Quando e come ho iniziato a leggere: la mia storia

Spesso leggo in giro affermazioni del tipo
“leggo da quando ne ho memoria”.
Ecco: Io no.

Questo fa di me una brutta persona, dato che nel web non faccio altro che sproloquiare di libri? Non credo. Perché quella della lettura è stata, per me, una passione arrivata piano piano, con i suoi tempi, per poi scoppiare all’improvviso e al momento giusto. E’ successo un pò come tutto ciò che riguarda la mia vita. A piccoli passi. E dato che spesso me lo chiedete, oggi è arrivato il momento di raccontarvi quando e come ho iniziato a leggere.

partiamo dall’infanzia.

Come dicevo, contrariamente alla maggior parte di ciò che sento in giro, io da bambina non leggevo. Avevo dei libri di fiabe, certo, ma non è mai stata mia abitudine farmi leggermi una, due, tre favole prima di dormire. Di questo me ne dispiaccio sempre molto perché sono una grande sostenitrice dell’idea che sia importante abituare i bambini a leggere fin da piccoli, compatibilmente – ovviamente – alla loro età e alle loro inclinazioni. Questo è il motivo per il quale, quando a quindici anni sono diventata sorella per la seconda volta, ho deciso che era mio compito far sì che Raffaella iniziasse a leggere il prima possibile e che per lei diventasse qualcosa di “normale”. Ovviamente non è stata mai costretta a fare nulla che non le piacesse, perché io le ho semplicemente mostrato il mio esempio e dato un’alternativa allo stare davanti alla tv. Evidentemente il mio è stato un buon lavoro, perché oggi, che di anni sta per compierne quattordici, anche a lei piace molto leggere e io di questo ne vado molto fiera.

Poi sono arrivate le scuole medie.

Ed è stato lì che sono iniziati i miei primi e timidi approcci alla lettura. Tendenzialmente ho iniziato a leggere per due circostanze. Innanzitutto per colpa delle influenze stagionali che mi tenevano a letto per settimane con febbre alta e placche alla gola, durante le quali mia madre mi regalava – oltre alle buste sorpresa tipo queste, non so chi tra di voi le ricordi – i libri della collana Le Ragazzine della Mondadori. Di questa collana, che adoravo, ho circa una decina di titoli, ma il mio preferito in assoluto (che rileggevo all’infinito) è sempre stato Voglio scrivere una storia d’amore di Louise Plummer. Il secondo motivo è stato il laboratorio di lettura organizzato dai professori, che divenne subito il mio momento preferito dei rientri settimanali (perché sì, quando io frequentavo le scuole medie si rimaneva a scuola fino alle 18.00 per ben tre pomeriggi a settimana). In quelle occasioni ricordo che cercavo di darmi un contegno e di leggere qualcosa di diverso. E quella è stata una preziosa occasione per leggere tre libri che mi hanno segnata e a cui sono tutt’ora molto affezionata. Il primo è Piccole donne di Louisa May Alcott, romanzo che credo tutti debbano leggere e che io posseggo in una edizione ormai forse introvabile, regali di un’amica di mia mamma per un mio compleanno. Il secondo è Dietro il velo di Jean P. Sasson, che finì in casa mia perché mia nonna lo trovò abbandonato in un villaggio turistico in cui lavorava e ce lo regalò. Ricordo che questo è stato il primo vero libro “per adulti” che ho letto e che mi piacque molto. E’ ambientato in Arabia Saudita e ha come protagonista una principessa araba che racconta, in anonimato, le condizioni di reclusione in cui sono costrette le donne arabe. Il terzo libro che scoprì grazie alle scuole medie e che amo follemente, tanto che tutt’oggi lo leggo periodicamente, è L’ora di tutti di Maria Corti, in cui si racconta la strage degli 800 martiri di Otranto a cui io, in quanto otrantina, sono molto devota.

poi L’adolescenza ha portato a due incontri speciali.

Perché è stato solo al liceo che qualcosa è cambiato. In particolare è stato merito della mia prof di lettere. L’estate seguente al primo anno, la prof ci diede un compito per le vacanze: leggere almeno tre classici. Io ammetto che non me curai molto. Quell’estate doveva nascere mia sorella e in più lavoravo per la prima volta in un negozietto nel centro storico: poco mi importava di mettermi a leggere. Arrivato, però, agosto iniziai a sentirmi tremendamente in colpa e allora andai in una libreria che si trovava di fronte al mio posto di lavoro e comprai tre libri: Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello che mi piacque tantissimo, I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift che invece abbandonai dopo circa cento pagine e Il mio paese inventato di Isabel Allende. E, come potete immaginare se mi conoscete almeno un pò, è stata tutta colpa della Allende. Mi innamorai di questo libro e di questa scrittrice, iniziai a scoprirla, a informarmi su di lei, a leggere tutti i libri che aveva scritto fino a quel momento e ad aspettare con trepidante attesa le nuove uscite. Avevo la sensazione di aver finalmente trovato la mia strada, la mia vera passione, qualcosa che mi piacesse per davvero e nella quale, inspiegabilmente, ritrovavo pezzi di me. Quelli sono stati gli anni in cui ho letto tanto e fino a tarda sera. Sono stati gli anni in cui mi sono lasciata convincere a leggere la Saga di Harry Potter e in cui ho clamorosamente fallito nel tentativo di leggere Il signore degli anelli di Tolkien. Sono stati gli anni in cui ho scoperto scrittori come Margaret Mazzantini e Paulo Coelho, Gabriel Garcìa Màrquez e Susanna Tamaro. Sono stati gli anni in cui ho letto Parlami d’amore di Silvio Muccino e Carla Vangelista (prendendomi una cotta epica per Muccino) e Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli, che per molto tempo è stato il mio libro preferito. Sono stati gli anni in cui ho abbandonato Cime tempestose di Emily Brontë, Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, Il nome della rosa di Umberto Eco e Madame Bovary di Gustave Flaubert, perché non capivo che forse, quella dei classici, era per me una sfida che non era ancora arrivato il momento di vivere. Sono stati gli anni di emozioni forti, momenti indimenticabili e lacrime a palate. Ma soprattutto sono stati gli anni in cui ho creato le basi per quella che oggi è uno dei pilastri portanti della mia vita: la lettura.

