#gdli100libri – “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo

Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psicoanalisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica.
Di psicoanalisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psicoanalisi arricceranno il naso a tanta novità. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psicoanalisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perchè mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memoria.
Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto a dividere con lui i lauti onorari che ricaverò da questa pubblicazione a patto che egli riprenda la cura. Sembrava tanto curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!…

Il libro di settembre del gruppo di lettura I 100 libri di Dorfles è stato La coscienza di Zeno di Italo Svevo, grande classico della letteratura italiana del Novecento, pubblicato nel 1923. Si tratta di un libro che avevo già letto in occasione degli esami di maturità e di cui conservavo bei ricordi. Ero, dunque, entusiasta quando ho scelto questa lettura, convinta che mi avrebbe tirato su in un momento che – lasciatemelo dire – non è semplicissimo. E’ invece successo l’esatto opposto. Io non so esattamente perché, posso solo dire che questa lettura non mi è proprio piaciuta.

Tutto ciò giaceva nella mia coscienza a portata di mano. Risorge solo ora perché non sapevo prima che potesse avere importanza.  Ecco che ho registrata l’origine della sozza abitudine e (chissà?) forse ne sono già guarito. Perciò, per provare, accendo un’ultima sigaretta e forse la getterò via subito, disgustato.

La coscienza di Zeno è un romanzo che finge di essere il diario privato di Zeno Cosini – il suo protagonista – il quale è stato spinto a scrivere le sue memorie dal Dottor S., lo psicanalista presso il quale è in cura e che decide di pubblicare le pagine scritte dal paziente nel momento in cui questo decide di interrompere la terapia. Ci troviamo, quindi, di fronte a un grande paradosso e ad una innegabile certezza: l’intero romanzo è una finzione. Zeno ci racconta la sua vita come una lunga fila di insuccessi e fallimenti, focalizzandosi su cinque momenti principali: il suo ultimo tentativo di fumare, il suo matrimonio con Augusta, la sua storia d’amore con l’amante Carla, l’esperienza sfortunata di affari col cognato Guido. L’intero racconto è sempre divertente ed è proprio su questa ironia che si basa l’intenzione di Svevo. Se da una parte l’autore prende palesemente in giro Zeno per il suo modo di relazionarsi al mondo, la sua codardia e la sua inettitudine, dall’altro ne fa esempio di tutte le imperfezioni e di tutti i paradossi di cui gli esseri umani sono capaci, contrapponendolo a chi – almeno all’apparenza e agli occhi degli altri – è sano e perfetto.

Nella mia vita ci furono vari periodi in cui credetti di essere arrivato alla salute e alla felicità. Mai però tale fede fu tanto forte come nel tempo in cui durò il mio viaggio di nozze eppoi qualche settimana dopo il nostro ritorno a casa. Cominciò con una scoperta che mi stupì: io amavo Augusta com’essa amava me. Dapprima diffidente, godevo intanto di una giornata e m’aspettavo che la seguente fosse tutt’altra cosa. Ma una seguiva e somigliava all’altra, luminosa, tutta gentilezza di Augusta ed anche – ciò ch’era la sorpresa – mia. Ogni mattina ritrovavo in lei lo stesso commosso affetto e in me la stessa riconoscenza che, se non era amore, vi somigliava molto. Chi avrebbe potuto prevederlo quando avevo zoppicato da Ada ad Alberta per arrivare ad Augusta? Scoprivo di essere stato non un bestione cieco diretto da altri, ma un uomo abilissimo. E vedendomi stupito, Augusta mi diceva:
– Ma perché ti sorprendi? Non sapevi che il matrimonio è fatto così? Lo sapevo pur io che sono tanto più ignorante di te!
Non so più se dopo o prima dell’affetto, nel mio animo si formò una speranza, la grande speranza di poter finire col somigliare ad Augusta ch’era la salute personificata.

Ovviamente sì, riconosco l’importanza di questo romanzo e del suo autore. La critica alla psicoanalisi, il dramma dell’uomo moderno, la malattia che diventa simbolo del male di vivere. Sono tutti elementi, questi, che ho colto alla perfezione e che conosco fin troppo bene. Eppure devo essere onesta e dirvi che ho fatto veramente tantissima fatica a portare a termine la lettura. Perché? Cosa mi è successo? Di certo questo non è un periodo facile. Ho mille-mila cose da fare, la mia routine è totalmente sconvolta, mi sento spesso sopraffatta da tutto.  Ma un libro dovrebbe alleggerirmi, non aggiungersi ai pensieri che mi porto dietro ogni singolo giorno. Ecco perché, questa volta,  La coscienza di Zeno  non mi ha lasciato nulla.

A me è sempre piaciuto d’intrattenermi con la gente che non conosco. Con loro mi sento sano e sicuro. E addirittura un riposo. Devo stare attento di non zoppicare, e sono salvo.

Credo, dunque, che la mia percezione ed esperienza di questo mese con il  #gdli100libri  sia stata fortemente influenzata da tutto ciò che sto vivendo nel mondo reale. E’ per questo che sono curiosissima di sentire la vostra opinione. Voi cosa ne pensate?

Zoppicavo e lottavo anche con una specie di affanno. Io ne ho di quegli affanni: respiro benissimo, ma conto i singoli respiri, perché devo farli uno dopo l’altro di proposito. Ho la sensazione che se non stessi attento, morrei soffocato.

Vi ricordo che la lettura di ottobre sarà Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, che leggeremo insieme dal 1 al 31 ottobre. Chi di voi parteciperà?


La coscienza di Zeno
di Italo Svevo

Casa editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 428 p.   
Formato Kindle: € 0,00
Copertina Flessibile: € 8,50
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3 pensieri su “#gdli100libri – “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo

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