Intervista a Stefano Santarsiere

Come vi avevo anticipato, oggi sono molto felice di proporvi un’intervista che ho realizzato a Stefano Santarsiere, autore del romanzo I guardiani dell’isola perduta pubblicato il 26 marzo 2017 dalla Newton Compton Editore. Leggendo questo libro mi sono venute in mente un sacco di domande e sono veramente felice di aver avuto l’opportunità di porle direttamente all’autore, sia perché – ovviamente – ha risposto alle mie curiosità, ma soprattutto perché con le sue risposte mi ha permesso di guardare al romanzo da una prospettiva diversa, che onestamente non avevo considerato.

I guardiani dell’isola perduta parla del popolo del mare. Come mai ha deciso di scrivere un romanzo sui tritoni?

Credo che scrivere un romanzo risponda a un qualche tipo di necessità interiore e che la vicenda narrata, i personaggi e le loro motivazioni, sia il nostro tentativo di esprimere questa necessità e fornirle una risposta. Ora, la tua domanda mi costringe a dirigermi verso la mia necessità. E a pensarci, anche ragionando in retrospettiva in rapporto a quando scrivevo il libro, mi rendo conto che essa dipende dalla mia vocazione a conoscere qualcosa di più del mio passato, delle mie origini, come singolo e come appartenente alla specie umana. E questa tensione si lega all’importanza della memoria come chiave per garantirci le risposte. Preservare la memoria, anche attraverso la conservazione o la riscoperta dei suoi emblemi (un racconto, una fotografia, un fossile), perpetuarla, farla sopravvivere nonostante lo scorrere tempo, è la sfida che anima il romanzo dalla prima all’ultima pagina. Charles Fort lotta per ricordare, per risalire la china del passato recente e non. Si chiede costantemente: dove sono stato? Si confronta con una verità che attinge direttamente alle origini della nostra specie. Insomma, forse, più che un romanzo sui tritoni I guardiani dell’isola perduta è una storia sulla memoria, sul sogno di percorrere a ritroso la strada compiuta e scoprire che in fondo (in cima) a questa strada ritroviamo la purezza smarrita lungo il cammino.

Un tema che mi ha molto colpita è stato quello delle ricerche e sperimentazioni farmaceutiche prive di limiti morali. Come mai ha deciso di parlarne e cosa ne pensa?

L’argomento mette in luce il paradosso nascosto in certe dinamiche di sopraffazione. Il potere corrosivo che si insinua anche nell’attività eticamente più alta (produrre medicine, guarire, salvare vite umane) quando essa entra in contatto con il profitto. Uno dei protagonisti a un certo punto dice, più o meno: Se la vita da salvare fosse la tua, ti preoccuperesti di come abbiamo prodotto la pillola miracolosa? Mi sembra la domanda chiave della storia, con tutta la catena di ricatti morali, ingiustizie, soprusi che si tira dietro. Una zona grigia tra salvaguardia individuale e collettiva in cui il diritto/dovere di salvare vite umane sembra giustificare qualunque azione, perfino – paradossalmente – lo sterminio. E questo, essenzialmente per il motivo che anche quel diritto/dovere è assoggettato alle ragioni del profitto.

Questo è un romanzo a metà tra realtà e immaginazione, in cui questi due elementi si fondono alla perfezione. Da dove trae maggiormente ispirazione, dalla realtà che ci circonda o dall’immaginazione rigogliosa che caratterizza tutti gli scrittori?

È difficile dirlo, ma credo che in fin dei conti il punto di partenza sia pur sempre la realtà, ciò che essa propone agli occhi e ai sentimenti dello scrittore e che ha in sé l’urgenza di essere raccontata. L’immaginazione, poi, serve a creare una storia che soddisfi quell’urgenza.

Un sincero ringraziamento a Stefano Santarsiere per la sua disponibilità e all’agenzia letteraria Saper Scrivere che ha reso possibile quest’intervista.


I guardiani dell’isola perduta di Stefano Santarsiere

Casa editrice: Newton Compton Editori
Lunghezza: 337 p.
Formato Kindle: € 2,99
Copertina Rigida: € 6,72

Qui la mia recensione del romanzo.

Stefano Santarsiere

Nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il primo premio nel Contest Complete Your Fiction 2012. Ha pubblicato L'arte di KhemUltimi quaranta secondi della storia del mondo, e con la Newton Compton La mappa della città morta. Per saperne di più: www.santarsiere.it  
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