“LA GEMELLA SBAGLIATA” DI ANN MORGAN

A volte penso di essermelo inventato. Ci sono giorni in cui credo che sia avuto tutto nella mia testa, che non ci sia mai stato nessuno scambio, che sono sempre stata Ellie, fin dall’inizio.

La gemella sbagliata di Ann Morgan è un thriller psicologico che non credevo mi avrebbe coinvolta al punto in cui è accaduto. E’ che – un pò come successo con Se non ti vedo non esisti di Levante  – sono salita sul treno per tornare dalle mie ferie e l’ho divorato. Si tratta di un libro che mi è stato consigliato e prestato da mia sorella (prima volta nella vita) ed ero un pò scettica, perché lei a volte ha dei gusti che non combaciano troppo con i miei. Questa volta, però ci ha azzeccato.

Le accarezzo la mano mentre dondola e le dico che Mamma sta bene. Poi riprendo la confessione: le spiego che mi sento sola quando vedo Ellie con le altre ragazze popolari a scuola e odio che tutti mi guardino come se fossi un mostro in una gabbia, come allo zoo. Se potessero vedere dentro la mia testa, eccetto quando ho uno dei miei attacchi di rabbia, capirebbero che sto bene, che ho ragione. Ma non possono, perché Ellie è avvolta intorno a me come una grossa siepe che cresce di anno in anno e si riempie di spine, ed è sempre più difficile uscirne. Racconto di come Ellie si è presa Helen e le ha cambiato forma, come faceva con le magliette  quando era ancora al suo posto. Di come Helen è ormai una ragazza che ama le recite e stare sul palco e non prende più i premi per la lettura. Non è più qualcuno che potrei essere. Si è trasformata in una Hellie. E questa è la cosa che mi fa sentire più sola di tutte. 

Il romanzo racconta una storia che a tratti mi è sembrata improbabile, mentre in altri credibilissima. Le protagoniste sono due gemelle omozigoti, Ellie e Helen, le quali si distinguono esclusivamente dal carattere: la prima è introversa e obbediente, la seconda è socievole e intraprendente. Un giorno, per divertirsi, decidono di fare un gioco. Scambiarsi i ruoli. Per essere credibili non solo cercano di comportarsi come farebbe l’altra, ma si scambiano anche i vestiti e le pettinature. Ci cascano tutti. Anche la mamma, la quale sta cercando di uscire da un periodo difficile in seguito alla morte del marito (il quale si è suicidato). A fine giornata, però, quando Helen – che interpreta il ruolo di Ellie –  vuole tornare a essere se stessa, si trova di fronte al rifiuto di sua sorella, la quale per la prima volta sente di avere tra le mani una possibilità di riscatto. Essere vista, dagli altri, come leader le permetterà di cambiare e di farlo in meglio. Mentre dunque Helen – in realtà Ellie – vive una vita in ascesa, piena di successi e di amicizie, una vita – almeno all’apparenza – felice e soddisfacente, Ellie – in realtà Helen – cadrà in un vortice di autodistruzione. La sua vita è una vita in fuga, fatta di malattie mentali, assegni di disoccupazione, solitudine. Un giorno, però, la sorella – che ormai si fa chiamare Hellie-, entra in coma a causa di un incidente  e questo costringerà Smudge, ossia Ellie – in realtà Helen –  a fare i conti con il suo passato e con la sua identità.

Un pomeriggio, senza pensarci troppo, aveva comprato uno smalto color pesca nella profumeria in fondo alla strada e aveva passato un’ora a stenderlo con cura sulle unghie di Hellie. Era da anni che non lo usava nemmeno per sé e metterlo a qualcun altro era ancora più difficile. Doveva continuamente tamponare con un fazzolettino, per evitare che lo smalto colasse dai lati. La mano di Hellie era posata sulle coperte: esile, ma con le fossette sulle nocche come quelle di Smudge. C’era una lentiggine sul pollice destro, un segno che era di Hellie e solo suo. Non l’aveva mai visto? Era sempre stato lì o era comparso di recente? Un segnale evidente per chiunque fosse stato abbastanza attento da notarlo. Se era sempre stato lì, perché nessuno si era accorto della verità, perché nessuno aveva capito che lo scambio era reale?

