#citazioni – da “Zorro” di Isabel Allende


L’attività più importante per Diego erano le lezioni di scherma cui non arrivava mai in ritardo perché sapeva che altrimenti il maestro non lo avrebbe più ricevuto . Alle otto meno un quarto si appostava davanti alla porta dell’Accademia, cinque minuti dopo un domestico gli apriva e alle otto in punto era pronto con il fioretto in mano di fronte al maestro. Alla fine delle lezioni questi era solito chiedergli di fermarsi qualche minuto in più per discorrere sulla nobiltà dell’arte della scherma, sull’orgoglio derivante dall’impugnare una spada, sui trionfi militari spagnoli e sull’assoluta necessità di ogni gentiluomo con senso dell’onore di battersi in difesa del proprio nome, sebbene i duelli fossero proibiti. Da questi temi giunsero ad altri più profondi e quell’omino superbo, dall’aspetto inamidato e puntiglioso da bellimbusto, rivelò un altro lato del proprio carattere.
Manuel Escalante era figlio di un commerciate, ma si era salvato da un destino umile come quello dei fratelli perché era un genio della spada. La scherma lo aveva elevato socialmente, gli aveva permesso di inventarsi una nuova personalità e di percorrere l’Europa entrando in contatto con nobili e cavalieri. Era ossessionato non tanto dalle stoccate celebri o dai titoli nobiliari, come poteva sembrare a prima vista, ma dalla giustizia. Intuì che Diego condivideva lo stesso anelito, anche se essendo così giovane non ne era ancora del tutto consapevole.
Comprese allora di aver finalmente un nobile scopo nella vita: addestrare quel giovane perché seguisse i suoi passi, facendone un paladino della giustizia. Aveva insegnato la scherma a centinaia di gentiluomini, ma nessuno aveva dato prova di essere degno di questo onore. Erano tutti privi di quella fiamma ardente che riconobbe immediatamente in Diego, perché ardeva anche in lui. Non volle lasciarsi trasportare dall’entusiasmo iniziale e decise di conoscerlo meglio e di metterlo alla prova prima di renderlo partecipe dei suoi segreti. Durante quelle brevi conversazioni all’ora del caffè lo esaminava. Diego, per natura sempre disposto ad aprirsi, gli raccontò fra le altre cose dell’infanzia in California, della marachella dell’orso con il sombrero, dell’attacco dei pirati, del mutismo di Bernardo e di quella volta in cui i soldati avevano bruciato il villaggio degli indios. La sua voce tremava mentre ricordava come avessero impiccato l’anziano capotribù e picchiato gli uomini per poi portarli a lavorare per i bianchi.

tratto da Zorro di Isabel Allende


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casa editrice: Feltrinelli    
Lunghezza: 352 p.
Copertina Flessibile: € 7,23
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