Le cuddhure: il dolce pasquale tipico del Salento

Quando ero bambina aspettavo con ansia la Pasqua per ricevere la cuddhura che mia nonna paterna aveva fatto per me. Ogni anno lei impastava diversi chili di farina e ne realizzava per tutti: nipoti e figli – e credetemi se vi dico che era un lavoraccio, considerando che la mia famiglia paterna conta, di base, una ventina di persone (oggi tra mariti e fidanzati e pronipoti ho perso il conto). Quando la ricevevo, la custodivo gelosa perché la tradizione voleva che la mattina di Pasqua andasse sempre allo stesso modo: colazione con cuddhura inzuppata nel latte e apertura delle uova di cioccolato. “Ma cos’è questa cuddhura?” vi starete chiedendo, voi che non avete le mie stesse origini. Ora ve lo spiego. Si tratta di un dolce pasquale tipico del Salento e del Sud Italia in generale. Veniva definito il dolce dei poveri e proprio per questo è realizzato con ingredienti semplici (c’è pochissimo zucchero e burro) e veniva condito in vari modi. Ne esistono, infatti, diverse varianti e quest’anno, dovendo trascorrere l’ennesima Pasqua lontana da casa, ho deciso di replicare quelle che realizzava mia nonna: la bambolina, che vedete sotto, e lu panarieddhru cu l’ovu (il cestino con l’uovo), che vedete sopra.

Nel video che segue vi mostro e vi spiego il procedimento.
Inutile dire che la parte più divertente  – che, però, ruba anche un sacco di tempo, lo ammetto – è quella finale, cioè quella del decorare le cuddhure. Per anni, aiutando mia madre nella preparazione, mi sono sbizzarrita nel renderle più simili possibili alle persone a cui dovevo regalarle, ma questa volta le ho realizzate molto semplici e basilari. Devo dire che sono ottime.
Vi lascio al video! Buona visione!

- INGRIEDENTI -
500 gr di farina
150 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova per l'impasto
eventuali uova extra per le decorazioni
latte qb
1 bustina di lievito per dolci
decorazioni varie

- COTTURA -
20 minuti a 180° circa

- CONSIGLI - 
Prima di prendere le cuddhure dalla teglia, aspettate che 
siano ben raffreddate, altrimenti correte il rischio che si 
spezzino.
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