La parola chiave del cambio di stagione è lentezza.

E’ un mercoledì mattina qualunque. Il letto è ancora da rifare, la lavatrice va e le tazze della colazione giacciono ancora nel lavello. Ho legato i capelli col primo fermaglio che mi è capitato tra le mani, ho indossato la tuta con l’intenzione di allenarmi un pò – chissà, magari questo è il giorno giusto – e ho bevuto il mio thè verde bollente, perché pare che per un pò dovrò fare a meno del latte e dei suoi derivati – proprio io che al mattino adoro svegliarmi con un caffellatte bollente. Il cielo, fuori, è pallido e io cerco di non mettere troppo il naso in giardino – perché è pieno di foglie colorate che l’hanno ricoperto a causa di un temporale che pare sia venuto giù mentre noi eravamo in Calabria, a combattere con il caldo e strizzati in abiti elegante nei quali, dopo un pò, ti senti inevitabilmente stretto. Il fatto è che, come mi sta succedendo ultimamente durante i cambi di stagione, sono in quel limbo in cui non mi sento io. Ho sempre troppo sonno (anche se mi sveglio sempre tardi per i miei standard e dormo bene), ho sempre troppe cose da fare (anche se poi alla fine riesco a farle tutte), ho sempre la sensazione che il tempo mi scivoli via più velocemente del normale (anche se poi ogni momento si imprime per bene nella mente). Capita anche a voi? E’ strana questa cosa, questo vedere cambiare la propria pelle un pò come si vedono cambiare le foglie sugli alberi. E la cosa ancora più strana è che gli altri, forse, questo cambiamento non lo percepiscono. E tu intanto annaspi nei giorni, portando sulle spalle il peso dell’idea di non star concludendo un bel niente, di dover prendere decisioni importanti, di dover essere grande anche se a volte avresti solo voglia di lasciare fare agli altri. Questa stagione, per me dimenticata per anni – perché, diciamoci la verità, al Sud l’autunno non esiste più – ogni anno mi destabilizza. Mi fa diventare lenta, mi fa diventare svogliata, mi fa diventare pigra. E io cerco di combatterla ma, almeno per il momento, sta vincendo lei. L’unica cosa da fare, forse, è assecondarla, così come si assecondano le nostre idee, la nostra indole, il nostro cuore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...