“La fioraia del Giambellino” di Rosa Teruzzi

In collaborazione con Sonzogno Editore.

Il discorso è chiuso? Stringendo i pugni per la rabbia, Manuela si alzò dalla poltrona. Tornò nella sua camera, chiuse la porta con un tonfo e si sedette pesantemente sul letto, facendo scivolare di lato la coperta all’uncinetto. “Per me il discorso non è affatto chiuso” disse, tormentandosi le mani in un gesto di impotenza.
Stava per sposarsi e voleva conoscere suo padre.
Stava per sposarsi e doveva conoscerlo.
D’istinto, i suoi occhi corsero al vecchio comodino scovato in un mercato del bric-à-brac su cui campeggiava, dentro una cornice d’argento, una foto di lei e Silvano su uno sfondo di corolle screziate. Era stata scattata nel maggio di due anni prima, durante una gita al castello di Pralormo, in Piemonte, per la fioritura dei tulipani: era lì che Silvano si era dichiarato, pensò. Lì che la loro storia era iniziata.
Si allungò, ma non prese la foto. Aprì invece il cassetto e ne estrasse una pagina di giornale ripiegata in quattro su un articolo dal titolo curioso: Fioraia del Giambellino risolve il mistero della sposa scomparsa.

La fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi, pubblicato dalla casa editrice Sonzogno il  18 maggio, è un romanzo giallo che ho deciso di leggere sfidando i miei gusti letterari. Si tratta del seguito di La sposa scomparsa – che io, ahimè, non ho letto – nel quale compaiono per la prima volta i personaggi di questa storia. La protagonista principale è Libera, una donna molto mite e riservata che di mestiere fa la fioraia, la quale è affiancata dalla madre Iole, un’eccentrica insegnante di yoga grande sostenitrice delle gioie dell’amore libero, e dalla figlia Vittoria, una giovane poliziotta tosta e spesso scontrosa. Le tre abitano in un vecchio casello ferroviario alle porte di Milano, dove Libera viene contattata da Manuela, una ragazza che è in procinto di sposarsi e vuole conoscere l’identità del padre, segreto che la madre custodisce gelosamente da sempre. Avendo letto delle tre detective su un giornale – il caso si riferisce al romanzo precedente – decide di ingaggiarle per scoprire la verità. Inutile dire che Libera si lascia convincere e porterà avanti le indagini, trovandosi di fronte a un dilemma inaspettato: è veramente il caso di raccontare a Manuela chi è suo padre?

Nei libri è tutta un’altra cosa, pensò Libera mettendosi alla guida dell’auto, con la madre che le ruminava a fianco. Nei libri gialli, i detective dilettanti – che siano baristi, vecchi pestiferi, pensionate inglesi o ex tappezzieri, scrittrici, sacerdoti, autori di programmi televisivi di successo o spazzine – non raccolgono tutti questi “non ricordo”. Di solito bussano, per caso, alla porta della persona che, per caso, ha visto quell’insignificante particolare utile a far dedurre proprio a loro, con un’improvvisa illuminazione, il nome dell’assassino, in barba a quei semplociotti della polizia. Non sbattono i quartieri popolari appartamento per appartamento, non si rovesciano i funghi sulla gonna, non hanno al fianco una madre che ciancia delle prodezze erotiche di un certo Walter e fuma “sigarette speciali” alla cannabis. Non sono combattuti tra due possibili fidanzati, o meglio, sì, sono una vera carta moschicida per dark lady, baronetti inglesi, procaci commesse e contesse maiale, sospettati o sospettate di reato, tutti inesorabilmente attraenti e tutti invariabilmente intenzionati a fare sesso con loro senza sentire ragioni. Qualche volta si lasciano sedurre, altre no. Comunque di solito chiudono la giornata sdraiati sul divano, con un cognac spagnolo nel bicchiere e l’impianto stereo che diffonde musica jazz di cui sono fini intenditori, sognando l’unica donna che abbiamo disperatamente amato, spesso morta provvidenzialmente prima della loro avventura, in circostante misteriose.
Decisamente nei libri è tutta un’altra cosa.

Devo dire che fin dalle prime pagine sono rimasta un pò perplessa. Mi sono ritrovata di fronte ad  un libro che non mi sento di bocciare ma che non mi ha neanche colpita. Lo stile della Teruzzi è fluido e moderno, ma che non mi ha conquistata, non mi ha permesso  di entrare in empatia con la storia. Tuttavia ho trovato equilibrato il trio composto da Iole, Libera e Vittoria: tre donne profondamente diverse eppure legate indissolubilmente, ognuna con un modo tutto suo di affrontare le difficoltà e di guardare alla vita. Devo dire che in questo la scrittrice è stata molto brava, perché è riuscita a rappresentare tre tipologie di donne completamente diverse ma legandole tra di loro in maniera quasi impercettibile eppure forte. Per quanto riguarda, invece, la trama, anche qui specifico che non è male ma non ha suscitato in me quella curiosità di scoprire la verità che credo dovrebbe essere tipica di un giallo. Perché? Ecco, direi che, in generale, questo romanzo mi è sembrato sottotono: mancava qualcosa, quel pizzico di personalità, quella marcia in più che gli avrebbe permesso di arrivarmi.

Aveva sognato gli occhi liquidi di Manuela, lavoro muta richiesta d’aiuto. Ma come poteva lei, una semplice fioraia, imbarcarsi in un’indagine così complessa, col solo aiuto di Iole, pronta a gettare la spugna da un minuto all’altro? Liberaa non riusciva a sorvolare le cose, non possedeva la stessa leggerezza della madre. Si affezionava alle battaglie, ma questa non era una battaglia da combattere da sola. Chi era lei, per lanciarsi in quell’impresa?

Che dire? Di certo non mi sento di consigliarvi questa lettura, semplicemente perché a me non ha fatto alcun effetto, né in positivo né in negativo. Qualcuno di voi conosce questo romanzo e ha un pensiero diverso dal mio? Mi piacerebbe molto conoscere la vostra opinione.

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. Il libro recensito in questo articolo mi è stato inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


La fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi

Casa editrice: Sonzogno
Lunghezza: 167 p.         
Formato Kindle: € 9,99
Copertina Flessibile: € 11,90
Annunci

4 pensieri su ““La fioraia del Giambellino” di Rosa Teruzzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...