La saga “Poldark” – #2 “Demelza” di Winston Graham (1946)


In collaborazione con Sonzogno Editore.

C’era qualcosa di profetico nella tempesta che si scatenò la notte in cui nacque Julia.
Maggio non era un periodo di violente bufere, ma il clima della Cornovaglia era capriccioso come un bambino. La primavera era stata piuttosto mite, come l’estate e l’inverno che l’avevano proceduta; il tempo era buono e piacevole, e la terra già carica di verde. E poi maggio all’improvviso si era riempito di vento e piogge che avevano ferito la vegetazione appena sbocciata, e il fieno si piegava come in cerco di sostegno.

Demelza di Winston Graham, pubblicato per la prima volta nel 1946, è il secondo capitolo della saga “Poldark”, proposto per la prima volta in forma integrale in Italia dalla casa editrice Sonzogno. Dopo aver letto Ross Poldark – il primo capitolo della saga di cui vi ho parlato qui – non ho resistito e mi sono subito lanciata nella lettura del secondo capitolo. Non perché il libro mi avesse particolarmente presa, ma la verità è che avevo un paio di domande che mi assillavano la testa. La principale era: Ross e Demelza vivranno per davvero felici e contenti?

Non sapeva se quella che stava affrontando ora fosse o meno una grande crisi. Forse un giorno, guardandosi indietro, non le sarebbe sembrata così importane. La Grambler avrebbe chiuso, quello sì che sarebbe stato un cambiamento epocale per la vita dell’intero distretto.
Ma perché non poteva essere onesta con se stessa? Quella non era la sua crisi. Avrebbe toccato il suo patrimonio, certo, ma col genere di vita che conduceva, il denaro era sempre stato un pensiero molto lontano. Avrebbe invece colpito duramente le persone che conosceva e a cui voleva bene, non solo in quella casa. Avrebbe avuto ripercussioni sul coro che dirigeva e reso dieci volte più difficile aiutare i poveri. Fino a qualche ora prima, quella era stata la sua gente. Poi qualcosa era cambiato, ma cosa?
Perché non era più di tanto turbata per loro? Perché non era disperata quanto avrebbe dovuto essere? Perché? Perché?
La risposta era semplice, doveva solo avere il coraggio di accettarla.
Premette la fronte contro il vetro e rimase ad ascoltare i battiti del suo cuore.

La riposta è semplice: sì, i due restano insieme pur non vivendo felici e contenti, ma d’altronde non siamo mica di fronte ad una fiaba. Al contrario, in Demelza la loro relazione è messa a dura prova da diversi ostacoli, incomprensioni, dolori primordiali, un pò come accade nelle vita vera. E forse è proprio questo uno dei motivi per cui questo libro mi è piaciuto più del precedente: l’ho trovato più vero, anche se a tratti crudele.

Ross rimase accanto a lei tuta la notte. Non dormì molto, si appisolò soltanto di quando in quando, mentre fuori il vento urlava e infuriava. Che fosse sveglio o addormentato, i pensieri che popolavano la sua mente erano sempre gli stessi. Frustrazione e lutto. Jim Carter, i Warleggan e Julia. Fallimento e perdita. Suo padre che moriva da solo, proprio in quella stanza. Il suo ritorno dall’America, la delusione per Elizabeth e la felicità con Demelza. Anche gli ultimi sprazzi di gioia ormai si erano consumati? Forse no, ma tutto avrebbe cambiato tono e sarebbe stato sempre accerchiato dai ricordi. E la sua vita: a cosa si era ridotta? A una frenetica e futile lotta che sarebbe finita con la sconfitta e la bancarotta. Una parte della sua esistenza si era conclusa, una fase, un’epoca, e non riusciva a immaginarsi andare avanti lungo quella strada. E con quella fase che cosa era finito? La sua gioventù, forse?

Come accennavo a proposito di Ross Poldark, credo proprio che leggere questo libro abbia senso solo se in relazione all’intera saga. Di fronte al primo capitolo ero rimasta un pò perplessa: non mi aveva presa tanto, ma l’avevo letto con interesse, pur pensando che al romanzo mancasse qualcosa. Avevo ragione a dire che quel qualcosa che manca è strettamente collegato con il fatto di essere di fronte ad una saga, in cui ogni libro acquisisce significato – almeno per me – solo in relazione con gli altri.

“Ross, vorrei che prima o poi facessi pace con Francis. Sarebbe meglio per tutti.”
“Un giorno o l’altro.”
“Un giorno o l’altro presto.”
“Un giorno o l’altro presto.” Adesso non aveva il cuore di mettersi a discutere con lei.
Il sole le illuminava il viso mettendo in risalto le guance scavate e pallide.
“Quando accade qualcosa come quello che è accaduto a noi” disse Demelza, “tutti i litigi, tutti i contrasti sembrano piccoli, inutili e meschini. Non dovremmo impegnarci in ogni modo per tenerci cari gli amici?”
“Sempre che ce ne siano!”
“E’ vero. Ma non pensi che sarebbe la cosa giusta da fare? Non pensi che potremmo lasciarci alle spalle ogni dissapore? Così Verity potrebbe venire a trovarci e noi potremmo andare a Trenwith e vivere nell’amicizia e non nell’odio, finchè siamo ancora in tempo.”
Ross rimase in silenzio per un attimo. “Credo che tu abbia detto l’unica cosa davvero saggia, Demelza” disse infine.
Osservarono ciò che stava accadendo sulla spiaggia.
“Non dovrò più finire quel vestitino che stavo facendo per Julia” riprese lei. “E pensare che era così grazioso.”
“Andiamo. Prenderai freddo.”
“No, non into freddo, Ross. Voglio restare qui a sole ancora un pò.”

Nonostante questa precisazione, ho trovato Demelza più coinvolgente rispetto a Ross Poldark. Sarà perché ero già dentro la storia? Può essere. Su una cosa non ho dubbi. Per chi ha pazienza, credo che questa sarà una bella storia. 

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. Il libro recensito in questo articolo mi è stato inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


demelzaDemelza – Winston Graham

Casa editrice: Sonzogno Editore
Lunghezza: 382 p.    
Formato Kindle: € 9,99
Copertina Flessibile: € 16,15
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