“The Crown”: perché ho amato questa serie tv

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Ho scoperto la serie tv The Crown grazie a questo post di Chiara di MaCheDavvero ed è da quel preciso istante – oltre che per il discorso del ritorno di Una Mamma Per Amica – che ho iniziato a maturare l’idea di abbonarmi a Netflix (come vi ho già raccontato ho poi ceduto alla tentazione e devo dire che per ora non me ne sono pentita). Fatto sta che ho iniziato a guardare The Crown piena di aspettative e posso dire che, per una delle poche volte, non ne è stata delusa neanche una. Perché? Ora cerco di spiagarvelo.

1. L’idea di una serie tv che racconta la storia della Regina Elisabetta mi ha subito affascinata. Sarà perché da sempre subisco il fascino della monarchia – onestamente non saprei spiegare il perché. Al tempo stesso ero però spaventata di trovarmi di fronte ad un prodotto scadente come William & Kate – Una favola moderna, lo ricordate? Diciamo che non è esattamente uno dei migliori film che abbia visto in vita mia. In realtà ho, invece, trovato una serie tv molto credibile. E intendo sia da un punto di vista storico – dato che non si tratta di finzione ma di storia, di fatti realmente accaduti a persone vere e che, quindi, devono essere raccontate anche con un certo “tatto” -, che per quanto riguarda il ritmo narrativo. La cosa che mi ha colpita è, infatti, il ritmo narrativo incalzante al punto giusto: non è troppo veloce e quindi non rischia di perdere lo spettatore per strada, ma neanche troppo lento, correndo invece il rischio di annoiarlo.

2. L’aspetto positivo di guardare una serie tv del genere è di scoprire eventi storici che non conoscevo molto bene. Eventi storici anche recenti, direi. La serie inizia con il matrimonio di Elisabetta II e Filippo di Edimburgo nel 1947 e finisce con la crisi di Suez del 1955. Siamo negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, Churchill viene confermato nella sua carica di Primo Ministro ed Elisabetta II diventa Regina soli 25 anni a causa della morte prematura del padre, Re Giorgio VI. Guardare questa serie è stato per me come leggere una versione mooolto migliorata e sicuramente più efficace di un libro di storia.

3. La sensazione che ho avuto guardando la serie tv è stata quella di avere di fronte dei personaggi storici a cui è stato donato uno spessore umano reale. E’ stato bello entrare nella “intimità” di Buckingham Palace e scoprire che anche i reali hanno i nostri problemi. In particolar modo, il personaggio che più mi ha colpita è stato, ovviamente, quello della Regina Elisabetta, la quale viene descritta a trecentosessanta gradi: come una donna forte e indipendente ma al tempo stesso ricca di fragilità e di insicurezze, come una donna che si dibatte alla ricerca di un equilibrio tra vita privata e vita pubblica, tra intimità e lavoro, tra il ruolo di moglie e di madre e quello di Regina. Nonostante le palesi difficoltà che vengono raccontare nella serie, ho trovato tutto questo molto affascinante.

Inutile dire che vi consiglio vivamente questa serie. L’ho trovata diversa, sincera e rivelatrice. Ho letto qualcosa riguardo ad una possibile seconda serie e onestamente non vedo l’ora!

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