“Storia di Aya: in fuga dalla Siria per amore” di Marinella Fiaschi e Maurizio Quilici


In collaborazione con Imprimatur Editore.

La discesa verso Roma è cominciata.
L’aereo – volo Alitalia AZ 703, proveniente da Istanbul-Atarturk – ha virato dolcemente e da alcuni minuti si possono distinguere case e campi, strade e automobili, ancora piccole come Playmobil. Il sole sta prendendo forza, anche se non sono ancora le otto del mattino. Lei non può sapere nulla, naturalmente, delle “ottobrate” romane, ma vede che il cielo è di un azzurro pulito e che a terra tutto si staglia netto e lucido nei contorni. Si è sentito il “clic” delle cinture che si allacciano, e la hostess ha ultimato il suo rapido controllo fra i passeggeri. Non resta che aspettare. Aya sospira. Tutto ciò le sembra un sogno. Un sogno, la sua storia con Fadi, il loro matrimonio – appena quattro giorno prima – a Beirut, in Libano. Un sogno il suo futuro: tre giorni di luna di miele a Roma, poi via, verso la Svezia, il Paese di suo marito (come risuona buffa e importante, nella sua mente, questa parola: marito). Le bombe che ha sentito fischiare ed esplodere nella sua terra, la Siria, le paiono un incubo lontano, così come i crolli, la violenza, le armi, i morti che aveva visto per strada quando aveva lasciato la città per andare a trovare dei parenti, le urla che le ferivano gli orecchi, l’odio. E la paura. Quella paura che ti entra dentro come una malattia e non ti lascia più, ti divora piano piano le viscere e non ti fa vivere. Non è vero che ci si abitua a tutto. Lei alla paura non si è abituata.

Storia di Aya: in fuga dalla Siria per amore di Marinella Fiaschi e Maurizio Quilici, pubblicato il 30 marzo 2017 da Imprimatur Editore, è un libro che racconta una storia vera. Ed è proprio partendo da quest’idea, cioè quella di leggere una storia che non fosse inventata, che mi sono convinta ad accettare questa collaborazione. In effetti devo dire che leggere questa storia mi ha fatto un certo effetto, perché spesso, affaccendati nella nostra frenetica vita quotidiana, corriamo il rischio di non guardare troppo al di là del nostro naso, perdendo tutto ciò che accade veramente intorno a noi. Quella che troviamo in questo libro è una storia simbolo che racconta di immigrazione, di amore, di pregiudizi, in un momento storico in cui l’Europa è diventata una via di fuga per coloro che vogliono scappare dalla guerra. I due autori, Marinella Fiaschi e Maurizio Quilici, sono coloro che hanno di fatto aiutato Fadi e Aya nelle loro disavventure. I due siriani si sono innamorati a distanza (Fadi vive in Svezia, dove ha chiesto asilo politico, mentre Aya è ancora in Siria), decidono di sposarsi e di volare in Svezia, dove Aya, malata di tumore al piede, potrà farsi curare. Dopo il matrimonio fanno scalo a Roma per una breve luna di miele, ma qui vengono bloccati dalla polizia in quanto Aya, non potendo aspettare il tempo necessario per ottenere il permesso a causa della sua malattia, viaggia con un passaporto falso. Da qui i due vengono separati e si ritrovano a vivere una serie di circostanze – tra cui prigione e processi – dalle quali riescono a tirarsi fuori grazie proprio all’intervento di Marinella e Maurizio, che da diverso tempo si occupano di volontariato e che vengono a conoscenza della loro storia tramite Nawal Soufi, un’attivista per i diritti umani che vive a Catania, dove è diventata punto di riferimento per tutte le famiglia che scappano dalla Siria.

Fadi non vuole arrendersi, mostra ancora una volta il certificato di matrimonio, chiede un interprete. Grida che sua moglie ha un tumore, che è venuta in Europa per curarsi, cerca affannosamente la documentazione medica (quella è in inglese e in tedesco) per mostrarla, ma nessuno è disposto a perdere tempo e ad aprire la cartella. “Se la rimandate indietro, la uccidete”, grida. Nessuno lo scolta, nessuno crede che quella ragazzina sia davvero sua moglie. Ancora non sono avvenuti gli eccidi di Charlie Hebdo, del Bataclan, della Promenade di Nizza, di Berlino, ma l’Europa è sempre più preoccupata – da lì a una settimana l’Isis diffonderà un fotomontaggio con la bandiera nera del califfato che sventola sulla cupola di San Pietro – e la psicosi del terrorismo gioca certo la sua parte.

Credo che Storia di Aya sia un’importante testimonianza non solo delle difficoltà che i profughi possono incontrare sul loro cammino, ma anche delle reazioni che questi possono suscitare negli altri. Il percorso di Fadi e Aya è infatti – nella sua sfortuna – estremamente fortunato, perché di fronte a tanti aiuti negati, a diffidenza, pregiudizi e indifferenza, hanno incontrato Marinella e Maurizio, i quali si sono prodigati, senza risparmiarsi, nel tentativo di aiutarli concretamente. Continuo, infatti, a chiedermi: cosa sarebbe successo ai due protagonisti di questa storia senza di loro? D’altra parte devo, però, dire che ho trovato questo libro un pò sottotono. E’ una bella storia e questo è innegabile, ma non mi ha emozionata come è successo con altri libri. Per tutto il tempo ho avuto la fastidiosa sensazione di leggere un semplice resoconto di eventi, come se Storia di Aya fosse un lungo articolo di giornale e nulla di più. Non ho provato emozione, nè empatia con i personaggi e per me questo è un elemento fondamentale quando ho un libro tra le mani. Poteva esserci un modo diverso per raccontare questa storia? Io credo di si, perché questa storia ha un potenziale narrativo enorme e penso che non sia stato sfruttato a dovere.

Vorremmo aiutare Fadi, della cui buona fede ci andiamo sempre più convincendo, e soprattutto aiutare Aya, che rischia di tornare in Siria, cosa che – anche per la sua malattia – equivarrebbe a una condanna a morte. Ma facciamo presto a capire che con le nostre sole forze non ci riusciremo mai. E’ a questo punto che chiediamo aiuto: il primo di molti, che ci saranno a volte rifiutati con ostinazione freddezza, a volte concessi con slancio e generosità.

Posso, quindi, dirvi che certamente Storia di Aya colpisce nel segno nel momento in cui fa rendere conto al lettore di quanto poco sappiamo su questa realtà, ma devo per anche dirvi che io questo libro non l’ho sentito di pancia e mi dispiace veramente tanto.

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. Il libro recensito in questo articolo mi è stato inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


Storia di Aya: In fuga dalla Siria per amore di Marinella Fiaschi e Maurizio Quilici

Casa editrice: Imprimatur Editore
Lunghezza: 92 p.      
Formato Kindle: € 6,99  
Copertina Flessibile: € 13,00
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