Ho amato questo romanzo per diverse ragioni. Innanzitutto – cosa che non è da dare per scontata –  è scritto veramente bene e, devo essere onesta, mi ha stupita. Non me l’aspettavo. Ma non solo, perché ogni rivelazione viene concessa al lettore con i giusti tempi, creando così una suspense che lo tiene attaccato alla storia. Ma soprattutto, ogni personaggio è descritto in maniera complessa ed è reso reale proprio nelle sue imperfezioni, nei suoi problemi, nei suoi errori. Inoltre, molto attento è il modo in cui l’autrice ha trattato il tema delle malattie mentali. Lo ha fatto senza pregiudizi e dandoci un punto di vista interno, perché quello che si legge è ciò che accade a Ellie – in realtà Helen: il lettore scopre come sono nati in lei i disagi, perché questi sono stati trascurati e come si sono tramutati in malattia. Ma soprattutto il lettore si rende conto di quanto sia fondamentale, in queste circostanze, avere accanto qualcuno che consideri tutto ciò per quello che è, ossia una vera e propria malattia, e non un capriccio, una debolezza di carattere, una fase di crescita. Infine, fondamentale è il concetto di identità, perché leggendo questo romanzo ho scoperto quanto sia labile e beffardo. Perché di certo non dovrebbe essere un nome a dire chi siamo, ma il nostro modo di muoverci e pensare, di relazionarci con gli altri, di sognare, di amare e di amarci, di sbagliare, di realizzare i nostri obiettivi, di guardare al mondo e di guardarci dentro. Alla fine della storia, tutte le certezze che pensavo di avere sono state totalmente capovolte, perché niente è come sembra. Dietro a una patina di felicità spesso si nascondono delle storie di sofferenza, delle bugie tali da condizionare vite intere, dei risvolti che non avresti mai immaginato. E dietro alla storia più triste, spesso invece vive la voglia di riscatto, di migliorare, di combattere i propri demoni e rinascere. Il dramma della protagonista di questa storia in fondo è stato proprio questo. Ellie/Helen è stata privata della sua identità, ma soprattutto sono stati gli altri ad attribuirle un ruolo che non le spettava perché non la rispecchiava. E nel momento in cui il suo ruolo è stato preso da qualcun altro ed è stato travisato, in modo talmente netto che era impossibile riportalo all’origine, lei ha perso ogni punto di riferimento, ogni speranza di poter tornare ad essere se stessa (anche se se stessa sarebbe comunque stata cambiata dal tempo che passa, dalle esperienze, dalla vita).

“Adesso, se vuoi scusarmi…” concluse Mamma con il tono che avrebbe potuto usare per chiudere una conversazione telefonica con la sua banca.
“No. Aspetta un attimo” insistette Smudge. Con enorme sforzo, si costrinse a continuare: “Non ha sempre funzionato per te, giusto?”
Mamma si acciglio. “Come, prego?” chiese.
“Prima,” riprese Smudge “dopo la morte di Papà. Non c’era nessuna routine all’epoca, nessun ordine. Eri devastata, distrutta. Stavi a letto tutto il giorno con le tende chiuse. E noi dovevamo badare a noi stesse senza il tuo aiuto.” Le tornò in mente il cestino del pane vuoto, piccole mani che cercano di recuperare delle fette da una pagnotta ammuffita. “Avevi delle difficoltà, Mamma. Avevi bisogno di aiuto.”
Mamma incrociò le braccia. “E così è questa la favola che ti sei inventata? Una triste infanzia di abbandono. La piccola fiammiferaia. Sono sicura che funzioni in molti contesti, ma io non ho tempo per queste sciocchezze. Oggi devo seppellire mia figlia. Fine della discussione.”
“Stai seppellendo due figlie” disse Smudge, indicando il carro funebre in attesa oltre la porta della chiesa. “Ci sono due persone in quella bara.”
Mamma le lanciò un’occhiata. “Ho seppellito te molto tempo fa.”
Smudge deglutì. “E’ vero” disse. “L hai fatto. Mi hai seppellita il giorno in cui non ti sei accorta che ci eravamo scambiate, che lei era diventata me e io ero diventata lei. E hai seppellito anche lei. Ci hai date entrambe per morte quando avevano solo sei anni.”

Lettura interessante e intensa, ricca di spunti di riflessione e infinite possibilità di interpretazione. Se qualcuno di voi ha letto questo romanzo, sono curiosa di conoscere le vostre opinioni. Per chi, invece, non l’ha ancora letto, fidatevi: questo libro vi piacerà davvero.


La gemella sbagliata – Ann Morgan

Casa editrice: Edizioni Piemme
Lunghezza: 275 p.
Formato Kindle: € 9,99  

Copertina Flessibile: € 10,90
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