“LA SVASTICA SUL SOLE” DI PHILIP K. DICK

Il suo vero nome era Frank Fink. Era nato sulla costa orientale, a New York, e nel 1941 era stato arruolato nell’esercito degli Stati Uniti d’America, subito dopo il crollo della Russia. Quando i giap avevano preso le Hawaii, lo avevano spedito sulla costa occidentale. Alla fine della guerra si era ritrovato lì, sul lato giapponese della linea di divisione. E si trovava ancora lì, quindici anni dopo.

La svastica sul sole di Philip K. Dick, è un romanzo ucronico pubblicato nel 1962, che ho scoperto guardando la serie tv The Man in the High Castle e di cui vi ho parlato qui. Si tratta di una storia irrealistica e spaventosa, ma assolutamente geniale. Tutto inizia da una domanda: come sarebbe il mondo se la Seconda Guerra Mondiale fosse stata vinta dalla Germania Nazista e dall’Impero Giapponese? Da qui parte il lavoro di Dick, che lo porta a immaginare gli Stati Uniti ovviamente sconfitti e divisi in tre: la costa orientale è controllata dai nazisti, quella occidentale dai giapponesi  e al centro c’è la zona neutrale, chiamata Stati delle Montagne Rocciose. In questo mondo si muovono diversi personaggi e un libro la cui lettura è vietata, intitolato La cavalletta non si alzerà più, in cui l’autore, Hawthorne Abendsen, immagina un mondo in cui sono gli Alleati ad aver vinto la guerra.

“Joe. Questo libro, La cavalletta; non è proibito sulla costa occidentale?”
Lui annuì.
“E allora come fai a leggerlo?” C’era qualcosa in quella faccenda che la preoccupava. “Non fucilano ancora quelli che leggono…”
“Dipende dal tuo gruppo razziale. Dalla buona vecchia fascia che porti al braccio.”
Dunque era così. Slavi, polacchi, portoricani, erano i più limitati in quanto a libertà di lettura e di ascolto. Per gli anglosassoni andava molto meglio; c’era la scuola pubblica per i loro figli, e potevano frequentare le biblioteche, i musei, i concerti. Ma anche così… La cavalletta non era semplicemente un libro riservato a pochi eletti; era proibito, e lo era per tutti.
“Lo leggo nei bagni” disse Joe. “Lo tengo nascosto sotto un cuscino. Anzi, lo leggo proprio perché è proibito.”

Devo dire che, avendo visto la serie tv ispirata da questo romanzo, sono stata per forza di cose influenzata nella visione di questo mondo alternativo. Ma non ne sono stata per niente delusa. Ovviamente si tratta di due prodotti diversi, ma l’originalità e la resa della storia non possono assolutamente essere messi in discussione. In questo romanzo Philip K. Dick ha fatto due diverse operazioni. La prima è stata sicuramente quella di giocare con la storia. Perché l’autore non immagina solamente un mondo frutto di un diverso epilogo della Seconda Guerra Mondiale ma va oltre, immaginando, all’interno della finzione narrativa, la diffusione di un libro in cui il suo autore immagina cosa sarebbe successo se nazisti e giapponesi fossero stati sconfitti. Si tratta, dunque, di un metalibro (libro nel libro) e di un terribile gioco di riflessi in cui ogni realtà immaginata sembra essere peggiore di quella di partenza. Il risultato è solo uno: la malvagità umana, il razzismo e la violenza hanno la meglio su ogni ipotesi possibile. La seconda operazione che fa Dick è quella di giocare e criticare la moderna cultura americana. In questo romanzo gli Americani, da sempre abituati ad essere i vincitori e i potenti, devono ridefinire la propria identità in virtù, proprio, della loro sconfitta. Ecco che tutti i personaggi di questa narrazione da una parte sono sottomessi e dall’altra cercano di integrarsi in una cultura, quella giapponese, lontana da loro, incarnata da persone che li guardano costantemente dall’alto in basso.

Il mio aspetto, pensò. Sì, è proprio questo il punto. Come appaio? Non posso ingannare nessuno; io non appartengo a questo posto. In questa terra che gli uomini bianchi hanno ripulito e dove hanno costruito una delle loro più belle città. Sono un estraneo nel mio stesso Paese.

Devo dire che sono molto felice di aver ascoltato il mio istinto e letto questo libro, perché innanzitutto ho scoperto un genere che non avevo mai letto (questo è il mio primo approccio al genere ucronistico) e poi ho scoperto Philip K. Dick, autore di valore che ha saputo creare un mondo alternativo rendendolo totalmente credibile. 

E se alla fine loro, i nazisti, distruggessero tutto? Se lasciassero solo uno sterile mucchio di cenere? Potrebbero farlo: hanno la bomba all’idrogeno. E senza dubbio lo farebbero; il loro modo di pensare tende al Gotterdämmerung. Sarebbero capacissimi di volerlo, di fare di tutto perché succeda, un olocausto finale per tutti.
E che cosa lascerà, questa Terza Pazzia Mondiale? Porrà fine a ogni forma di vita, ovunque? Quando con le nostre stesse mani trasformeremo il nostro pianeta in un pianeta morto?

Qualcuno di voi l’ha letto? Cosa ne pensate?


LA SVASTICA SUL SOLE
di Philip K. Dick

Casa editrice: Fanucci Editore
Lunghezza: 429 p.    
Formato Kindle: € 0,00
Copertina Flessibile: € 8,42
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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. amulius ha detto:

    Ottima recensione. È nella mia lista dei libri da leggere! Ho visto il pilot della serie e ora non so se proseguire nella visione e spoilerarmi il libro o fiondarmi sul romanzo. Cosa suggerisci? Si va di libro? 🤔

    Mi piace

    1. Chiara Nicolazzo ha detto:

      Ti dirò, sono due prodotti completamente diversi! La serie tv è solo ispirata, ma generalmente è meglio partire dal romanzo! Te li consiglio entrambi comunque!

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