Autori Emergenti: gli ultimi libri che ho letto – pt.2

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Dopo l’ultimo post – in cui vi anticipavo una scelta  di cui vi parlerò meglio più avanti e magari anche con un video – oggi è arrivato il turno di parlarvi degli ultimi tre libri di autori emergenti che ho letto di recente.

#1. Il crepuscolo di Marco Marchi
Questo è uno dei libri che meno mi ha convinta. Il protagonista è Luigi Salvati e la sua storia ci viene raccontata partendo dagli anni dell’università arrivando fino alla vecchiaia: da giovane studente ricco di speranze, si ritrova scrittore incompreso e fondatore di un’associazione culturale il cui obiettivo è quello di promuovere eventi culturali nella sua città, fino a ritrovarsi vecchio e solo, scoprendosi ancora in attesa che i suoi sogni si realizzino. Bene. Qual’è la mia opinione in proposito? Mi spiace dirlo, ma negativa. Ho letto un libro ricco di scelte stilistiche sbagliate – come l’andare accapo ad ogni frase, spezzando inutilmente il ritmo narrativo -, salti temporali non specificati – di modo che tu leggi ma non hai idea di dove sei e di quanto tempo sia passato rispetto al capitolo precedente – e addirittura ho trovato stralci di libri di testo di chimica/fisica o stralci di lezione di filosofia, che nulla aggiungono alla storia, se non un senso di pesantezza che poteva essere evitato. Quella che, dunque, poteva essere una bella storia incentrata su un tema in realtà molto trattato, ossia il fatto di sprecare tempo in attesa di qualcosa che non arriverà mai senza vivere per davvero la vita, secondo me è stata scritta male.

Così Luigi Salvati scrisse perché pensò a quanti crepuscoli aveva visto nella sua vita, suoi e degli altri, crepuscoli reali e crepuscoli immaginari, positivi o negativi, soprattutto crepuscoli dell’esistenza e di sogni giovanili, ognuno con una luce diversa e forse pure con una differente durata. Alcuni erano durati anni, mentre altri si erano dileguati in una manciata di secondi.

#2. L’abbraccio perfetto di Kempes Astolfi
Il secondo libro di cui vi parlo è quello che, tra tutti, anche se non mi ha particolarmente convinta, gli darei comunque una chance. Perché? Perché la storia che Kempes ci racconta è una storia che acchiappa fin dall’inizio e questo credo sia il suo punto di forza. Nel libro si racconta di Amanda, un’aspirante giornalista che conduce delle “indagini” per scoprire l’identità di un uomo che ha spezzato il cuore a tantissime donne in giro per il mondo. E’ stata, questa, una delle poche volte in cui un libro di un autore emergente mi ha coinvolta, perché volevo scoprire il mistero che si nascondeva dietro a questo personaggio misterioso. E l’autore è stato molto bravo nel costruire questa suspence e nel tenere alta la curiosità del lettore. Ho percepito, quindi, il grande lavoro che c’è dietro alla costruzione di questa storia. Peccato però che il tutto si concluda in un mistero veramente poco credibile e che, quindi, non ho capito. Per quanto mi riguarda, quindi, qui c’è un problema di trama – almeno secondo il mio parere. Ad ogni modo, ho molto apprezzato il fatto che questo romanzo mi abbia tenuta incollata alle sue pagine. Non è da tutti.

“Ripristino la fiducia, la voglia di credere in qualcosa di grande. Riparo la poesia che la gente dimentica di avere nel cuore. Aggiusto sentimenti come la vergogna, l’odio, lo stupore, l’orgoglio. Io fisso nella mente emozioni indelebili. Rimedio a confusione, crisi. Prima di tutto questo e poi regalo qualcosa che, chi mi incontra, non potrà dimenticare mai. In sostanza, regalo Speranza.”
“E’ quesa la tua idea?”
“Certo. Le idee salveranno il mondo. Sempre” sentenziò con una sicurezza invidiabile.

#3. La guerra dimenticata di Giuseppe Russo
Vi avevo già parlato di questo autore quando ho recensito il suo primo libro, che in realtà è il primo capitolo di quella che sarà una trilogia. Oggi vi racconto del secondo libro, in cui l’autore ci racconta dei danni subiti dal nostro patrimonio culturale durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolar modo in questo capitolo si parla della Campania, non solo in quanto terra di origine di Russo, ma anche perché fu proprio questa regione a subire i maggiori danni, a causa della sua importanza strategica durante la guerra. Ovviamente questo non è un romanzo, ma un libro  in cui ci vengono raccontati i motivi che portarono allo scoppio della guerra e alla distruzione di chiese, palazzi e monumenti che facevano parte della storia del nostro paese e della nostra cultura. Va da sé, quindi, che questo non è un libro per tutti, ma di certo è per chi, come me, è sempre curioso e vuole scoprire cose nuove. Perché quello che troverete in questo libro è ben lontano da quello che ci viene insegnato a scuola.

Per questo motivo mi è sembrato particolarmente indicato coniare l’improprio termine di “caduti di pietra”, un’espressione usata per evidenziare la perdita di “vite differenti e molto più longeve di quelle umane”, esistenze fatte di pietre, colori, ferro, tele, marmi, ovvero di quell’insieme culturale che si può considerare uno dei pilastri dell’Umanità, un bene da tutelare e tramandare ai posteri per non cancellare ciò che ci rende realmente esseri umani: la nostra storia.

Come vi dicevo, questo è l’ultimo post in cui parlo di libri di autori emergenti. Mi dispiace molto essere stata costretta a prendere questa decisione, ma ve ne parlerò più approfonditamente nel prossimo post.

In collaborazione con Prospettiva Editrice, Kempes Astolfi e Giuseppe Russo

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. I libri recensiti in questo post mi sono stati inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


41t21igmrtlIl crepuscolo – Marco Marchi
Prospettiva Editrice, 190 p.
Formato Kindle € 0,00

 

 


41ke4fp0c2l-_sx355_bo1204203200_L’abbraccio perfetto – Kempes Astolfi
Prospettiva Editrice, 227 p.
Formato Kindle € 0,00
Copertina Flessibile € 11,90

 

 


51mfrrisdxl-_sx355_bo1204203200_La guerra dimenticata – Giuseppe Russo
Photocity.it, 398 p.
Copertina Flessibile € 18,00

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