“L’AMMERIKANO” DI PIETRO DE SARLO


In collaborazione con Saper Scrivere.

Vincenzo Ametrano era nato a Monte Saraceno nel 1955 ed era l’ultimo rampollo della famiglia più ricca del paese. Spesso i suoi compaesani, ma anche gli abitanti dei paesi vicini, Monte Saraceno lo chiamavano “Monte Ametrano”. Sottovoce però. Perché Monte Ametrano, in funzione dell’intonazione della voce, poteva essere considerato segno di rispetto, ma anche di irriverenza, se non frutto di rancorosa invidia, e nessuno desiderava esporsi nei confronti di una famiglia potente e influente, di cui si poteva sempre aver bisogno. Il padre, don Antonio, era il notaio del paese, nonché il più grande proprietario terriero della zona. La fortuna di famiglia era stata costruita generazione dopo generazione. Il palazzo più importante, che si ergeva appena dopo la piazza principale sul lato sud della provinciale, Palazzo Ametrano, era stato il simbolo della loro agiatezza. Era stato… ma ora non più.

Questo libro si è aggiunto alla mia libreria grazie ad una ormai consolidata collaborazione con l’agenzia letteraria Saper Scrivere, da cui mi è stato proposto di leggere il romanzo e partecipare al Review Party di cui vi parlavo qui, ricordate? Ed eccoci, il 14 settembre è arrivato e anch’io , oltre alle mie colleghe, sono pronta a parlarvene.

Per Vincenzo, questo era Monte Saraceno. La sua infanzia diventata età adulta attraverso una miriade di cose buffe, di piccoli eventi, di fatti che nutrivano la memoria collettiva scatenando risate, pettegolezzi o considerazioni al bar. Un tranquillo divenire che senza scosse lo avrebbe condotto verso l’età più ultima. I rancori, salvo poche ed epiche eccezioni, duravano lo spazio di un mattino.

L’ammerikano di Pietro De Sarlo, pubblicato da Europa Edizioni nel 2016, è un romanzo che racconta due storie che si intrecciano: quella di Vincenzo, discendente di una famiglia che ha fatto la storia di Monte Saraceno, piccolo paese della Lucania dal quale non ha mai voluto allontanarsi, e di Wilber, un americano  le cui lontane origini risiedono proprio in questo paese e il cui arrivo stravolgerà la tranquillità di Monte Saraceno. Due storie, dunque, completamente diverse, che sono destinate a incrociarsi e a farlo nel modo peggiore possibile.

Vincenzo si sentiva la testa scoppiare e gli sembrava che i ricordi si confondessero con la realtà, in un delirio simile a quando da piccino aveva la febbre alta. Il suo mondo antico era distrutto per sempre dai frigoriferi, dalla tv, dalle auto: maledetti! Maledetti tutti!
La sua vita passata al setaccio gli sembrava normale: aveva vissuto cercando di non fare male a nessuno o era vissuto cercando solo di non fare male a se stesso? No, tutto andava bene, nonostante il frigorifero e la tv, e tutto era andato bene fino all’arrivo dell’ammerikano. Tutta colpa di quel maledetto ammerikano. Prima la sua era una vita felice, o almeno normale. Il tran tran del paese, che a molti poteva apparire noioso, per lui era confortante.
Quella mattina, compressa tra i ricordi felici e la realtà inaccettabile in cui era precipitato, la vita gli sembrò assolutamente insopportabile e ancora più insopportabile gli sembrò il fatto che Matteo Ametrano, venuto da chissà dove e per chissà quale scopo, era la causa di tutto e invece presto sarebbe sparito, lasciandosi alle spalle Monte Saraceno, Deborah, Gina e tutto il resto.

Ma ora veniamo a noi. Devo essere onesta e dirvi che L’ammerikano  è  un romanzo che non mi ha colpita per niente. Anzi, a tratti mi ha quasi delusa. Perché all’inizio mi piaceva, soprattutto nella prima parte, quella in cui vengono introdotti i due protagonisti e le loro storie, perché è lì che ho colto diversi elementi positivi come il racconto nostalgico nei confronti di un mondo antico che non esiste più, una storia di immigrazione, il ritratto di una terra arretrata culturalmente e di un paese – l’Italia – ricco di”stranezze” (per non dire corruzione). Ma poi più sono andata avanti e più mi sono ritrovata tra le mani una storia che perdeva costantemente di credibilità. L’introduzione lenta e ritmata che tanto mi aveva affascinata, ha lasciato spazio ad una corsa di parole del tutto irrilevanti, ad un susseguirsi di fatti e salti temporali privi di logicità. Da un certo punto in poi, non ho capito – nè condiviso – nessuna scelta di narrazione. Continuavo a chiedermi “dove vuole andare a parare, l’autore?”, convinta che prima o poi l’avrei scoperto, perché doveva pur esserci una spiegazione a quello che stavo leggendo. Ma no, non l’ho trovata. Posso, dunque, dire che di questo romanzo ho apprezzato gli spunti di riflessione ma non la storia.

“Matteo Ametrano era un figlio della Lucania, nato dall’altro lato del pianeta. Matteo era anche Wilber Boscom, nato in America e venuto a morire in questa parte del mondo, proprio nel giorno in cui in America si celebra la festa dell’Indipendenza. La festa che rievoca il giorno in cui i coloni si affrancarono dal dominio dei propri progenitori inglesi. Una festa di rigenerazione, in cui dal vecchio mondo nacque il nuovo mondo, e in cui si riaffermava il diritto di tutti gli uomini alla ricerca della felicità. Felicità irraggiungibile, per Matteo. Tutto ebbe inizio a Monte Saraceno e tutto finisce a Monte Saraceno, tutto si tiene e il ciclo si è chiuso.”, disse un cronista televisivo in un collegamento dal paese. Neanche lui si era reso esattamente conto del significato di quelle parole, ma il lettore che ci ha seguito sino a ora sì.

Nonostante questo romanzo non mi sia piaciuto, sono molto felice di aver partecipato a questo Review Party. Nella giornata di oggi troverete la recensione di  L’ammerikano in tutti i blog  che hanno deciso di aderire all’evento virtuale e dei quali vi lascio i link di seguito!

 *Leggere è magia
*CHICCHI DI PENSIERI
*SOLO 1 ALTRA RIGA
*NESSUN CANCELLO, NESSUNA SERRATURA

L’ammerikano – Pietro De Sarlo

Casa editrice: Europa Edizioni
Lunghezza: 204 p.  
Formato Kindle: € 9,49
Copertina Flessibile: € 12,67
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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sonia Esse ha detto:

    Peccato, io la considero una perla di libro!
    Besos!!

    Mi piace

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