Tutto è iniziato così, nell’estate del 2003, e il resto è storia. Da quel giorno i libri sono diventati una costante della mia vita, ho iniziato a divorarli, a scoprire storie travolgenti e mondi che non conoscevo, a sognare ad occhi aperti e a vivere di pancia. I libri mi hanno insegnato tanto, non mi hanno mai fatto sentire sola, mi hanno permesso di guardare alla mia vita da prospettive diverse e ha sviluppare idee che fossero solo mie. Non li ringrazierò mai abbastanza. Così come non ringrazierò mai abbastanza la mia prof del liceo per quei fatidici tre classici da leggere entro settembre e la commessa di quella libreria per aver sistemato il libro della Allende nella prima fila dello scaffale.

Qual è la vostra storia di lettori? Vi va di raccontarmela?

Annunci

9 pensieri su “Quando e come ho iniziato a leggere: la mia storia

  1. Themoc ha detto:

    Il mio primo romanzo letto non lo ricordo, sinceramente. O è stato “Il cane dei Baskerville” oppure “Harry Potter e la camera dei segreti”. Comunque, ho iniziato a leggere sul serio dal 2014 quando mi hanno regalato un Kobo Glo.
    Da allora ho letto vagonate di libri in ebook, soprattutto thriller e fantasy, e ho sviluppato ulteriormente la mia passione per la scrittura che avevo maturato dal 2010. La lettura mi ha spinto poi verso lo studio della sceneggiatura perché volevo imparare a creare le storie seguendo gli insegnamenti dei maestri del settore.
    Ultimamente leggo di meno a causa di impegni e problemi vari, ma è sempre un piacere prendere un libro e immergersi in un altro mondo per un po’.

    Mi piace

  2. wwayne ha detto:

    La mia storia di lettore partì con i libri del Battello a vapore. Era un editore che pubblicava libri per ragazzi divisi per fasce d’età: a seconda della fascia, la costola assumeva un colore diverso. Partii dalla fascia bianca (quella per principianti), ma fu quando arrivai alle fasce azzurra e arancione (per i lettori un po’ più esperti) che mi si aprì un mondo: comprai praticamente tutti i libri di quelle collane, e mi piacquero tutti moltissimo.
    La delusione arrivò quando passai ai libri della fascia rossa (quelli per i lettori “quasi ragazzi”): erano quasi tutti cupissimi, parlavano di famiglie sfasciate, ragazzi che dovevano affrontare la morte di un cane o di un familiare, crisi adolescenziali… insomma, non c’era traccia della leggerezza e dell’atmosfera incantevole che trovavo nei libri dalla costola bianca, azzurra e arancione. Capisco che da parte dell’editore ci fosse la volontà di introdurre i giovani lettori a dei temi un po’ più adulti, ma si poteva farlo in modo più delicato, senza pubblicare dei libri così depressi.
    Comunque il mio primo libro fu proprio uno del Battello a vapore, “L’uovo di Ortone” del Dr. Seuss. Molti anni dopo questo libro diventò famosissimo, perché ci fecero sopra un film (“Ortone e il mondo dei Chi”). Ti confesso che non l’ho mai visto, e anche il libro non è che lo abbia ripreso in mano chissà quante volte. Anzi, se dovessi fare una lista dei migliori libri del Battello a vapore non entrerebbe neanche nella Top 10. Ha avuto comunque il grande merito di introdurmi alla lettura, e ad una collana di libri che porterò sempre nel cuore.

    Mi piace

      • wwayne ha detto:

        Io invece, quando avevo già letto tutti i libri piacevoli del Battello a vapore, passai ai Piccoli brividi. Poi peggiorarono anche quelli: erano scritti tutti dallo stesso autore (R. L. Stine), e quindi era inevitabile che dopo decine di libri lo scrittore che teneva in piedi la baracca esaurisse la vena creativa. Anzi, è sorprendente che gli sia durata così a lungo. Per fortuna, quando anche i Piccoli Brividi si avviarono sul viale del tramonto, io ero già abbastanza ometto per passare ai libri per adulti.
        Il mio primo romanzo non per ragazzi fu Honeymoon di Banana Yoshimoto: lo ricordo tuttora come un grandissimo libro, ma tutte le persone a cui l’ho consigliato l’hanno trovato piatto. De gustibus non est disputandum! 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...