“CASCA IL MONDO, CASCA LA TERRA” DI CATENA FIORELLO

Questa era la sua famiglia, il suo patrimonio, logoro e miserabile dal quale aveva fatto di tutto per scappare rincorrendo i suoi sogni, il suo sogno: sposare un uomo ricco. E dopo il matrimonio, come per incanto (ma era stata solo la generosità di un marito che l’amava e che voleva ricoprirla di ogni ben di dio), Alberto le aveva regalato una bellissima villa a Porto Rotondo, poi uno chalet incantevole immerso nella natura silenziosa delle Alpi svizzere, e ancora una casa colonica nella campagna umbra, vicino a Spoleto; e infine il desiderio più agognato, più ambito, una tenuta vera, dai confini talmente vasti che non se ne vedevano i limiti, proprio a ridosso del paese natio, e dove Vittoria si concedeva di tanto in tanto il piacere di una vacanza tra ulivi secolari e atmosfere suggestive che la riportavano all’infanzia. Ecco, aveva realizzato, se non tutti, almeno parte dei desideri che l’avevano accompagnata sin dall’adolescenza. Sembra incredibile, ma nell’età in cui le altre ragazzine desideravano solo comprare un paio di jeans ala moda e andare in vacanza a Rimini con gli amici del paese, Vittoria programmava già il suo futuro, che non contemplava niente che avesse a che fare con quella comunità.

Casca il mondo, casca la terra di Catena Fiorello, pubblicato nel 2012 da Rizzoli, è il primo libro che leggo di questa scrittrice, della quale ho sempre sentito parlare tanto e bene. Così la mia curiosità è cresciuta nel tempo e allora mi sono detta che ne valeva la pena provarci. Mia sorella, che mi ha gentilmente prestato il libro, mi aveva promesso che mi sarebbe piaciuto. E aveva ragione. La storia che racconta Catena Fiorello in questo romanzo è senza dubbio interessante ma anche sorprendente nella misura in cui non manca di colpi di scena. La protagonista è Vittoria, una donna proveniente da una famiglia qualunque che ha realizzato il suo sogno: sposare un uomo ricco e diventare qualcuno. Il romanzo inizia quando, davanti ad una vetrina, Vittoria incontra quella che sa essere l’amante del marito. Seguendo l’istinto, ma anche il dolore di essere diventata una di quelle donne tradite che lei stessa ha sempre deriso, decide di stringere amicizia con la rivale per conoscere i segreti di quella relazione fedifraga che le ha fatto crollare il mondo. Ed è qui che succede l’inaspettato, perché questo rapporto diventa un espediente, per Vittoria, per porsi delle domande, guardarsi dentro, fare pace con il suo passato, ammettere delle colpe.

In quell’anzi, pronunciato come una deriva improvvisa, c’era il desiderio che Laura rimanesse ferma lì, vicino a lei, ignara del suo passato e complice del presente, per poter diventare la sua certezza nel futuro: la possibilità di capire perché tutto quello che era accaduto era capitato proprio a lei; a lei che non avrebbe mai pensato di ritrovarsi lì, con l’amante di suo marito, incapace di immaginare cosa sarebbe accaduto da quel momento in avanti.


CASCA IL MONDO, CASCA LA TERRA
di Catena Fiorello

Casa editrice: Rizzoli
Lunghezza: 318 p.  
Formato Kindle: € 5,99
Copertina Rigida: € 3,40

VOTAZIONE: ****

 


Prima di incontrare suo marito, Vittoria aveva fatto sempre pensieri cupi o megalomani del tipo: “Cosa sarà della mia vita?”; “Non voglio vivere in questo paese desolato!”; “Io desidero solo diventare qualcuno!”.
Non la mandava giù l’illusione che si potesse essere felici ovunque e in qualunque condizione economica, anche la più sfortunata. “Non si vive felici dentro un capanna” era il suo unico credo. Lei in una “quasi capanna” ci aveva trascorso l’infanzia e la giovinezza e, sinceramente, non le era sembrata un granché, tolta la possibilità di non essere costretta a pulire casa per ore. Aveva sempre guardato con invidia quelle delle attrici e delle principesse, fotografate sui settimanali che divorava con ossessiva curiosità sin da ragazza. Ma anche le dimore di certe famiglie ricche del Salento, a dire il vero, risvegliavano in lei una grande ammirazione.
Bastava spostarsi nei quartieri più residenziali di Lecce, o nei paesi limitrofi dove viveva quella gente, per capire che la ricchezza li rendeva diversi da tutti gli altri: migliori, elevati, superiori e inavvicinabili.

