#citazioni – da “Ross Poldark” di Winston Graham


In collaborazione con Sonzogno Editore.

Ross e Demenza si sposarono il ventiquattro giugno del 1787. Le nozze vennero celebrate dal signor reverendo Hodgers in presenza dei soli testimoni necessari. Secondo il registro la sposa aveva diciotto anni, anche se li avrebbe compiuti nove mesi più tardi. Ross aveva ventisette anni.
Aveva deciso di sposarla nei due giorni che erano seguiti alla loro prima notte insieme. Non che l’amasse, ma il matrimonio era la conseguenza più ovvia. Sorvolando sulle sue origini, Demelza non era inadatta a un gentiluomo impoverito come lui. Si era già dimostrata più che capace nella gestione della casa e della tenuta, ed era diventata parte della sua vita senza che Ross quasi se ne rendesse conto.
Naturalmente, in virtù del suo antico nome, avrebbe potuto frequentare l’alta società, mettersi a fare una corte spietata alla figlia di qualche arricchito e sistemarsi, vivendo una comoda e noiosa esistenza grazie alla dote. Ma non sarebbe mai riuscito a prendere davvero in considerazione un’avventura come quella. Si era reso conto con una punta di amaro divertimento che con quel matrimonio si sarebbe giocato definitivamente la considerazione dei suoi pari. Perché se l’uomo che andava a letto con la sua sguattera si limitava a suscitare pettegolezzi, quello che la sposava si rendeva inaccettabile per loro.
[…]
Demelza era ormai parte della sua vita. Era questo che Ross pensava. Faceva parte della vita della casa, provvedeva ai suoi bisogni con entusiasmo ma senza essere invadente, era una buona domestica e una compagnia piacevole.
Dopo il matrimonio tutto questo non cambiò molto. Legalmente sua pari, lei rimaneva di fatto inferiore a lui. Faceva ciò che lui le diceva con l’entusiasmo di sempre, senza porre domande e con una radiosa buona volontà che splendeva su tutto. Se Ross non avesse voluto sposarla, lei non si sarebbe torturata piagnucolando per ottenere qualcosa di più. Ma la sua decisione di rendere legale e permanente la loro unione e di onorarla con il suo nome era come una corona d’oro posta sulla sua felicità. […]
E adesso lei era parte della sua vita in un modo diverso. Ross non sarebbe potuto tornare indietro nemmeno se l’avesse voluto, ma scopri di non volerlo affatto. Era indubbio che la trovasse desiderabile: gli eventi avevano dimostrato che non si era trattato dell’illusione di un’unica notte d’estate. Tuttavia non sapeva ancora fino a che punto fosse effettivamente lei a essere desiderabile e fino a che punto si trattasse del bisogno di un uomo che lei come donna poteva desiderare.
Demelza invece non sembrava turbata da alcun dubbio. Se prima era cresciuta e maturata in fretta, adesso la sua personalità sbocciò nel giro di una notte.
Quando una persona è felice come lo fu lei quell’estate, è difficile che gli altri rimangano indifferenti, e ben presto l’atmosfera che Demelza creava cominciò ad avere effetti su tutti gli abitanti della casa.
[…]
… Ormai era parte della sua vita, pensò Ross.
Spesso desiderava di poter separare le due Demelza che erano diventate parte di lui. C’era la Demenza pragmatica con cui passava le giornate lavorando e che da più di un anno gli offriva il costante piacere della sua compagnia. Aveva imparato ad apprezzare e a fidarsi di lei – come lei lo apprezzava e si fidava di lui. In parte serva, in parte sorella, complice e obbediente, la diretta e prevedibile discendente di ciò che era stata l’anno prima e l’anno prima ancora. Demelza che imparava a leggere, Demelza che prendeva la legna per il fuoco, Demelza che faceva compere per lui, curava il giardino e sembrava instancabile.
L’altra Demenza invece era ancora una sconosciuta. Benché fosse marito e signore di entrambe, la seconda Demenza era per lui indecifrabile, un enigma dal viso grazioso e dal corpo giovane e fresco illuminato dal chiarore delle candele – sempre pronta a soddisfare i suoi bisogni carnali e i suoi appetiti crescenti. Durante i primi giorni aveva provato un certo disprezzo per lei, eppure gli eventi erano andati oltre. Il disprezzo era scomparso, ma la sconosciuta era rimasta.
Due persone diverse ma non del tutto, la sconosciuta e l’amica. Era strano – durante il giorno, in momenti di routine durante i quali si incontravano per caso – trovare all’improvviso la giovane donna in cui Demelza riusciva a trasformarsi a suo piacimento, e che Ross poteva prendere e avere ma mai possedere veramente. Ancora più strano era, durante la notte, veder emergere dagli scuri occhi inebriati della sconosciuta l’amica scarmigliata e amabile che lo aiutava con i cavallo e gli preparava la cena. In quei momenti, Ross era turbato e non proprio felice, come se si ritrovasse a calpestare qualcosa di bello.
Avrebbe voluto poter separare le due Demelza. Aveva la sensazione che sarebbe stato più felice se fosse riuscito a dividerle nettamente. Tuttavia con il passare delle settimane, sembrava che stesse accadendo l’estatto contrario. Le due entità stavano diventando sempre meno distinte.
Ma la completa fusione avvenne solo la prima settimana d’agosto.

tratto da Ross Poldark di Winston Graham


Ross Poldark – Winston Graham
Sonzogno, 396 p.
Formato Kindle € 9,99
Copertina Flessibile € 15,73

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