recensirli qui sul blog e condividerli con voi.

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19 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elisa ha detto:

    Condivido ogni tua parola! I libri di Isabel sono magici, ti portano in posti meravigliosi.

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  2. versusverso ha detto:

    Ora ti mando le recensioni dell’intera trilogia. Tieni conto che sul giornale non posso superare le 3000/3500 battute. Ciao

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      1. versusverso ha detto:

        Mandata. Sbaglio o il film “La casa degli spiriti” sostituisce Blanca ad Alba? Che ne pensi… A me sembra una semplificazione poco peregrina… per non dire altro…

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      2. Chiara Nicolazzo ha detto:

        Hai ragione! Diciamo che l’hanno “accorciato”. Infatti a me non fa impazzire. Comunque non mi è arrivata nessuna mail!

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      3. versusverso ha detto:

        Allora te le rimanderò…

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  3. versusverso ha detto:

    Ti ho trovato nel corso della mia recensione (per un quindicinale) di “Ritratto in seppia”. Commento per condividere la stessa emozione. Penso che nessun romanzo prescinda dalla realtà e Isabel spesso ci fa viaggiare nella storia vera… insieme a personaggi reali; ci fa sapere cose che i libri di storia, quelli che finiscono nei i banchi di scuola, non scriveranno mai.

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    1. Chiara Nicolazzo ha detto:

      Hai proprio ragione! Mi farebbe molto piacere leggere anche la tua recensione, dove la potrò trovare?

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      1. versusverso ha detto:

        La recensione sarà pubblicata nella rubrica di “Nuovo cammino” – pagina cultura -http://www.diocesialesterralba.va.it/sites/default/files/n.12-2016.pdf . Tuttavia on line esce con molto ritardo. Lasciami una e.mail e te la mando io…

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  4. thedarkantigone ha detto:

    Sono d’accordo con te! Anch’io ho scoperto la Allende in epoca di liceo, l’ho portata anche agli esami di maturità! Paula è un libro che mi ha cambiato la vita, ormai ho letto quasi tutto, ma ogni volta ci ritrovo delle sensazioni ed emozioni positive che mi fanno stare bene col mondo!

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    1. Chiara Nicolazzo ha detto:

      Grazie del tuo commento (e scusa per il ritardo vergognoso)!
      Condivido in pieno la tua opinione e ogni volta che riesco a convincere qualcuno a scoprirla, mi sento soddisfatta!

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