Quello che l’autrice ci propone in Casca il mondo, casca la terra è un viaggio all’interno di una donna fragile e insicura, da sempre convinta che il lusso le avrebbe salvato la vita, garantito un futuro stabile e la felicità eterna. Inutile dirvi quanto si sbagliava. E questo romanzo altro non è se non il racconto di questa presa di coscienza e del cambiamento di rotta che ne consegue. Il lettore conosce inizialmente una Vittoria arrogante e prepotente, sicura di sé e materialista, e termina il libro lasciando una donna diversa. Una donna che ha accettato le proprie sconfitte (e non mi riferisco solo al fallimento del suo matrimonio) e le proprie perdite, che ha fatto pace con il proprio passato, che ha ammesso i propri limiti. Vittoria imparerà che i soldi non garantiscono la felicità e si renderà conto che tutti i suoi ricordi migliori, quelli talmente antichi da esserle entrati sotto pelle e da provocarle ancora un’emozione, sono li stessi che per anni ha disprezzato.

Pensò a sua madre, a suo padre, alla sua vita e ai suoi tanti peccati. E si sentì finalmente autorizzata ad amare tutto ciò che aveva odiato, criticato e nascosto con vergogna; senza ritrosie, ma con l’orgoglio di appartenere ancora al suo mondo, alla sua dignità misera di contadina ambiziosa (il suo paradiso pugliese).

Ma soprattutto la protagonista di questa storia capirà che tutto il tempo che ha trascorso ad accantonare ricchezze, cercare la perfezione, coltivare relazioni sociali sterili, è tempo che ha tolto all’unica cosa che conta davvero: l’amore per la propria famiglia. Ed è questo il peso peggiore, ossia accettare di aver lasciato che la sua famiglia si sgretolasse, che la relazione con la figlia fosse sempre conflittuale, che l’amore per il figlio fosse spesso troppo estremo tanto da non accettare la realtà dei fatti, che il rapporto col marito diventasse vuoto e stanco. Casca il mondo, casca la terra, dunque, non è solo il racconto di un amore compromesso, ma del percorso di una donna dentro se stessa. E devo dire che è un bel racconto.

Erano stanchi. Stanchi di tutto. Gli anni passati a concedersi i piaceri che offriva la buona società erano stati un impegno troppo faticoso e ora, guardando con distacco come avevano vissuto, si rendevano conto di aver speso troppo tempo lontano da se stessi.
Ma tutti e due avevano amato quel tipo di vita; se l’erano goduta, non soffermandosi mai, nemmeno per un attimo, su che cosa ci fosse oltre. Una forma di verità, insomma, per capire che vita fosse la loro.
Ma quale verità?
Che cosa c’era da chiedersi? Alberto era uno dei migliori avvocati della città, un padre premuroso, un uomo piacente, simpatico, colto, amava viaggiare (quando il lavoro glielo permetteva), aveva buoni amici, stava bene, possedeva bellissime dimore e una moglie affascinante. Non si poteva chiedere di più dalla vita.
E Vittoria, dal canto suo, aveva avuto la fortuna di sposare l’uomo che le aveva offerto un viaggio di sola andata per conquistare il paradiso, e allora? Perché avrebbero dovuto farsi delle domande? Avevano vissuto.

Come vi dicevo, è la prima volta che leggo qualcosa di Catena Fiorello e devo dire che la sua scrittura non è niente male. Onesta e diretta, non si perde in fronzoli inutili. Spesso bombarda il lettore con mille parole, che poi è il modo che ognuno di noi ha di esprimersi quando la rabbia, la delusione e il risentimento prendono il sopravvento. La sensazione, tangibile, è quella di stare parlando con un’amica, di perdersi nei suoi pensieri, nei suoi guai. E la protagonista che ci propone non è di certo semplice e non è scontato fare il tifo per lei, nonostante sia vittima di un tradimento. ma la Fiorello riesce, con calma e pazienza, a portare tutti dalla sua parte. E lo fa scavando dentro di lei in maniera profonda, non giustificandola, costringendola a guardarsi allo specchio per quella che è.

C’è sempre dell’illecito quando perdiamo una persona cara, senza alcun preavviso. Il reato lo commette la vita stessa, che immancabilmente ci toglie qualcosa rendendoci azzoppati, per sempre. Cavalli da corsa con lo sguardo perso, buttati via nell’angolo di una scuderia di glorie. Diventano una stanza buia le giornate di chi è costretto a vivere senza l’amore che gli è stato strappato, e non c’è più nessun interesse a partecipare a tutto ciò che la vita potrà ancora offrire. Ciechi, spauriti, persi in un nulla che non ha spiegazione. E sopraffatti dalla vita stessa che si fa beffe di noi.

In definitiva posso dire che  Casca il mondo, casca la terra  mi ha proprio conquistata. Mia sorella ha mantenuto la promessa. E sì, non vedo l’ora di continuare a scoprire questa scrittrice.

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